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Andrea Govoni, con “Volkswagen ’86” un tuffo nel passato alla riscoperta di un presente migliore | INTERVISTA

L’artista, con il suo animo rock e la sua passione per la musica di un tempo, ci invita a riscoprire il piacere della condivisione e a dare importanza a ciò che realmente la merita

Emiliano d’origine e milanese d’adozione, Andrea Govoni è un musicista e un cantautore forse d’altri tempi. La passione per la “buona vecchia musica italiana“, è così che lui la chiama, e quell’animo rock dal gusto un po’ retrò rendono la sua una voce sicuramente fuori dal coro in un panorama fittamente costellato da comete che lasciano il tempo che trovano. La sua musica si traduce ogni volta in un’avventura inaspettata  alla ricerca di una riconnessione con la natura, di nuovi luoghi da esplorare e persone da incontrare, oppure in un ‘opportunità per riscoprire il piacere di ciò che il più delle volte si da per scontato, dello stare insieme e del godere appieno di ogni momento. Esattamente ciò che accade con Volkswagen ’86, terzo singolo estratto dal disco di inediti di prossima uscita.

Pubblicato lo scorso 28 marzo, il brano conduce chiunque lo ascolti verso quei piccoli angoli di Paradiso in cui l’artista, viaggiatore cronico, ama recarsi e rifugiarsi per il puro desiderio di entrare in contatto con la realtà circostante e coloro che la popolano. In altre parole, l’ennesimo viaggio in musica di Govoni che questa volta, però, si svolge a bordo del noto pulmino per famiglie anni ’80, sognato da lui come da tanti, regalando al pubblico un’istantanea non solo di spensierata allegria, ma anche (e soprattutto) di riflessione. Il tutto, con un richiamo a quelle sonorità tipiche degli anni ’80 e che strizzano un po’ l’occhio ai Supertramp, Billie Joel, Queen, Elton John, Alberto Fortis, Ivan Graziani, Dalla e Battisti, per citarne alcuni. Insomma, quelli che ci hanno fatto viaggiare in musica come nessun altro, magari proprio su un van, cantando a squarciagola.

Per questo, abbiamo deciso di raggiungere telefonicamente Govoni e di intervistarlo per voi. Buona lettura!

Andrea Govoni – L’intervista

Andrea Govoni, con "Volkswagen '86" un tuffo nel passato alla riscoperta di un presente migliore | INTERVISTA
Copertina ufficiale di “Volkswagen ’86”
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione

Buon pomeriggio Andrea e benvenuto su VanityClass. Attualmente sei impegnato con la promozione di “Volkswagen ’86”, il terzo estratto dal tuo disco di inediti di prossima uscita. Parlaci del brano. 

‘Volkswagen ’86’ è, prima di ogni altra cosa, un viaggio introspettivo, un giro dentro di me, nei miei ricordi, tant’è che nasce proprio da un momento di vita vissuta. Un giorno, infatti, tornando da un concerto, mi sono imbattuto in un annuncio di vendita di un van del modello di cui canto. Da lì, ho cominciato a fantasticare un po’ e mi sono tornate alla mente tutte quelle immagini di quando ero bambino, di quelle band popolari che giravano sui pulmini e di quelle famiglie che si concedevano un’uscita domenicale. Un volta rientrato, ho rimesso in ordine le idee, buttato giù il testo con la melodia e alla fine ne è venuto fuori il pezzo che oggi tutti possiamo ascoltare. L’atmosfera è allegra e spensierata, forse perché il brano è arrivato proprio in un periodo sereno della mia vita e nel corso del quale molti dei miei sogni si stanno realizzando. Al suo interno, però, si nascondono anche dei messaggi che per me sono davvero importanti. Il pezzo, in effetti, e ancor di più il video che lo accompagna, è uno scorrere di immagini e fotografie che incorniciano la bellezza di quelle piccole cose che diamo troppo spesso per scontate, persi come siamo nella frenesia, nella corsa delle nostre vite, in cui, inesorabilmente, ci ritroviamo soli. Ma non solo. È un invito alla condivisione, al piacere di riscoprire la natura intorno a noi e di trascorrere del tempo con le persone a noi care, lasciando per un attimo da parte telefonini, social network, preoccupazioni e inutili pretese. 

Parlando di natura, il tuo può essere letto perfino come un invito a rivalutare le bellezze italiane…

Esattamente. Amo l’Italia e i suoi paesaggi, per me qualsiasi angolo di paradiso è letteralmente, scusate il giro di parole, dietro l’angolo. Siamo talmente abituati ad ambire a località chic, esotiche e lontane da dimenticarci della bellezza che abbiamo in casa. Riscopriamola, viviamola, godiamocela insieme alla nostra famiglia e ai nostri amici. E perché no, facciamolo proprio a bordo di un piccolo van verso mete ancora da scoprire, ma che sono ad un passo da noi. 

L’immagine stessa del van riporta alla mente la tipica spensieratezza degli anni ’80, non trovi?

Andrea Govoni, con "Volkswagen '86" un tuffo nel passato alla riscoperta di un presente migliore | INTERVISTA
Andrea Govoni
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione

Sì. O perlomeno, negli anni in cui sono nato io era così. C’è da dire, poi, che essendo io amante del vintage e di tutto ciò che può appartenere ad un’epoca che non sia la nostra, basti pensare che la mia auto è appartenuta alla famiglia del grande Pierangelo Bertoli, non potevo non soffermarmi su un mezzo di trasporto simbolo come il Volkswagen. Mi piace cercare un pezzo di storia, che sia della musica, della moda o di altro, riutilizzarlo e avere la possibilità di dargli una nuova vita.

