in

Francesca Pascale e l’appello a Gualtieri per un Pride inclusivo

Francesca Pascale chiede un confronto urgente con il sindaco Roberto Gualtieri per rilanciare una manifestazione che garantisca partecipazione, pluralismo e rappresentanza a tutte le anime della comunità LGBTQ+.

Francesca Pascale

Nel mese di giugno, tradizionalmente dedicato alle celebrazioni del Pride e ai diritti della comunità LGBTQ+, Francesca Pascale, presidente dell’associazione “I Colori della Libertà” e presidente onoraria di GayLib e Gay Conservatori Liberali, ha lanciato un accorato appello e una dura presa di posizione sul futuro della manifestazione nella Capitale. La richiesta è quella di un incontro urgente per ribadire che il Pride dovrebbe essere una manifestazione aperta, inclusiva e rappresentativa di tutte le persone LGBTQ+, senza distinzioni di appartenenza politica.

L’appello dell’attivista Francesca Pascale al sindaco di Roma

“Mi appello direttamente al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, affinché si faccia portavoce e garante di un Pride davvero aperto a tutti. Roma, città simbolo di universalità e convivenza civile, ha il dovere di restituire al Pride il suo significato autentico: un evento di libertà, dignità e rispetto, senza discriminazioni ideologiche, senza veti politici e senza derive estremiste. La censura e le tensioni che oggi ruotano attorno al Pride rappresentano un dolore profondo, soprattutto in un momento storico nel quale la politica dovrebbe unirsi, lontano dalle ideologie, nel rispetto di tutte le individualità e delle libertà personali.

Finché le contestazioni rimanevano un mero attacco alla mia persona, si poteva ancora accettare il confronto, per quanto duro. Ma quando gli organizzatori del Pride trasformano la manifestazione in un’azione discriminatoria verso un’etnia, verso un’appartenenza politica e verso ideali precisi, allora si supera un limite inaccettabile rispetto ai principi di libertà e inclusione con cui nasceva questo tipo di evento. 

Quando una piazza, nata per includere, finisce per escludere, sia la organizzazioni ebraiche LGBTQIA+, quali Keshet Italia e Keshet Europe, sia le persone di centrodestra o liberali, tanto da considerarle “non gradite”, significa che lo spirito originario si è irrimediabilmente incrinato. Lancio una proposta concreta: lavoriamo insieme, con le associazioni liberali, conservatrici e con tutte le realtà che si occupano di diritti civili, per ricostruire un Pride inclusivo, capace di rappresentare ogni persona omosessuale indipendentemente dal suo orientamento politico o dalle sue idee. 

Credo inoltre sia urgente aprire un tavolo di confronto permanente tra istituzioni e associazioni, lontano dalle contrapposizioni ideologiche, fondato sul dialogo, sul buon senso e sul rispetto reciproco, e per questo chiedo incontro urgente al Sindaco Gualtieri, come Garante nella città di Roma di un diritto costituzionale e inalienabile la partecipazione ad una manifestazione che appartiene a tutti e tutt’e nessuno escluso!”

Simone Di Matteo

Scritto da Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo.

Premio De Sanctis “Sport, rispetto e legalità” 2026

Silvia Salemi rompe il silenzio: “La musica deve ancora avere il coraggio di parlare”