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Alessandra Vena: l’arte del beauty tra cinema, televisione e alta formazione

Alessandra Vena

Dalla ricerca estetica al trucco cinematografico, passando per Sanremo e i grandi concorsi internazionali di Body Painting: Alessandra Vena racconta il suo percorso professionale tra tecnica, creatività e passione. Un viaggio nel mondo dell’immagine dove il make-up diventa linguaggio artistico, identità e strumento di espressione personale.

Intervista ad Alessandra Vena

Alessandra Vena: l’arte del beauty tra cinema, televisione e alta formazione

Tra cinema, arte e visagismo: il percorso di una professionista internazionale del beauty e dell’immagine

Alessandra, il suo percorso nasce da una formazione molto tecnica e scientifica. Come è avvenuto il passaggio verso il mondo dell’estetica e del make-up artistico?
Il mio percorso nasce in realtà dall’unione di due anime: quella scientifica e quella artistica. Dopo il diploma come Tecnico di laboratorio chimico-biologico, sentivo però il bisogno di esprimere la creatività in una forma più diretta, più emozionale. Da lì è arrivata l’esperienza universitaria nel DAMS e nella Comunicazione, che mi ha aperto definitivamente le porte del mondo dell’immagine, dello spettacolo e dell’estetica avanzata. Ho sempre creduto che il make-up non sia semplicemente trucco, ma uno strumento di comunicazione visiva potentissimo. Per questo ho scelto di specializzarmi continuamente, frequentando accademie prestigiose tra Milano, Roma e Firenze. Ogni master mi ha aiutata a costruire una professionalità completa, tecnica ma anche profondamente artistica.

Lei ha lavorato in contesti di grande prestigio come il Festival di Sanremo, Rai e Mediaset. Cosa significa operare dietro le quinte di eventi così importanti?
Lavorare in produzioni televisive e grandi eventi significa entrare in una macchina organizzativa estremamente complessa, dove precisione, velocità e sangue freddo sono fondamentali. Dietro pochi minuti di diretta televisiva ci sono ore di preparazione e un’attenzione maniacale ai dettagli. Esperienze come Sanremo, Uno Mattina o La Vita in Diretta mi hanno insegnato il valore della responsabilità: quando lavori sull’immagine di artisti, conduttori o ospiti televisivi devi saper valorizzare la persona rispettandone identità e personalità. Sono esperienze che ti formano tantissimo, sia umanamente che professionalmente, perché impari a gestire pressione, tempi stretti e standard altissimi.

Il cinema ha avuto un ruolo importante nella sua carriera. Qual è il fascino del trucco cinematografico rispetto a quello beauty tradizionale?
Il trucco cinematografico racconta storie. Questa è la differenza principale. Nel beauty valorizzi un volto; nel cinema costruisci un personaggio, un’emozione, un’identità narrativa. Gli effetti speciali, il trucco teatrale e cinematografico mi hanno sempre affascinata perché permettono di trasformare completamente la realtà. Attraverso il make-up puoi invecchiare un volto, creare ferite sceniche, esprimere stati psicologici o epoche storiche. È un lavoro molto più profondo di quanto si pensi, perché richiede studio della luce, delle telecamere, delle texture e persino della psicologia del personaggio.

Alessandra Vena: l’arte del beauty tra cinema, televisione e alta formazione

Lei ha conquistato riconoscimenti internazionali nel Body Painting, vincendo tre concorsi mondiali. Quanto conta l’aspetto artistico nel suo lavoro?
Conta tantissimo. Il Body Painting rappresenta forse la massima espressione artistica del make-up. Quando lavori sul corpo umano come se fosse una tela, entri in una dimensione completamente diversa: non stai più semplicemente truccando, stai creando arte visiva. Le vittorie ottenute a Milano e Bari, con premi anche per la migliore scenografia, sono state emozioni indescrivibili perché hanno rappresentato il riconoscimento internazionale di anni di studio, sacrifici e ricerca artistica. Per me la creatività è sempre stata fondamentale. Anche nel trucco più semplice deve esserci armonia, visione e sensibilità estetica.

Lei oggi dirige un proprio studio estetico e insegna visagismo. Cosa cerca di trasmettere alle nuove generazioni?
Cerco di trasmettere soprattutto serietà professionale e rispetto per questo mestiere. Oggi il mondo beauty è molto esposto sui social e spesso si vede solo la parte estetica o glamour di questa professione. In realtà dietro c’è studio continuo, disciplina e tantissima preparazione tecnica. Ai miei allievi insegno che un bravo make-up artist deve conoscere il volto, la pelle, la colorimetria, la fotografia, la comunicazione e persino l’aspetto psicologico del rapporto con il cliente. Il talento è importante, ma senza formazione e dedizione non basta.

Guardandosi indietro, qual è il momento che considera più significativo della sua carriera?
Ci sono stati molti momenti importanti, ma credo che uno dei più emozionanti sia stato capire di essere riuscita a trasformare una passione in una professione riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Dalle esperienze giovanili a Miss Italia fino ai grandi eventi televisivi e cinematografici, ogni tappa ha costruito la persona e la professionista che sono oggi. Ma la soddisfazione più grande resta vedere la fiducia delle persone: quando una cliente, un’artista o uno studente ti affidano la propria immagine, ti stanno affidando anche una parte della loro sicurezza e della loro identità.

Che cos’è oggi, per te, la bellezza?
Oggi la bellezza, per me, è autenticità. Non credo nella trasformazione fine a sé stessa, ma nella valorizzazione dell’unicità di ogni persona. Il make-up deve illuminare, non nascondere. Deve aiutare una donna o un uomo a sentirsi bene con sé stesso, più sicuro, più armonioso. Dopo tanti anni di esperienza ho capito che il vero lusso non è l’eccesso, ma l’equilibrio. Ed è proprio lì che nasce la vera eleganza.

Alessandra Vena: l’arte del beauty tra cinema, televisione e alta formazione

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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