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Daniele Ippolito: da “Essencials” al cinema

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Daniele Ippolito, artista in bilico tra diversi mezzi espressivi (musica, cinema) con opere decisamente originali e spesso in qualche modo ispirate alla creatività anni ’80.

A cosa stai lavorando in questo momento dopo i buoni risultati di pubblico e critica con il tuo album “Essencials”?

Mi piace guardare sempre avanti con nuovi progetti e nuove idee. Sicuramente dedicherò il mio tempo per sposare progetti cinematografici. E’ da sempre il mio desiderio e il mio volere. Sto lavorando ad un nuovo album per il 2023 e ulteriori altre idee si stanno accodando, il trampolino è stato già saltato… ora bisogna solo nuotare.

Scrivi e produci musica che definisci un mix di Ambient, Synthwave, New Age e Soundtrack… cosa ti piace della musica che gira intorno oggi?

Viviamo in un’epoca in cui il ”Perfezionismo” la fa da padrone. Se devo raccontare il bello di ciò quello che gira intorno oggi, posso almeno dire che suona bene. E’ l’unica cosa che mi sento di dire però.

E se tu dovessi invece segnalarci alcuni dei tuoi riferimenti musicali (artisti, brani, album)?

Nell’ultimo anno l’album che più ho ascoltato è ”Quantum Gate” dei Tangerine Dream, inoltre son felice del ritorno dei Tears For Fears. Dal passato sono ovviamente legato a ‘Violator’, ”A Broken Frame” e ”Construction Time Again” dei Depeche Mode, ”Oxygene” di Jean Michel Jarre, ”Scoundrel Days” degli A-ha, ”It’s My Life” e ”Spirit Of Eden” dei Talk Talk, ”Junge Roemer” di Falco e molte decine di album di artisti diversi.

Come nasce la tua musica?

Solitamente inizio con lo sviluppo della parte melodica. L’arrangiamento e la ritmica vengono quasi sempre in secondo piano. E’ un processo graduale al completamento del progetto stesso. A volte scrivo brani in 2 ore, altre volte in 2 mesi. Ho sempre qualche motivo per scrivere musica. Fortunatamente l’ispirazione non mi manca, e credo che questo accada un po’ a tutti  gli artisti, considerato il periodo storico pazzo che stiamo vivendo.

In che direzione musicale stai andando?

Come dicevo, la mia direzione in questo momento è il cinema. Se dovessi fare una proiezione futura dei miei progetti, la musica ambient avrà un ruolo fondamentale della mia carriera. Più del ”PoP” o della musica synthwave stessa.

Oltre a vivere di musica, lavori a Dublino per una grande azienda tecnologica… grazie a questa esperienza è cambiata la tua musica?

Prima di essere impiegato nel mondo tecnologico, ho lavorato per 10 anni su pedane di Hotel Bar in tre nazioni. Sono state situazioni lavorative che mi hanno permesso di vivere appieno la socialità e la vita stessa. Infatti la mia musica racconta questo, esperienze di vita vissuta e di amori, delusioni, sconfitte, successi, luoghi e tramonti.

A che punto ti senti della tua carriera?

In un certo senso, credo di aver costruito un bel percorso sino ad oggi, arrivando al mio terzo album. So di essermi conquistato un piccolo pubblico di fedeli e supporter che sempre danno merito alle mie idee. Detto questo, è davvero difficile fare il punto sulla propria carriera e dirsi a quale punto di è. Sono valutazioni che preferisco lasciar fare ad altri. Posso solo dire per certo che mi sento all’inizio.

Lorenzo Tiezzi

Scritto da Lorenzo Tiezzi

Ufficio stampa con la sua agenzia ltc - lorenzotiezzi.it -, Lorenzo Tiezzi è anche blogger e giornalista. Fiorentino, classe 1972, si è laureato al DAMS di Bologna nel 1996 in Musica con tanti esami in comunicazione e sociologia. Ha scritto o scrive su Rockol.it, Urban, Uomo Vogue, Max, GQ, Gazzetta.it, Soundscapes.it, Spettakolo, Bargiornale, L’Espresso, Fatto Quotidiano, Fashion Magazine, Rewriters, quotidiani del gruppo ePolis (...). Quando ha voglia di ballare e/o scrivere sta sul suo blog www.alladiscoteca.com. Per spegnere la mente invece corre. Capita spesso, infatti fa ultra trail, ovvero si fa oltre 100 km, magari in montagna. Quando parte, sua moglie e sua figlia spesso esultano. Eccome se esultano.

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