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Eurovision, l’Ucraina conquista il podio del Song Contest

A vincere la 66esima edizione della manifestazione canora più famosa d’Europa è stata l’Ucraina. Un trionfo meritato o un’ingiusta ricompensa di parte?

Eurovision

Dopo il successo dei Måneskin dello scorso anno, in molti si auguravano di poter vedere nuovamente l’Italia trionfare all’Eurovision Song Contest. Sfortunatamente, però, visti i risultati, dovranno riporre le proprie speranze per la prossima edizione della kermesse. Mahmood e Blanco, vincitori del Festival della Canzone Italiana 2022, hanno portato la loro “Brividi” su uno dei palcoscenici più ambiti d’Europa e i pronostici erano assai buoni. Tuttavia, le cose sono andate diversamente e il duo più amato del momento non è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria. A salire sul podio, infatti, sono stati i Kalush, in rappresentanza dell’Ucraina, con il brano “STEFANIA (Kalush Orchestra)”, attualmente disponibile in digitale, in maxi-CD e in rotazione radiofonica. 

Eurovision, l'Ucraina conquista il podio del Song Contest
I Kalush sul palco dell’Eurovision al momento della proclamazione
Fonte: Web

L’Ucraina vince l’Eurovision: vittoria meritata o risultato scontato?

Svoltasi al Pala Olimpico di Torino dal 10 al 14 maggio, anche questa edizione dell’Eurovision può considerarsi conclusa. Al contrario, lo stesso non si potrebbe dire per le polemiche nate in seguito alla proclamazione dei vincitori. La band ucraina Kalush, difatti, ha conquistato il gradino più alto del podio con ben 631 punti. Tuttavia, la loro proclamazione non è stata universalmente accolta in maniera positiva. Sono tanti quelli che parlano di esito scontato, soprattutto se si considerano i recenti sviluppi bellici nell’Est-europeo. Ma d’altronde, si sa, il Song Contest ha sempre avuto un’accezione politica (oltre che canora) e noi non possiamo far altro che prenderne atto. 

Il gruppo ha sbaragliato la concorrenza sulle note di “STEFANIA (Kalush Orchestra)”, un mix di versi rap con un ritornello folk e beat hip hop. Una canzone piuttosto profonda, il che non si direbbe a primo ascolto, dedicata alle madri dei membri della band e si basa su vere esperienze di vita. Inevitabilmente, questo li ha portati a divenire il volto e la voce di una nazione che sta attraversando momenti bui (gli stessi che, al contempo, sembrano venir spettacolarizzati sui social network e in qualsiasi “buona” occasione da Volodymyr Zelensky). Pertanto, i proventi netti del pezzo, in accordo con la Sony Music Entertainment, saranno devoluti in beneficienza ad un’associazione umanitaria scelta proprio dai Kalush.

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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