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Eva B, il cane eroe non ce l’ha fatta

La giovane femmina di pastore belga malinois ha salvato la sua umana dall’attacco di un leone di montagna, ma le ferite riportate erano troppo gravi

Eva, la cucciolona di soli due anni e mezzo di pastore belga malinois, dopo una lunga battaglia, è volata sul Ponte dell’Arcobaleno. Ha dato la vita per la sua umana Erin Wilson

Ciao a tutti, sono Afrodite, vi ricordate di me? Sono la voce narrante di Noi Animali del nostro web-magazine. Oggi voglio raccontare la storia di Eva B.

E, attraverso la sua sfortunata disavventura, raccontarvi anche fin dove l’amore di un animale può spingersi per proteggere il suo migliore amico, nonché umano.

O pet-mate, se preferite.

Una gita fuori porta come tante finita in scampata tragedia

Lo scorso maggio, Eva e la sua amata umana, Erin Wilson, una cameriera ventiquattrenne si sono dirette con il loro van fuoristrada nei pressi del fiume Trinity, in California per concedersi una sosta in area pic-nic.

All’improvviso, Erin vede muoversi qualcosa dai cespugli e, d’istinto, richiama la sua fedele Eva, che nel frattempo era già corsa davanti a lei. 

Di fronte a loro, un enorme leone di montagna ringhiava, mentre il terrore di Erin aumentava. 

Eva invece, istintiva e protettiva come tutti i malin, ha visto la sua “mamma” graffiata e in pericolo e ha deciso di intervenire, affrontando con coraggio l’animale.

Il grosso coguaro, visibilmente in condizioni fisiche di fame e disidratazione, visto anche il persistente problema di habitat siccità e cambiamenti climatici che affligge moltissimi animali, si è riversato su Erin.

L’estremo coraggio di Eva

Ma Eva, nonostante le paure (credetemi, anche noi ne abbiamo, solo che ci facciamo guidare dallo spirito di preservazione verso chi amiamo, prima di ogni cosa -n.d.r-), si è avventata contro il puma, di dimensioni nettamente più grandi rispetto alle sue. 

La cagnolina era consapevole delle differenti moli fra loro.

Il suo peso probabilmente oscillava fra i 20 e i 25 kg, mentre un puma maschio raggiunge addirittura i 100 chilogrammi. 

In pochi attimi, le zanne del mammifero erano intorno al suo collo.

E per quanto cruenta, la sua conformazione anatomica è predisposta a schiacciare con i denti la preda, attaccandosi al collo o fino a sfondarli con il loro peso.

Oltre lo spavento: l’aiuto di Erin

Erin non poteva permettere che il suo cane morisse in quel modo, davanti ai suoi occhi, e così ha iniziato a lanciare pietre contro la fiera. 
La ragazza ha iniziato, senza badare al dolore, a scagliarsi contro l’animale insieme a pietre ripetutamente picchiate sul suo cranio.
Ex abitante dell’Alaska, Erin era consapevole di fargli male, ma il desiderio di salvare Eva era troppo grande. 

Di lì a poco è giunto un autista di passaggio che ha letteralmente sdradicato dal camion per prendere possesso del suo piede di porco. In quella breve frazione di minuti, Eva era stata trascinata sempre più all’interno di cespugli, rischiando di morire dissanguata. 
Tuttavia la sua forza d’animo, la consapevolezza che la sua Erin fosse ancora in grave pericolo, l’hanno spinta a non mollare e combattere con ogni sua energia rimasta.

Il puma era stanco, e grazie anche all’aiuto di Houston, il camionista sopraggiunto, si è trovato quasi strozzato e quindi messo finalmente in fuga, costretto a lasciare la preda. 

La corsa disperata dal veterinario 

Appena liberatasi dalle zanne del puma, Eva ha fatto un grande scatto di coraggio (e forza, andando oltre il trauma, insegnando come è necessario comportarsi di fronte a un trauma), ed è corsa in strada. 
Caricata velocemente dalla Wilson, hanno raggiunto faticosamente la strada per il veterinario. 
Un cammino tortuoso e che alla giovane e temeraria Eva doveva sembrare sempre più difficile: il dolore la perforava più dei denti entrati nella sua carne.

La debolezza era estrema, ma sapeva di aver fatto ciò che doveva: aveva salvato la sua umana. E le era grata per ciò che questa aveva fatto per lei. 

