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Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

“Chi giace nella culla della zia Ruth” è un film di Curtis Harrington del 1972, una pellicola sicuramente da vedere!

Chi giace nella culla della zia

Chi giace nella culla della zia Ruth? Questo è il titolo della celebre pellicola di Curtis Harrington del 1972. Il lungometraggio si apre con un movimento di macchina su una stanza piena di bambole, una nenia infantile fuori campo inquadra una signora di mezza età mentre dondola una culla. È la zia Ruth che canta per sua figlia. 

                  «Fai la brava e dormi – le dice – La mamma tornerà domattina».

La donna, dagli abiti ottocenteschi si allontana. La macchina da presa torna sulla culla. La bimba dormiente ora è uno scheletro mummificato. Cosa è successo alla bambina?

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso
Chi giace nella culla della zia Ruth? – Poster del film

Chi giace nella culla della zia Ruth? Tra atmosfera criptica e fiabesca

In questo film criptico e forse uno dei meglio riusciti del regista Harrington (1926-2007), il tema della perdita, della morte e soprattutto della speranza che ci sia un aldilà si fondono in una triste e grottesca favola nera come in un racconto dei Fratelli Grimm.

Zia Ruth (Shelley Winters, due volte Premio Oscar) è una donna sola che vive in una grande casa circondata dalla servitù e da un sedicente medium (Ralph Richardson) che la convince di poter comunicare con la figlia morta Katharine. La povera donna desidera disperatamente rivedere e riabbracciare la figlioletta. Difatti, è disposta persino a pagare cifre esorbitanti e a farsi inevitabilmente ingannare dalle persone a lei accanto.

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

Come ogni anno, organizza una festa per il Natale. Invita un gruppo ristretto di bambini scelti dall’orfanotrofio del paese vicino. Solo i più meritevoli passeranno tre giorni in casa Forrest e potranno usufruire delle leccornie più gustose e di un letto caldo. Tra questi, due fratelli orfani, Christopher (Mark Lester) e Katy Coombs (Chloe Franks) che, riuscendo ad eludere la sicurezza, entreranno nella casa e si autoinviteranno alla festa.

La zia Ruth, premurosa e disponibile sebbene decisamente eccentrica, li accoglie. E in tutto ciò resta particolarmente colpita dalla piccola Katy che le ricorda la figlia. Le feste di Natale passano serenamente e tutti i bambini tornano all’orfanotrofio. Tutti, tranne Katy, che scompare.

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

Winters unica protagonista

Harrington struttura il film incentrando il tutto sugli sguardi e i dialoghi della Winters. L’attrice, inoltre, riempie la scena letteralmente come una matrona romana d’altri tempi tra risate agghiaccianti e momenti di crisi interiore. Nella grande casa inizia una sorta di caccia al topo a colpi di mannaia e voci notturne.

Gli attori che le ruotano fanno solo da corollario alla sua bravura e diventa la caricatura di sé stessa in questa pellicola uscita nelle sale cinematografiche inglesi nel febbraio del 1972. Suggestivi gli interni e soprattutto il modo di fare della protagonista che sembra un’amabile padrona di casa per poi rivelarsi la vecchia strega della casa di marzapane. Una megera o solo una povera donna che desidera ritrovare sua figlia? Questo psico thriller di Harrington spesso confuso per un film dell’orrore è un film amaro e in realtà molto triste se si prova a mettersi nei panni della zia Ruth. In un gioco di punti di vista, lo spettatore potrà scegliere se immedesimarsi negli occhi dei due fratellini (che a mio parere tanto buoni non sembrano) oppure in quelli della Winters che viene continuamente ingannata da tutti quelli che la circondano.

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

Un film decisamente sopra le righe e fuori dagli schemi che apre le porte al cinema indipendente degli anni Settanta. Consigliato a grandi e perché no anche ai più piccini sebbene la censura dell’epoca impose il veto ai minori di 14 anni. Non mancano ovviamente alcune scene divertenti/grottesche: basti pensare alla scena in cui la zia Ruth deve cucinare il maiale e Christopher si convince di essere lui il pasto principale mentre la cara signora addenta e divora una mela davanti al ragazzino con ingordigia.

Dello stesso regista vi segnalo il film dell’anno precedente, I raptus segreti di Helen (What’s the Matter with Helen?) sempre con la Winters più allucinata che mai, Debbie Reynolds (1932-2016) e Agnes Moorehead (1900-1974) e Ruby del 1977 con Piper Laurie. Questi ultimi due già più vicini al cinema horror.

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

«Adesso è morto…il colonnello Forrest?» chiede uno dei bimbi durante la festa di Natale. «È andato dall’altra parte dello specchio ma io gli parlo spesso!» Risponde la zia Ruth. Il sottile equilibrio tra lucidità e pazzia è facilmente visibile in questo cult senza tempo che fino alla fine vi lascerà con il fiato sospeso e nell’attesa di una risoluzione finale. Per gli appassionati di Harrington e soprattutto della Winters ve lo consiglio fortemente soprattutto per il doppiaggio italiano originale con la voce di Lydia Simoneschi.

A voi l’ardua sentenza.

Buona visione!

Chi giace nella culla della zia Ruth? (1972) | Cinema Sommerso

 

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