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FRANCO CASONI, L’ULITMO INTAGLIATORE DI POLENE 

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di Emilio Sturla Furnò 

Il profumo del legno di olivo inciso dallo scalpello si mescola all’odore acre di colori e vernici. Una vera e propria esperienza sensoriale quella che si prova entrando in uno dei più antichi e suggestivi laboratori del centro storico di Chiavari, ridente città del Golfo del Tigullio, a metà strada tra Sestri Levante e Portofino.  

“Io sono del ’44!”, esclama sorridente Franco Casoni – artista/artigiano di fama internazionale – mentre, sulla porta del suo atelier senza tempo, invita ad accomodarci. Le sue ottantadue primavere, Casoni, non le dimostra affatto, a conferma che gli artisti ed i poeti non hanno età. 

L’atmosfera dello studio di via Bighetti al civico 73 è quella tipica del luogo sacro, dove la dea Arte comanda, ma, allo stesso tempo, è devota all’artista. Qui il “padrone di casa” ha ricreato un’originale percorso di “iniziazione”; un’opportunità per immergersi in un mondo parallelo, circondati da sensuali polene dallo sguardo perso verso l’orizzonte, figure mitologiche metà donna, metà pesce, fiere vedette/talismano di navigatori e scopritori di nuovi mondi e di chi ha dovuto lasciare la sua terra d’origine per cercar di fortuna. 

Casoni è una vera e propria celebrità a Chiavari, non solo per la sua arte di intagliatore delle bellissime divinità del mare. Nel suo laboratorio si respira l’aria del salotto d’antan, della fucina di culture e di talenti. Un luogo apparentemente piccolo, ma che diviene immediatamente monumentale. Franco Casoni rappresenta, purtroppo, una di quelle categorie di artisti/artigiani in fase d’estinzione. Sì, perché di eredi di questa arte, specializzati a così alto livello nell’intaglio di polene in legno, ne restano pochissimi in tutto il mondo.  

L’olivo o il Pitch Pine, nelle mani di Casoni, assumono le sembianze di donne stupende, dai lineamenti perfetti, con seni e fianchi morbidi, come le onde del mare che infrangono.  

La sua formazione inizia giovanissimo, così come l’amore per la figura delle polene. Ma i tempi cambiano. Quelle che un tempo venivano collocate sulla prua delle grandi navi a vela per attraversare gli oceani, oggi sono donne che appartengono alla vita privata – spesso nascosta – del committente, donne intagliate nel legno dalla mano ferma seguendo un preciso e raffinato disegno.  

“Molte polene oggi non solcano più i mari” – svela Casoni – “ma sono destinate a rimanere a terra ferma”.  

Sì, perché, le commissioni di questo “oggetto” così seducente, magnetico ed intriso di simboli, provengono, soprattutto in questo ultimi anni, da grandi imprenditori stranieri.  

Dalla fucina dello scultore chiavarese ne sono uscite tante per essere battezzate in mare, e poi ribattezzate con il vino rosso, come da tradizione ligure. Polene e cariatidi personalizzate per imbarcazioni, estimatori e collezionisti. Ed ancora, stampi in legno che sembrano usciti da antiche credenze, come i tradizionali stampi per i corzetti (n.d.r. gli storici stampini usati per decorare la pasta ligure con lo stemma di famiglia o elementi della natura). Nella produzione di Casoni, anche oggetti ed arredi sacri, sculture decorative che si ispirano alla classicità.   

Un’arte che non ostenta, se non la gioia di essere artista, quella di Casoni. Un’artigianalità libera sotto ogni forma perché: “Si è liberi solo se si è capaci di farsi una risata; è perfettamente inutile vivere di stress. Un po’ di sana auto-ironia non guasta mai”, sottolinea l’artista, stropicciandosi i bassi all’insù.  

Davvero un bel modo di vivere la vita quello d Casoni; l’ennesima riprova che cambiare prospettiva di osservazione può fare davvero la differenza.  

Di ironia e leggerezza, l’indomito artista, è, senza dubbio, ben munito; caratteristiche assai utili anche per proteggersi, in qualche modo, da quell’infinto gineceo di polene che lo circonda quando lavora nel suo studio. Dalla più minuta a quella imponente: ogni scultura racconta una storia, talvolta, un segreto. Si perde il conto di quante siano state scolpite dall’artista avvezzo alla lavorazione di tanti materiali, dal marmo ai metalli, fino alla tipica pietra del territorio, l’ardesia.  

E, poi, le famose sedie di Chiavari, quelle leggerissime che si alzano solo con un dito.  

Casoni è l’artista assoluto in cui arte e architettura aderiscono perfettamente. 

Redazione

Scritto da Redazione

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