La strada sembrava infinita, e alla canina sono iniziate le convulsioni, simbolo di un quadro clinico molto delicato. Di conseguenza, Erin ammette di essere stata costretta ad accellerare e non curarsi del giallo dei semafori.
Il terrore di perdere Eva le bloccava il fiato. 

La diagnosi e il GoFundMe

Giunti dal veterinario, le condizioni del cane non erano buone: cranio e mascella fratturati e un occhio era gonfio e chiuso. 
Quello stesso occhio sinistro era a rischio di perdita, sebbene non fosse ritenuto fattibile un intervento. 
Eva ha trascorso, combattendo come e più del leone che l’aveva attaccata, una settimana in clinica. 
Per sostenere i costosi oneri medicali, la proprietaria ha organizzato una compagna di crowdfunding su gofundme . Un reporter locale ha raccontato la notizia su “the Sacramento Bee”, e la solidarietà è stata talmente grande da aver potuto coprire tutte le spese. Inoltre, la pet-mate ha potuto mantenere una parte degli aiuti per acquistare coperte calde e dispositivi affinché Eva potesse riprendersi al meglio, una volta tornata a casa. 

La ripresa 

Per un certo periodo, Eva è stata bene, ha continuato la via della guarigione e sembrava davvero fuori pericolo. 
Voleva rendere orgogliosa la sua mamma, che si incolpava per quanto fosse accaduto. 
Il pastore belga malinois, va detto, è un cane da lavoro, che necessita di scaricare le energie, e nonostante i grandi pregi che lo contraddistinguono, non è un cane per tutti.

(Non fraintendetemi, ogni cane si adatta a tutti, ma la sua, la nostra etologia va sempre studiata e rispettata prima di accoglierci in famiglia. Questo rende più facile capirci e comprendere esigenze e caratteristiche per la convivenza ottimale! -n.d.r.)

Di rimando, gli attacchi agli umani da parte dei leoni di montagna, come dicono gli esperti, non sono comuni. Questo del caso della sfortunata Eva è probabilmente stato indotto dalla fame e dalla corporatura esile di Erin, che l’ha resa di semplice mira.

Il definitivo declino: grazie Eva 

Nonostante il trauma cranico che stava via via riassorbendosi, l’appetito che iniziava a tornare, con il cibo somministrato imboccandola, Eva ha iniziato purtroppo ad avere delle convulsioni sempre più frequenti.

Erin aveva creato una pagina Instagram per la sua bellissima cagnolina, che ora è commemorativa.
Sì, perché, purtroppo, dopo l’ultima, drammatica convulsione, Eva è entrata in coma e non si è più svegliata.

La scelta più difficile e coraggiosa della sua mamma umana è stata quella di lasciarla andare.
Non abbandonando nemmeno per un secondo la sua zampa. Avendo la straziante resilienza di guardarla esalare l’ultimo respiro.
Raccontando dell’episodio, Erin ha detto:

«Sapevo che Eva era capace di essere feroce e protettiva. Non ho mai pensato che avrebbe dovuto rispondere alla chiamata in quel modo. Abbraccia davvero i vostri cani, gente. Abbraccia i tuoi animali domestici, abbraccia la tua famiglia»

E in questo si racchiude, nonostante il triste epilogo, la storia di grande cuore e coraggio fra animale e proprietario. Una storia in cui non si è disposti a lasciare andare nemmeno un secondo di ciò che è stato vissuto. Una storia in cui si antepone la vita dell’altro facendo scudo con la propria. 
Se questo non basta a definire un animale come parte integrante di una famiglia, ditemi voi cosa occorre. 

Un pensiero forte va a Erin, al suo amore, e alla mia amica Eva, che ha dimostrato cosa significhi essere fedele oltre la vita. 
Grazie, piccola Eva. Buon Ponte!

Con qualche lacrima che bagna le zampine, ti dico solo arrivederci meravigliosa cagnolina; rimani l’angelo della tua umana Erin.

Che così ha deciso di salutarti e ricordarti per sempre: 

Addio mia bella e dolce ragazza. Sei il mio mondo, la mia luce, la mia migliore amica. Il mondo è un posto molto più buio.

Zampine sul cuore. Ogni promessa di un pet è una promessa d’amore, Afrodite 

A cura di Veronica Fino 

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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