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Eugenio Picchiani, “Anima Live” a Roma con Mariella Nava il 20 aprile | INTERVISTA

L’artista si esibirà sulle note dei suoi più grandi successi e presenterà al pubblico i nuovi inediti, direttamente dal disco “Anima”, presso il “Mammut” di Roma

Eugenio Picchiani

Canto, danza e recitazione sono senza alcun dubbio tre componenti che contraddistinguono il percorso artistico e di vita di Eugenio Picchiani, sebbene la musica abbia ricoperto un ruolo più centrale sin da quando egli era molto giovane. Accompagnato da diverse formazioni, infatti, nel corso degli anni ha pubblicato ben sei album e collaborato con importanti nomi del panorama discografico nostrano, ritagliandosi un proprio spazio sulla scena indipendente e conquistando un ragguardevole successo di pubblico e di critica.

Il suo modo di fare e scrivere musica assume le sembianze di una narrazione dalle sonorità pop e pop-rock, in cui la vita, con tutte le sue sfumature, è assoluta protagonista. Caratteristica, quest’ultima, che si ravvisa niente meno che all’interno della sua ultima fatica discografica dal titolo ‘Anima‘, un progetto che prende vita dalla voglia di andare a fondo delle cose, di comprendere la natura umana, di arrivare all’essenza dell’essere e liberarla. Composto da 11 brani, di cui 4 già pubblicati e 7 ancora inediti, l’album dà voce all’animo di un’artista sensibile, capace di comporre con il cuore, e si presenta come un viaggio alla scoperta dell’amore e della realtà che ci circonda. Un’avventura per la quale Picchiani stesso, in compagnia del suo pubblico, si imbarcherà per una seconda volta questa sera a Roma dove, presso il Mammut, presenterà dal vivo ‘Anima’ e ripercorrerà a ritroso i suoi successi musicali passati al fianco di amici ed ospiti d’eccezione, tra cui, in particolare, la celebre cantautrice Mariella Nava

Per questo, abbiamo deciso di raggiungerlo telefonicamente e di intervistarlo per voi. 

Eugenio Picchiani – L’intervista 

Eugenio Picchiani, "Anima Live" a Roma con Mariella Nava il 20 aprile | INTERVISTA
Eugenio Picchiani
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361 ComunicAzione di Mauro Caldera

Buongiorno Eugenio e benvenuto tra le pagine di VanityClass. Agli inizi della tua carriera ti sei avvicinato al canto, alla danza e alla recitazione, tant’è che hai preso parte a diversi lungometraggi (tra i quali All’ultimo minuto di Pupi Avati (1987) con un cameo) e musical (Divina Commedia (2010-2012) nelle parti dell’Angelo Ribelle, Paolo e Caronte). Ciò nonostante, a ricoprire un ruolo più significativo è sempre stata la musica. Perché?

Beh, la musica è stata il mio primo amore. Rispetto alla danza e alla recitazione, nonostante le abbia studiate entrambe a livello accademico, mi ha sicuramente permesso di comunicare in maniera più diretta ciò che provo e mi ha dato l’opportunità di avere un contatto più ravvicinato con chi mi ascolta. Le melodie mi risuonano in testa e i brani vengono fuori da me in modo del tutto naturale. Di conseguenza, io non posso far altro che metterli in atto, scriverli e farli ascoltare.

A cosa attingi maggiormente quando scrivi?

I miei testi sono costituiti principalmente da riflessioni, su noi stessi e su ciò che ci circonda. Spesso, poi, sono pieni di domande che mi pongo, siano esse di natura esistenziale o personale. Perciò, traggo ispirazione dalle mie emozioni e sensazioni, in relazione al mondo circostante, dall’amore in generale, dalle circostanze in cui mi ritrovo o delle quali sono spettatore. Insomma, attingo da tutto ciò che mi dia l’opportunità per veicolare un messaggio.

