Dario Maltese: Come nasce l’informazione televisiva che ci racconta il mondo
Il conduttore del TG5 e di Morning News racconta il lavoro dietro le quinte dell’informazione televisiva, tra selezione delle notizie, diretta, social e intelligenza artificiale.

Dario Maltese: Come nasce l’informazione televisiva che ci racconta il mondo

Dario Maltese: Come nasce l’informazione televisiva che ci racconta il mondo
Come si sceglie una notizia? E quanto conta il modo in cui viene raccontata? Sono alcune delle domande affrontate da Dario Maltese, giornalista e conduttore del TG5 e di Morning News, durante un incontro dedicato al mondo dell’informazione televisiva che si è tenuto mercoledì 2 settembre presso CORE, in via della Spiga 15 a Milano e dove il giornalista ha raccontato il lavoro quotidiano dietro le quinte dell’informazione televisiva, tra selezione delle notizie, diretta, rapporto con il pubblico e nuove sfide tecnologiche. “Le notizie vanno sempre maneggiate con grande senso di responsabilità verificandone le fonti e l’attendibilità” ha spiegato Maltese, sottolineando l’importanza di trovare un equilibrio tra la rilevanza di un fatto e l’interesse del pubblico. A cambiare, tra un telegiornale e un programma di attualità, è anche il linguaggio: più istituzionale e rigoroso nel TG, più colloquiale e aperto al confronto con gli ospiti di Morning News.
La differenza tra un telegiornale e un programma di attualità, spiega Maltese, parte innanzitutto dal linguaggio. Il TG richiede un registro più istituzionale e rigoroso, mentre un programma come Morning News permette maggiore libertà, interazione con gli ospiti e approfondimento. Cambia anche la scelta degli argomenti: accanto alle notizie del giorno trovano spazio temi di servizio, dalla società all’economia, dalla salute al clima.
Ma come si costruisce la scaletta di un telegiornale? La selezione deve tenere insieme l’importanza di un fatto e l’interesse del pubblico, cercando un equilibrio tra cronaca, attualità e contenuti più leggeri.
Una parte fondamentale del lavoro è però la capacità di reagire all’imprevisto. In diretta una scaletta può cambiare in pochi secondi: un servizio che non parte, un collegamento che salta o una notizia dell’ultimo momento possono costringere il conduttore a cambiare completamente argomento. Il giornalista racconta anche un episodio particolarmente significativo, quando, a causa di una serie di problemi tecnici, un’edizione del TG si concluse dopo pochi minuti. In situazioni simili, sottolinea, mantenere la calma è essenziale: l’agitazione del conduttore rischia infatti di trasmettersi a tutta la squadra.

Nel rapporto con il pubblico entrano oggi anche i social media, che hanno profondamente modificato il modo di accedere alle informazioni. “Sottolineo che la velocità non può sostituire la verifica: una notizia proveniente dai social deve essere controllata con particolare attenzione. E, nonostante la crescita del digitale, la televisione generalista continua a raggiungere milioni di persone. Più che a un tramonto dei media tradizionali, assistiamo oggi a una convivenza tra vecchi e nuovi strumenti dell’informazione”.
La sfida più delicata per il futuro potrebbe essere invece quella dell’intelligenza artificiale. Maltese ne riconosce le potenzialità, ma invita a interrogarsi sull’impatto che potrà avere sulle professioni legate alla produzione di contenuti e, più in generale, sulla necessità di nuove regole.
Al centro rimane però il ruolo nevralgico del giornalista: raccontare la realtà con responsabilità, scegliere le parole con attenzione e riuscire a dare al pubblico non soltanto una notizia, ma una chiave per comprenderla.
È proprio questa la sfida quotidiana dell’informazione: trasformare la complessità del mondo in un racconto comprensibile, senza perdere rigore, equilibrio e senso di responsabilità.


