EMANUELA FOLLIERO: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Medicina estetica, social, filtri e paura di invecchiare: al Tempo delle Donne la conduttrice racconta il suo rapporto con l’età e invita a prendersi cura di sé senza inseguire modelli irraggiungibili.

una splendida immagine di Emanuela Folliero alla TRIENNALE DI MILANO
EMANUELA FOLLIERO: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Che cosa significa essere belli oggi? Forse, semplicemente, stare bene nella propria pelle. Non cancellare ogni ruga, non assomigliare a qualcun altro, ma continuare a riconoscersi mentre il tempo passa.
È uno dei temi emersi durante l’incontro “Medicina estetica: superare i tabù, ma come? Tra bellezza e salute, l’informazione può fare la differenza”, organizzato nell’ambito de Il Tempo delle Donne e condotto da Vera Martinella – giornalista del Corriere della Sera.
Sul palco, insieme a Maurizio Cavallini, presidente di Agorà – Società Italiana di Medicina Estetica, e Marco Iera, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e responsabile della Chirurgia estetica dell’Ospedale San Raffaele, c’era Emanuela Folliero. Una donna che da decenni vive sotto lo sguardo del pubblico e che proprio per questo conosce bene il peso che l’immagine può avere.

EMANUELA FOLLIERO: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
LA BELLEZZA NON E’ PERFEZIONE
«È molto meglio pensare, una volta tanto, a una minore perfezione. La perfezione diventa inquietante», racconta Emanuela Folliero. E sulle rughe aggiunge: «Sono anche quelle delle risate, sono la tua strada sul viso. Non sono solo, fortunatamente, qualcosa di negativo, ma raccontano anche delle esperienze».
Il tempo, quindi, non va combattuto. «È inutile farselo nemico, meglio farselo amico. Tanto quello passa, non perde mai l’appuntamento».
Una consapevolezza che arriva con la maturità: «Il rapporto con la bellezza, devo dire, con il passare degli anni migliora. Perché quando sei giovane hai tante insicurezze».
Accettare il tempo, però, non significa trascurarsi. «Bisogna accettare il tempo che passa. Questo non significa lasciarsi andare, non significa non prendersi cura di se stessi. Significa essere consapevoli, avere equilibrio, avere armonia».
Anche la medicina estetica, dunque, può essere uno strumento di cura, purché utilizzato con consapevolezza. E qui entra in gioco il medico.
«Il nostro obiettivo è quello, per quanto mi riguarda, di far stare in forma le persone, non di cambiarle», sottolinea Maurizio Cavallini.
EMANUELA FOLLIERO: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Per Marco Iera il principio è altrettanto chiaro: «Guardarsi allo specchio e vedersi meglio aumenta la fiducia in se stessi. Quindi cominciamo molto semplicemente: questo è il fine nobile della medicina estetica».
Ma c’è un limite che il medico deve saper riconoscere: «Se si effettua un trattamento su un paziente che non ha bisogno di quel trattamento, si crea un danno, non solo al paziente ma anche a noi stessi».
E quindi, qualche volta, bisogna saper dire di no.
Il problema non è la punturina. È perché la fai
EMANUELA FOLLIERO: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Folliero non demonizza la medicina estetica, ma invita soprattutto i più giovani a non affidarsi ciecamente a ciò che vedono online.
«Prima ci confrontavamo con la più bella della scuola, la più bella dell’università, quella in discoteca. Adesso con chi? Con la più bella del mondo, che non esiste».
Il 92% degli intervistati ritiene infatti che i social abbiano modificato la percezione della bellezza, mentre il 64% di chi desidera un trattamento estetico ammette di essere stato influenzato da contenuti visti online.
Il rischio è trasformare il desiderio di migliorarsi in un’ossessione. «Quando diventa un problema? Quando non è più una piccola paura per un piccolo difetto, ma diventa un’ossessione, una dipendenza», osserva Folliero.
E proprio i social, secondo Iera, possono alterare il rapporto con la propria immagine, soprattutto nelle nuove generazioni. «Il non essere troppo, il non essere abbastanza, questo senso di disagio, può indurre alcune volte a un disagio psichico che noi medici, chirurghi e medici estetici dobbiamo imparare a riconoscere sempre di più».
Poi c’è lo specchio. Una metafora che attraversa tutto l’incontro. «Lo specchio dice esattamente quello che sei, ma ti dice, per il momento, quello che vedi», spiega Iera.
Invecchiare non è una colpa
Per anni la domanda è stata: come posso sembrare più giovane?
Oggi potrebbe diventare: come posso stare bene nella mia età?
È una differenza piccola solo in apparenza. Significa accettare che un volto a vent’anni non possa essere uguale a uno a quaranta, sessanta o ottanta. E che non debba esserlo.
Per Cavallini la parola chiave è armonia. «La moda di avere le labbra grosse è una questione di gusto, non è una questione di bellezza».
L’obiettivo della medicina estetica dovrebbe essere, invece, «accompagnare il processo di invecchiamento, che è ineluttabile».
Emanuela Folliero: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Anche gli uomini stanno superando il tabù della cura estetica. «Anche l’uomo ha, tra virgolette, il diritto a sentirsi bene, a sentirsi sicuro di se stesso», sottolinea Cavallini.
La vera parità, forse, sarebbe anche questa: poter invecchiare tutti senza che il tempo sul volto venga considerato una colpa.
«Ti vedo bene»
Alla fine il discorso torna da dove era partito: dalla salute.
Folliero cita la madre, 97 anni, e una frase che racchiude la sua filosofia: «La cosa importante è avere la testa a posto».

Emanuela Folliero: «La bellezza? Prima di tutto è salute»
Poi ricorda l’insegnamento ricevuto dal padre: «Sin da ragazzina, anche mio padre è sempre stato molto sportivo e mi ha insegnato a vivere sano».
E arriva così alla sua idea di bellezza: «Il vivere sano è quello che conta: senza eccessi, senza vizi».
La medicina estetica può fare la sua parte, ma non può sostituire uno stile di vita sano. «Dopodiché puoi fare tutto quello che vuoi, puoi andare a fare, a “riaggiustarti”, un po’ come si suol dire, però dentro devi essere sano e condurre una vita sana».
Perché forse la bellezza più contemporanea non consiste nel cancellare il tempo, ma nel portarlo bene.
Non nell’inseguire il volto di qualcun altro, ma nel continuare a riconoscere il proprio.
E il risultato migliore, alla fine, non è quello che fa esclamare:
«Quanto sei cambiata».
Ma quello che fa dire:
«Ti vedo bene».
http://@emanuelafolliero_official
Emanuela Folliero è una conduttrice televisiva italiana, tra i volti più riconoscibili della televisione italiana.
Ha iniziato la carriera nel mondo della moda e della televisione.
È diventata particolarmente popolare grazie alle numerose conduzioni sulle reti Mediaset.
Per anni è stata il volto storico di Rete4 .
Ha condotto numerose trasmission legate al mondo della salute e del benessere.
Oggi continua a essere presente nel panorama televisivo e mediatico.
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