Nel tempo hai avuto la possibilità di affiancarti a nomi importanti del settore discografico (Bruno Zambrini, il Maestro Stefano Zavattoni, Davide Aru, Roberto Gallinelli, Emiliano Torquati e Sergio Lepidio, tra gli altri), dando vita a collaborazioni di un certo livello. Cosa ti ha lasciato ciascuna di esse?

Indubbiamente, stiamo parlando di professionisti di un elevato calibro, che collaborano a loro volta con altri grandi artisti. La mia esperienza con ognuno di loro è stata certamente formativa, sotto ogni punto di vista, umano e professionale, e sono grato per ogni singolo momento passato insieme. Aver avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con queste persone mi ha lasciato davvero tanto e mi ha fatto anche capire qual è quell’x factor che li ha contraddistinti e li ha portati ad essere dove sono oggi. 

Eugenio Picchiani, "Anima Live" a Roma con Mariella Nava il 20 aprile | INTERVISTA
Eugenio Picchiani e Mariella Nava
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione di Mauro Caldera

Hai collaborato anche con diversi artisti, tra cui Mariella Nava all’interno del brano ‘Arcobaleno’. Com’è nato il vostro sodalizio?

Mariella è un’artista meravigliosa e una persona speciale, generosa. L’incontro con lei è stato una combinazione di stelle, lo dico con il cuore, non è stato il frutto di un’operazione commerciale e studiata. Ci siamo incontrati per la prima volta 20 anni fa ed io l’ho apprezzata sin da subito. Poi, nel 2007, ho inciso il disco ‘Tanti Io’ all’interno del quale ho inserito una mia personale interpretazione del brano ‘Immagina’ di Mariella. In quell’occasione ebbi modo di sentirla, poiché volevo la sua approvazione artistica rispetto a ciò che avevo fatto con la sua canzone. Le piacque moltissimo e da allora ha avuto inizio un rapporto di scambio umano e professionale che ci ha portati fino ad ‘Arcobaleno’. 

“Arcobaleno” arriva insieme al tuo ultimo progetto discografico “ANIMA”. Parlaci dell’album. 

“Anima” è un viaggio musicale tra note intime che tocca varie argomentazioni: l’amore, la realtà circostante e l’attualità. Ha uno spessore e una profondità piuttosto particolari. Nasce prima dell’emergenza pandemica da Covid-19, periodo in cui ho pubblicato il singolo “Eclissi”, un omaggio al cinema e a Sandra Milo il cui video ufficiale è stato premiato alla XVII edizione di Romavideoclip ‘Il cinema incontra la musica’. Sfortunatamente, subito dopo è arrivato il lockdown e da lì i vari ritardi, ma alla fine sono riuscito a pubblicarlo. Il sound presenta diverse sfumature, si va da ballate a sonorità più fresche ed estive. Ad esempio, c’è il brano “Il Circo”, in riferimento al nostro mondo e a chi lo abita. Poi c’è “Alleluja”, scritto e composto dopo la quarantena, che prende vita da una riflessione sulla condizione d’amore, altruismo e solidarietà che si era creata in piena pandemia e sembrava essere il preludio ad un cambiamento positivo. Al contrario, però, tutti quei buoni propositi sono svaniti nel nulla. Non c’è stato alcun miglioramento. Anzi, guardando a quello che sta accadendo proprio in questi giorni, mi vien da dire che la situazione è addirittura peggiorata, una mortificazione dello spirito e della crescita umana. In questo senso, la musica acquista per me un valore ancora più importante come veicolo di messaggi che altrimenti non saremmo capaci di esternare. Può essere è un mezzo per dare speranza a chi la ascolta e, avendo avuto l’opportunità di confrontarmi con chi mi segue, devo dire che è realmente così, un risultato del quale mi ritengo pienamente soddisfatto. Ognuno di noi può agire nel proprio piccolo per aiutare chi ne ha bisogno e se il mio modo di farlo, è attraverso la musica, allora ne vado fiero. Tornando al disco, a quelli già nominati seguono i pezzi “Il Cappellaio Matto”, “Amarsi e Viversi”, “Anima”, “Bla Bla”, “Di Te Di Me”, “Ancora Ancora” (cover in versione rock) e, infine, “Arcobaleno”.

