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Buckingham Palace, la Regina “si arma” contro gli hacker russi

La Regina Elisabetta teme la Russia e si prepara di difendersi

Buckingham Palace

Sin dall’ascesa al trono di Elisabetta II, la casata dei Windsor ha sempre fatto parlare di sé. Nel bene o nel male, gli attuali inquilini di Buckingham Palace non sono mai passati inosservati. Basti pensare ai tristi dissapori degli ultimi mesi con il giovane Harry Windsor e la moglie Meghan Markle, che stanno dando parecchio da fare a Sua Altezza. Ad ogni modo, però, questa volta le recenti notizie arrivate da oltre Manica non riguarderebbero affatto la coppia esiliata, bensì alcuni nuovi provvedimenti voluti dalla Regina in persona in materia di sicurezza. 

Buckingham Palace, la Regina "si arma" contro gli hacker russi
Fonte: Web

Buckingham Palace, sicurezza raddoppiata

A spingere Queen Elizabeth verso determinate decisioni sarebbe stato il timore che proverebbe nei confronti della Russia di Vladimir Putin. O meglio, stando a quanto riportato dal Sun, la sovrana avrebbe aumentato la sicurezza informatica dopo aver appreso che i reali inglesi sarebbero “un obiettivo ad alto rischio” di attacco hacker. A tal proposito, i suoi esperti informatici ritengono che ci sia un elevato rischio, anziché medio, di accesso non autorizzato ai dati della Casa Reale. Nel rapporto a firma di Sir Michael Stevens, Keeper of the Privy Purse, riportato dal quotidiano britannico, inoltre, si fa riferimento a truffatori della rete provenienti dalla Cina e dalla Russia. Un eventuale hackeraggio comporterebbe danni d’immagine, “sanzioni e/o azioni legali contro la famiglia o i membri del personale“. 

Già in passato Elisabetta si era adoperata per migliorare la sicurezza della Corona. Non a caso, lo scorso marzo aveva “assunto” Elliot Atkins come suo primo “Chief information security officer” per prevenire gli attacchi online. A febbraio, invece, aveva nominato Capo della sua Casa Reale l’ex capo dell’MI5 Andrew Parker. Insomma, è evidente l’intento di voler prevenire qualsiasi intrusione dall’esterno, specialmente dopo il caso della Colonial Pipeline. Il gruppo americano, infatti, a maggio fu costretto a pagare un riscatto di 3 milioni di sterline proprio a causa di un attacco hacker.

Per di più, fonti reali rimarcano come la formazione del personale e gli alti livelli di sicurezza informatica “siano sempre stati in atto“. E ancora, sarebbero state rafforzate le difese informatiche per rispondere a qualsiasi incidente specifico. Ciò nonostante, almeno per il momento, nessun commento è arrivato da Buckingham Palace. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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