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Angelo Mereu ed il mondo dei “libricini”

“Tutto è nato dal mio nipotino Tobia”

La storia 

Com’è nata l’idea di ideare questi fantastici libricini?

“Dunque tutto è nato grazie al mio nipotino Tobia, gli stavo leggendo la storia del Piccolo Principe e arrivando ai capitoli finali, con la morte del bambino, mio nipote mi disse: “Nonno tu non puoi fare nulla per salvarlo?”, ed è proprio lì che saltò fuori l’idea di rivoluzionare la storia e creare un lieto fine uccidendo il serpente e lasciando in vita il piccolo principe. Iniziai da quel giorno a riscrivere le storie, allontanandole dal libro classico. Ad esempio essendo Tobia un patito per il Titanic ho deciso di riprodurre anche quello, ideando un bambino che scende dal cielo e salva tutte le persone sopra la nave.” Aggiunge “non mi piacciono le storie tristi, con tutto questo malessere, volevo solo storie a lieto fine. Figuriamoci che al piccolo principe ho fatto prendere il Nobel.”

Dedica la maggior parte del suo tempo per questi accessori?

“A fine giornata, con la chiusura del negozio, mi metto all’opera. In un anno avrò prodotto soprattutto la sera storie di ogni genere.”

Angelo Mereu ed il mondo dei "libricini"

La tecnica dei libricini

Che tecnica usa per creare i libricini?

“Uso un pennino finissimo. In precedenza uno 01 usato in architettura, avendo lavorato in uno studio di architettura famoso a Milano, posso dire di aver imparato qualche tecnica. 01 sta per un decimo di millimetro ed è una penna di china. Si perché è interessante sapere che i pennarelli classici, con la luce del sole, tendono ad evaporare mentre la china rimane eterna.”

Sono preziose per lei queste creazioni?

“Sono oggetti molto particolari. Io non li vendo, li regalo magari a qualche cliente. È venuta una bambina un giorno in negozio, avrà avuto 6 anni. Vide il libro in vetrina e incuriosita si mise a leggerlo tutto. Io di nascosto ascoltavo sorpreso, specialmente perché, pur avendo io una scrittura del tutto non eccezionale, lei era riuscita a terminare il libro. Quindi dalla mia postazione mi alzai, e glielo regali subito. La bambina era entusiasta.

Pensi che un giorno venne un signore che voleva a tutti i costi questo libricino; si presentò con un assegno in bianco, disposto a pagare qualsiasi cifra per averlo ma io decisi di non darglielo. Sa’, non è un discorso di soldi si tratta di un valore che va al di là. Qui in negozio vengono attori, politici, magistrati ma per me sono tutti uguali. Non voglio fare differenziazioni fra i miei clienti. Mi sembra una cosa scorretta. Tutti quanti sono clienti quindi tutti quanti hanno diritto.”

Quanto tempo impiega a realizzare libricini?

“Mah, non parliamo di un giorno interno, di certo 5/6 ore le occupa. Poi in realtà dipende dalla storia e dai disegni da dover fare.”

Quando ha fatto il suo primo libricino?

“Il primo l’ho fatto nel settembre 2019. Mi trovavo in Sardegna, era li che stavo leggendo la storia del Piccolo Principe a mio nipote per farlo addormentare. Balenata l’idea verso i capitoli finali, decisi di prendere appunti cosicché al mio ritorno a Milano, mi sarei potuto mettere all’opera, non avendo giustamente attrezzi li. E cosi fu. All’inizio erano un degli scarabocchi poi, andando avanti con il tempo sono andato migliorandomi anche se con tutta franchezza preferisco i disegni fuori dalle righe come se li stesse facendo un bambino.”

Angelo Mereu ed il mondo dei "libricini"

Beh le cose perfette non piacciono a nessuno…

“Nono, bisogna uscire un po’ fuori dalle righe anche con qualche cancellatura qua e là. E comunque poter creare questi oggettini non è facile… sono curati nei minimi dettagli, pensi che la copertina è in cuoio. All’inizio come le ho detto era solo un divertimento se non passatempo poi andando avanti si è trasformata in una sorta di …”

Ossessione?

“Malattia. Alla fine il mio lavoro è fare gioielli. Proprio per questo, successivamente, è venuto il discorso del gioiellino fatto a libricino; una cosa nata dopo che alle persone piace. È lo stesso discorso della fotografia… non puoi darle una spiegazione e lo stesso vale per il libricino.” 

Lei fotografa?