Come hai sottolineato tu stesso, “Anima” racchiude tanta intimità ma anche attualità. Basti pensare al video ufficiale de “Il Cappellaio Matto” dedicato alle donne vittime di violenza…

Sì. In particolare, “Il Cappellaio Matto” rappresenta una nota di intimità attuale vista dagli occhi di una bambina, protagonista del brano, che si ritrova a vivere in una condizione spiacevole. Emma, questo il suo nome, è infelice a causa della violenza presente in ambito familiare e la sua storia funge da tramite per ribadire l’importanza della lotta alla violenza di genere, da tenere sempre a mente, uno dei mali della contemporaneità che affligge le donne e che svilisce la dignità dell’essere “uomini”.  

Eugenio Picchiani, "Anima Live" a Roma con Mariella Nava il 20 aprile | INTERVISTA
Locandina evento

Che dire, “Anima” è un progetto ambizioso e dalle mille sfumature, che avremo modo di ascoltare dal vivo questa sera, sabato 20 aprile, al Mammut di Roma…

Esattamente. Nello specifico, però, quello di sta sera sarà il secondo di una serie di appuntamenti insieme a Mariella Nava, special guest dell’evento. Il primo, tenutosi diverse settimane fa, era una presentazione effettiva dell’album mentre questa volta avrò l’opportunità di ripercorrere insieme al maestro Sergio Lipidio, arrangiatore del progetto musicale, e alla band formata da Fabrizio Termignone al basso, Alessio Renzopaoli alla batteria e Daniele Di Paolo alla programmazione e alle tastiere, i miei cinque dischi precedenti in un ensemble di chitarra e voce. Si inizierà con quelli e poi si passerà ad “Anima” che aprirò con “Eclissi”. Dopodiché, ci sarà un momento dedicato a Daniele Savelli, mio grandissimo amico e amico storico di Rino Gaetano, al quale dedicheremo un piccolo tributo sulle note di “A mano a mano”. A seguire un intermezzo in cui Mariella sarà la sola protagonista con le sue canzoni, che si concluderà con “Arcobaleno” e “Immagina”, il brano che ci ha fatti incontrare.  

Parlando di ripercorrere un po’ la tua strada attraverso la musica, c’è qualcosa che cambieresti?

Col senno di poi, capita che le cose possono essere anche viste in maniera diversa. A onor del vero, però, devo ammettere che apprezzo molto di più oggi ciò che ho fatto ieri. Ho dato un peso diverso alle parole e ai testi che ho scritto, li riascolto con una maggiore e rinnovata consapevolezza. Mi resta alle volte il peso di quello che è stato il backstage della creazione degli album, situazioni magari poco gradevoli. In generale, però, ho sempre portato e continuo tutt’ora a portare avanti la mia identità, non ho mai snaturato me stesso e di questo ne vado particolarmente fiero!!!

Per quel che riguarda il futuro, invece, c’è ancora un sogno che vorresti realizzare?

Al momento, sono già in produzione con nuovi brani, quindi sono già piuttosto impegnato. Se si può ancora sognare, però, mi piacerebbe tanto condividere un grande palco, l’unico in Italia e non serve che io vi dica quale, con Mariella Nava, nessun’altro. A buon intenditor, poche parole!!!

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Diego Lanuto

Scritto da Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza'. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti e testate giornalistiche on line tra cui Metropolitan Magazine, ATuttoNotizie, M Social Magazine e Spyit.it. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa. Attualmente è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e addetto stampa del progetto "L'Amore Dietro Ogni Cosa - Andrea Crimi canta Simone Di Matteo".

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