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Filippo Marra: “Il Governo Meloni ha restituito credibilità all’Italia. Ora serve completare il lavoro”

Filippo Marra
Filippo Marra

Filippo Marra commenta il contesto politico europeo che appare sempre più stabile. L’Italia guidata da Giorgia Meloni invece si distingue per continuità e stabilità. Ne abbiamo parlato con lui, che analizza i risultati raggiunti dall’esecutivo e le sfide ancora aperte.

Filippo Marra sul governo Meloni in esclusiva per VanityClass

Dott. Marra, la longevità del Governo Meloni è ormai un dato evidente. A cosa è dovuta questa stabilità?
La longevità del Governo Meloni non è casuale, ma il risultato di una linea politica chiara e coerente. Dopo anni di esecutivi fragili, oggi l’Italia ha ritrovato una direzione precisa. Questo ha rafforzato anche la nostra posizione internazionale: oggi l’Italia, grazie al nostro Presidente, ha riacquistato credibilità nel mondo, tornando protagonista e non più ostaggio delle dinamiche europee.

Quali sono, secondo lei, i risultati concreti raggiunti finora?
I numeri parlano chiaro. Il Governo ha reso disponibili oltre il 99% delle risorse stanziate, per centinaia di miliardi di euro, con un tasso di attuazione delle misure tra i più alti degli ultimi anni. C’è stata una forte accelerazione nella capacità di trasformare le leggi in risultati concreti: oltre il 50% delle norme oggi è immediatamente applicabile, evitando i ritardi burocratici che hanno spesso bloccato il Paese. Sul piano economico, il Governo ha investito su lavoro, imprese e riduzione della pressione fiscale, con miliardi destinati a sostenere occupazione e crescita. Non dimentichiamo le riforme: dalla riforma fiscale alla giustizia, fino alla digitalizzazione e al sostegno alle imprese, si sta costruendo un sistema più moderno ed efficiente.

Filippo Marra: “Il Governo Meloni ha restituito credibilità all’Italia. Ora serve completare il lavoro”

Quindi, Dr Filippo Marra, possiamo parlare di un Paese in crescita?
Sì, perché quando si sbloccano risorse, si semplificano le norme e si sostiene il sistema produttivo, la crescita è una conseguenza naturale. L’Italia oggi è più solida, più credibile e più attrattiva. C’è stato anche un impegno concreto sul sociale: sostegno alle famiglie, aiuti contro il caro vita, investimenti nella sanità e interventi per i giovani. Tutto questo contribuisce a creare fiducia.

Quali sono invece i “tasti dolenti” su cui il Governo deve ancora intervenire?
Un governo serio si giudica anche dalla capacità di riconoscere ciò che va migliorato. Ci sono tre ambiti prioritari. Accise sui carburanti: è necessario intervenire in modo strutturale per ridurre il costo dei carburanti, alleggerendo il peso su famiglie e imprese. Sanità pubblica: bisogna rendere il sistema sanitario realmente equo su tutto il territorio nazionale. Oggi esistono ancora troppe differenze tra regioni. Il diritto alla salute deve essere omogeneo, senza distinzione di ceto sociale o area geografica. Sistema carcerario: serve una riforma seria per affrontare il sovraffollamento e rendere le carceri luoghi di rieducazione, non solo di punizione. Chi sbaglia deve pagare, ma deve anche essere messo nelle condizioni di non sbagliare più.

Ha parlato di rieducazione. È una visione innovativa?
È una visione civile. Uno Stato forte non è quello che punisce soltanto, ma quello che recupera. Rendere le strutture detentive realmente rieducative significa anche migliorare la sicurezza della società. E poi c’è un aspetto spesso ignorato: dare dignità e diritti a chi è detenuto, insieme ai doveri, significa rafforzare il principio di giustizia. Inoltre, una misura di clemenza mirata per i detenuti meritevoli, legata a percorsi concreti di rieducazione e reinserimento, rappresenterebbe non solo un segnale di civiltà giuridica, ma anche una scelta lungimirante sotto il profilo sociale. Un intervento di questo tipo potrebbe tradursi in un consenso significativo, con migliaia di voti in più che questo governo si aggiudicherebbe, dimostrando attenzione concreta ai diritti e alla dignità della persona.

In conclusione, qual è la sua visione per il futuro del Paese?
L’obiettivo deve essere chiaro: rendere l’Italia un Paese pienamente civile, dove vigono democrazia e merito. Il Governo Meloni ha posto basi solide: stabilità, credibilità internazionale e crescita economica. Ora serve completare il percorso, intervenendo sulle criticità ancora aperte. Se si riuscirà a farlo, l’Italia potrà davvero diventare un modello europeo, non solo per la sua storia, ma per la sua capacità di rinnovarsi.

 

 

 

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La redazione di VanityClass.

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