“Io sono un fotografo, amo l’arte della fotografia è libertà allo stato puro; la fotografia non è solo avere occhio ma anche possedere il gusto nel farla. La difficoltà è proprio nello scattare tante foto diverse tra loro. Per quanto mi riguarda credo che può essere rappresentata unicamente dall’analogica. La digitale non rientra nei miei gusti, è utile perlopiù per queste creazioni in quanto è immediata. Adesso è possibile proprio notare che c’è un netto ritorno all’analogico. Io ne ho la maggior parte cosi, anche al platino e dirò di più, quando i miei clienti vengono ad acquistarne alcune, non richiedono assolutamente foto a colorI o in digitale.”

Lei quindi vende anche le sue foto?

“Si certo, ho tutte le mie foto all’interno di archivi.” (mostrandone alcuni nel retro del locale)“Parliamo di 25 mila foto stampate e negativi. Un tesoro affettivo. Ed è anche con queste foto che realizzo i miei libricini.”

Questo possiamo dire che è un modo anche per recuperare eventi storici o familiari.

“Si certo, io ne ho fatto uno per mia mamma recuperando delle foto anche con mio nonno. Ho riprodotto anche i dieci comandamenti pensi che gliel’ho mandato al Papa con risposta annessa dal cardinale Ravasi. Volendo è possibile metterli dentro delle ampolle per poi sigillarle e appenderle come orecchini o collane. Dietro le foto aggiungo anche delle frasi, minime ma significative”

Come mai è venuta l’idea di adibire i libricini a gioielli?

“Come le ho detto il mio lavoro è ideare gioielli ed è un mestiere che faccio ormai da ben 50 anni. Bisogna ingegnarsi per creare sempre qualcosa di nuovo che possa incuriosire i propri clienti ma soprattutto è importante crescere, se cosi si vuol dire, soddisfacendo se stesso e scommettendo sulla propria persona. Se non hai passione e tempo, queste cose non le puoi fare.”

 

Angelo Mereu ed il mondo dei "libricini"

Quando la passione diventa il proprio lavoro allora è possibile considerarsi realizzati.

“Eh si. Sa che non ci sono più artigiani al giorno d’oggi? Io la prima cosa che ho fatto con i miei figli è stato proprio insegnarli a lavorare con la propria manodopera. Come poter incidere. Non per esaltarmi ma la cosa bella del mio negozio è proprio questa. Non facciamo attendere i nostri clienti, incidiamo tutto al momento qual ora il cliente lo richiede, senza dover portare il gioiello in laboratorio.”

È un valore aggiunto questo.

“Eh si, i miei figli fortunatamente mi hanno ascoltato ed hanno intrapreso il mio lavoro. Io potrei anche non lavorare più essendo loro in grado di poter fare tutto. Mi ritengo fortunato, al giorno d’oggi pochi figli continuano il lavoro dei propri genitori. Preferiscono prendere strade diverse

Tornando ai libricini, noto che ne ha creati alcuni davvero piccoli.

“Paradossalmente è più facile creare un libro grande rispetto ad uno piccolo. Guardi le mie mani, sono rovinatissime. Fare libri del genere richiede pazienza e precisione. Per libri piccoli sono arrivato ad utilizzare anche penne da 003 (un trentesimo di millimetro) che fa righe impercettibili. Per rendere più facile l’apertura li ho ideati a fisarmonica chiudendoli con un filo usato in genere da noi per creare le collane. Poi chiaramente l’acquirente può scegliere se indossarlo aperto o chiuso, a suo piacere.”

 Angelo Mereu ed il mondo dei "libricini"

“Questo è il pater noster in portoghese risale all’incirca a 50/60 anni fa. È leggibile con la lente di ingrandimento. Sono 5 millimetri di libricino. Non è una mia creazione ma un dono di una mia cara amica. Sinceramente averlo tra le mani mi ha incentivato nel provare a ridurre ancora di più le mie creazioni cercando di arrivare anche io alla stessa misura ma sinceramente non riesco. A me affascina molto.”

Grazie Angelo per la sua disponibilità e complimenti per la sua fantastica boutique.

 

 

 

Ginevra Giacchini

Scritto da Ginevra Giacchini

Nasce a Roma, il 13 di giugno sotto il segno dei gemelli.
Determinata, solare e comunicatrice da sempre sin dai tempi del liceo. Si laurea nel 2020 in economia indirizzo-gestione aziendale, presso l’ateneo romano LINK CAMPUS UNIVERSITY con una tesi di laurea in pianificazione marketing aziendale.
Dopo gli studi intraprende un’esperienza lavorativa in ambito cinematografico, affiancando in toto tutto il reparto regia del set, ed oggi è pronta con il suo estro a dare colore a delle pagine bianche.
Ama viaggiare, dipingere e suonare il piano sin dall’età di 8 anni. Secondo la sua ottica è un metodo terapeutico per scaricare tutto lo stress.
Caratteri particolari? altruista, caparbia e un po’ saccente.
Salve a tutti, io sono Ginevra Giacchini.

Intervista esclusiva a Saturnino Celani

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