Per quel che riguarda il videoclip, invece, oltre che protagonista, ne sei anche il regista. Si tratta della tua prima volta dietro la cinepresa?

Assolutamente sì, è stata la mia prima volta dietro la telecamera ed è stata un’esperienza davvero indimenticabile. Da anni coltivo la passione di lavorare nel cinema e l’esser entrato a far parte, tra le atre cose, del cast del film ’50km all’ora’ di e con Fabio De Luigi mi ha aiutato parecchio. Mi ha motivato e mi ha fatto venir voglia di dirigere il mio video quasi fosse un piccolo film, un cortometraggio se vogliamo, in cui si racconta in maniera poetica e romanzata, ma pur sempre vera, di me che compro un Volkswagen ’86, prendo i miei amici e li porto, per citare la canzone, ‘in viaggio un po’ con me’!

Che ricordi hai dell’esperienza in “50km all’ora”?

Innanzitutto, ’50km all’ora’ è uscito lo scorso gennaio ed ha rappresentato il mio esordio sul grande schermo. Oltre a De Luigi, nella pellicola c’erano anche Stefano Accorsi e un cast eccezionale. Ho adorato sin da subito il progetto, in particolar modo il fatto che fosse girato nella mia amata Emilia Romagna. La mia è stata solamente una piccola parte, ma l’ho apprezzata tantissimo ed è stata un’opportunità che non scorderò mai. Il mio ruolo  quello che più di ogni altro mi si addice, ossia quello del musicista, e ho avuto il piacere di collaborare con la stravagante Orchestrina Di Molto Agevole, una band originalissima che rivista la tradizione del liscio romagnola in una versione tutta loro, veramente folkloristica, con l’originalità di Ernico Gabrielli e Alessandro Grazian, che poi sono anche i due che mi hanno invitato a prender parte a quest’avventura e ai quali sono molto grato.

Che sia discografico o cinematografico, il viaggio sembra essere una costante in qualunque progetto tu decida di cimentarti. Si tratta di coincidenze o è il frutto di scelte consapevoli?

Beh, non si tratta propriamente di coincidenze. Terminati i miei studi, ho sempre voluto viaggiare e mi sono messo alla ricerca di qualsiasi tipo di itinerario nel quale potessi imbarcarmi. Mi piace particolarmente il cosiddetto ‘viaggio-lavoro’. Siccome il lavoro, qualsiasi esso sia, ti porta a riempire le tue giornate, se queste sono anche viaggianti, diventato tutto più avventuroso e meno ripetitivo. In più, avendo avuto anche la fortuna di poter collaborare non solo con artisti nostrani, ma anche europei, ho girato quasi ogni angolo del continente collezionando più di 2000 concerti e tantissime collaborazioni. Quasi un’iperattività lavorativa la mia (ride), perché non riesco a star fermo e la curiosità di scoprire nuove realtà, incontrare nuove persone e stringere legami mi spinge continuamente ad andare oltre. Sono cittadino e amico del mondo, ogni giorno mi sento in tour e questo non mi stanca mai! 

Andrea Govoni, con "Volkswagen '86" un tuffo nel passato alla riscoperta di un presente migliore | INTERVISTA
Andrea Govoni
Foto per gentile concessione dell’Uffici o Stampa 361ComunicAzione

Volkswagen ’86 è il terzo singolo estratto dal tuo imminente album. Cosa puoi dirci a riguardo?

Per prima cosa, posso dirvi che a breve uscirà un pezzo prettamente estivo. Si tratta di una canzone divertente e ironica, che rappresenta la parte più scherzosa di me e che si rifà a quell’impagabile abilità di grandi del calibro di Renato Zero, Vasco Rossi e Lucio Dalla di prendersi in giro. Dopo di che, ci sarà finalmente il disco, che conterrà in totale dieci brani. Sarebbe dovuto uscire tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, ma in seguito abbiamo deciso di posticiparne la release a settembre. I restanti singoli che compongono la tracklist e che rimarranno inediti fino alla pubblicazione dell’album, sono quelli più intensi, orchestrati, delicati e romantici, che danno una forma al lato più nascosto di me. Ho deciso di partire con quelli più allegri perché, come accennavo poco fa, si collegano perfettamente al momento che sto vivendo e alla realizzazione di uno dei miei sogni, ossia quello di rilasciare una collezione di pezzi scritti mai che, prima di oggi, non sono mai riuscito a completare per via dell’intensa attività concertistica alla quale mi ero dedicato. 

Ti vedremo in tour con il nuovo album?

Credo proprio di sì. Ci sarà prima un concerto molto importante per me che si svolgerà il prossimo 31 maggio al Circolo Arci Bellezza di Milano, dove ci sarà un grandissima festa a cui sono tutti invitati e a cui parteciperanno anche grandi nomi del panorama musicale nostrano e successivamente, dopo la pausa estiva, si partirà con una serie di live in giro per l’Italia in concomitanza con l’uscita del disco. Non vedo l’ora di portarlo in giro e di farlo ascoltare a quante più persone possibili!

Un periodo in cui molti dei tuoi sogni stanno diventando realtà. Ce n’è uno, invece, che vorresti ancora realizzare?

Che dire, sogno il Festival di Sanremo! 

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Diego Lanuto

Scritto da Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza'. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti e testate giornalistiche on line tra cui Metropolitan Magazine, ATuttoNotizie, M Social Magazine e Spyit.it. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa. Attualmente è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e addetto stampa del progetto "L'Amore Dietro Ogni Cosa - Andrea Crimi canta Simone Di Matteo".

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