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Fenomenologia dell’ altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno

Fenomenologia dell’altro Battiato: “Un documentario che racconta un Battiato diverso.”

Fenomenologia dell’ altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno

Fenomenologia dell' altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno
Mario Bonanno/ Giornalista

Fenomenologia dell’altro Battiato: “Un documentario che racconta un Battiato diverso.” 

Fenomenologia dell' altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno
Fonte Foto web

Fenomenologia dell’ altro Battiato, è il nuovo emozionante libro del Giornalista (specializzato in saggi sulla canzone d’autore) Mario Bonanno.

Fenomenologia dell' altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno

“Esistono decine e decine di saggi su Franco Battiato”, ci racconta Bonanno.

“E non mi appartiene la presunzione dell’ultima parola. Volutamente ho affrontato questo lavoro come la sceneggiatura di un film documentario, servendomi di inserti tratti da vecchi giornali, sbobinature di interviste televisive, commenti e testimonianze di autori e musicisti che hanno avuto modo di misurarsi con Battiato.”

La parola all’ autore.

Fenomenologia dell' altro Battiato: Il nuovo libro del Giornalista Mario Bonanno
Mario Bonanno/ Giornalista

Fenomenologia dell’ altro Battiato è il suo nuovo libro, che lei stesso ha definito come un “documentario che racconta un Battiato diverso.” 

Esistono decine e decine di saggi su Franco Battiato, e non mi appartiene la presunzione dell’ultima parola.

E’ stato un lavoro di ricerca, altro che instant book come ha frainteso qualcuno. Ovviamente ci ho messo dentro anche del mio, a partire dal filo rosso interpretativo che caratterizza il libro, quello della lettura “sociale” di una cospicua parte del canzoniere di Battiato.

Una caratteristica relativamente approfondita dalla bibliografia ufficiale e che invece credo attraversi sottotraccia una fetta cospicua della sua opera. 

Il libro si appoggia quindi volutamente su testimonianze e racconti di Franco Battiato.

Come le dicevo mi è sembrato opportuno avvalorare le mie tesi attraverso il racconto di episodi emblematici dell’impegno, per così dire umanista di Franco Battiato.

Mi riferisco alla sua “fase” cosiddetta sperimentale, mi riferisco ai dischi cult degli anni Ottanta che hanno irriso indifferentemente tanto le èlite quanto la massa. Soprattutto l’ultima parte di questo lavoro si connota per i rimandi alla saggistica legata alla denuncia del sistema neoliberista.

Battiato era tutt’altro che un antimoderno, ma ha avuto sempre ben chiari i rischi che si corrono ad andar dietro al consumismo più avvilente imposto dai nuovi Re del mondo, per citare il testo di una sua canzone.

Il sottotitolo di questa Fenomenologia, si rifà peraltro a un verso di una traccia contenuta in Pollution: “ti sei mai chiesto quale funzione hai?” Credo si tratti di un quesito fomentale e purtroppo poco frequentato: in troppi oggi abbiamo smarrito il senso dello stare al mondo, cosa che Battiato ha invece sempre ricercato e tenuto presente, aldilà dei discorsi che portava avanti, apparentemente concentrati solo sulla metafisica.

Ascetico sì ma non disgiunto dalle questioni del presente. 

Cito testualmente: “Franco Battiato è portatore sano di provocazione sui generis.” Ci racconti di più.

Fenomenologia dell’altro Battiato parte dall’assunto per certi versi spiazzante della radicalità sottesa allo specifico di Franco Battiato.

Gianfranco D’Adda e Filippo Destrieri nelle interviste che ho fatto loro per il libro, hanno in qualche modo convalidato questa tesi: ho capito allora che l’idea non era tanto peregrina.

Franco Battiato è stato in parte ma in maniera spesso clamorosa un provocatore: lo è stato nei look che ha sfoggiato, nell’architettura delle prime composizioni musicali, negli atteggiamenti immoti che ha assunto durante le interviste, nella cripticità paradossale o intellettuale delle risposte, e tra le pieghe meditative e gli apparenti non sense dei suoi testi. L’autarchia di Battiato risiede in primo luogo nella non-riconducibilità: cioè nel suo mantenersi comunque distante da aree partitiche o ideologiche. Il radicalismo di Battiato è stato mirato a denunciare le nevrosi, i tic, la superficialità di un’umanità in regresso, e d’altro canto di un potere alienante, senza il ricorso a slogan o prese di posizione che possano collocarlo presso un’area politica precisa. Si usava molto nell’epoca dei cantautori.

Come il filosofo Diogene cercava l’uomo girovagando nudo all’interno di una botte, Franco Battiato lo ha cercato attraverso le mise sgargianti dell’inizio, i codini, gli occhiali da sole, le pose atarassiche degli anni Ottanta. Il libro si concentra soprattutto su questi anni.

Quando per la società c’era ormai poco o nulla da fare – dall’invito alle armi di Up patriots to arms alla Bandiera bianca della resa –, si è assistito alla vera svolta mistica di Battiato.

E a pensarci bene anche in questo caso si è trattato di una scelta a suo modo radicale.

Il saggio si concentra soprattutto sull’artista Battiato. Mi chiedo e le chiedo se fosse possibile raccontare l’uomo dietro l’artista. Chi è stato Franco Battiato?

La cosa che credo di poterle dire senza millantare chissà quali frequentazioni, ma sulla scorta del sentito dire e di qualche intervista che ho avuto modo di fargli, è che Franco Battiato era dotato di uno spiccato senso dell’ironia.

E questo aldilà dell’immagine austera che uno potrebbe farsi di lui sulla scorta dei temi e dei riferimenti delle sue canzoni. Filippo Destrieri che gli è stato amico e tastierista per anni, me lo descrive come un uomo estremamente generoso, e anche questo aspetto è prerogativa delle persone intelligenti.

Spero di non averla delusa con questa risposta: qualcuno mi ha definito biografo dei cantautori. Niente di più lontano dalla verità, credo che le idee di alcuni cantautori contino più delle loro vite. De Andrè non ha mai voluto conoscere il suo idolo Brassens per timore che l’immagine che si era fatto di lui attraverso le canzoni potesse non coincidere con l’uomo.

Nel mio piccolo la penso allo stesso modo: nei mie libri ho sempre tentato di divagare intorno allo specifico dei cantautori disinteressandomi quasi sempre del loro privato. Questa Fenomenologia dell’altro Battiato non fa eccezioni.

 

 

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Scritto da Rosa Spampanato

Redattrice presso la testata giornalistica M Social Magazine diretta da Christian De Fazio nella sezione dedicata al Cinema Musica TV.
Collaboratrice per il Quotidiano LaSicila (cartaceo) nella sezione Cultura e Spettacolo diretta dal Giornalista e Capostruttura Leonardo Lodato.
Collaboratrice per Cherrypress Magazine diretto da Barbara Scardilli nella sezione Musica.

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