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Gemini: “Vogliamo sempre dare messaggi di ottimismo” | Intervista

Intervista ad Andrea e Marco Sambalotti, frontman e chitarrista del gruppo

I Gemini

I Gemini da qualche anno si fanno sempre più strada, diventando pian piano una certezza della musica pop, con sfumature rock dal suono internazionale. La loro Come si fa, il singolo lanciato lo scorso dicembre, continua a ottenere numerosi download e visualizzazioni su YouTube. Merito anche di un videoclip di racconto al brano, diretto da Gianluca Rotondi, che sottolinea la voglia di tornare a respirare l’arte con uno spirito di condivisione. Quel che fino a tre mesi fa sembrava ancora un’utopia, ora potrebbe diventare realtà con la fine annunciata della pandemia. Dunque, possiamo dirlo con una certezza in più: i Gemini portano bene.

Gemini: "Vogliamo sempre dare messaggi di ottimismo" | Intervista
GeminiCredits© photo: Marian Moscaliuc

Antonio e Marco Sambalotti sono rispettivamente il frontman e il chitarrista della band. Ci raccontano così l’energia che amano mettere nelle loro canzoni.

I Gemini – L’intervista

Partiamo dalla vostra parentela. Che rapporto c’è tra di voi?

ANTONIO: Io e Andrea siamo fratelli. E siamo cugini di Marco.

MARCO: In realtà è come se fossimo tutti fratelli. I nostri papà sono due fratelli che hanno sposato due ragazze, sorelle tra loro. Quindi abbiamo anche gli stessi nonni…

Cosa significa condividere, oltre all’albero genealogico, questa passione musicale?

ANTONIO: Vuol dire venirsi incontro, rispettandosi e difendendo le proprie idee, per divertirci e creare contemporaneamente emozioni in chi ci ascolta.

MARCO: Ciascuno di noi ha il proprio modo di esprimersi artisticamente. Bisogna sempre cercare di trovare l’equilibrio: a volte si dice la stessa cosa e non ci si capisce se non ci si ascolta. Ecco, il gruppo vuol dire anzitutto sapersi ascoltare per mettere a fuoco i pezzi che vogliamo costruire.

Come si fa è una canzone autobiografica?

ANTONIO: Tutto quello che scriviamo è autobiografico in qualche modo. Qui si parla di perdita di punti di riferimento. Io e Andrea siamo rimasti senza genitori in età molto giovane: affrontare la vita senza punti di riferimento come loro, ci ha creato, ovviamente, tantissime difficoltà. L’importante è comprendere sempre che c’è la possibilità di rialzarsi: questo è un concetto che sottolineavamo già con La superficie. Ci piace dare costantemente un messaggio di ottimismo.

MARCO: Mi aveva affascinato da subito la domanda di fondo: come si può andare avanti con tutte le problematiche di oggi? È un quesito che vale un po’ per tutti i settori. E la forza di questa canzone penso sia anche la sua semplicità nel testo. Spesso, anche a livello di testo, si cerca ciò che può colpire di più con l’originalità e la provocazione, invece la semplicità è sempre la più apprezzata.

Gemini: "Vogliamo sempre dare messaggi di ottimismo" | Intervista
GeminiCredits© photo: Marian Moscaliuc

Avete creato suoni diversi dal vostro passato.

MARCO: Ci siamo avvicinati maggiormente al pop, per questo ho inserito chitarre più funky, più pulite rispetto al rock. Ci ha appassionato molto mettere questa idea musicale diversa: la cosa più bella che si possa fare è incontrare un po’ tutti i gusti musicali delle persone.

Voi siete rimasti tra i pochi a narrare delle vere e proprie storie con i vostri videoclip.

ANTONIO: Mettiamo sempre tanta cura nei video, perché vogliamo immaginarli come reale veicolo di racconto. Ci sono in giro dei video lyrics con grafiche pazzesche, ma quando c’è una storia da raccontare è tutta un’altra cosa, perché si innesca nel pubblico la voglia di andare a capire come va a finire. Inevitabilmente la canzone viene ascoltata anche di più…

Concerto in Teatro o in una piazza?

ANTONIO: Siamo sempre stati abituati a cantare nelle piazze o nei club. Il calore della piazza supera ogni compostezza del teatro, crea un dinamismo irripetibile. Però man mano che passa il tempo ci sta venendo sempre più voglia di farci sentire anche nei teatri, magari per un tipo di spettacolo diverso…

Com’è nata la vostra passione musicale?

ANTONIO: Furono proprio i nostri genitori, con i dischi dei Pink Floyd, gruppi rock anni ’70 e cantautori, a scatenarla. Non a caso le nostre contaminazioni artistiche si sono orientate proprio su quel genere. Dopo averci mandato a scuola di musica, ci hanno sempre sostenuto anche quando, giovanissimi, partecipavamo ai contest. Quando sono mancati, si è arrestato il nostro entusiasmo e con questo anche il nostro percorso. Con La superficie abbiamo rimesso il “play”.

Gemini: "Vogliamo sempre dare messaggi di ottimismo" | Intervista
GeminiCredits© photo: Marian Moscaliuc

Oggi come oggi è possibile rivedere video di grandi del passato in ogni momento. In questo senso il web aiuta a migliorarsi o rischia di creare tutti emuli di idoli inimitabili?

MARCO: Credo aiuti. Quando anni fa sono andato a studiare chitarra al Saint Louis, mi hanno fatto prendere subito spunto dai grandi, non per copiarli ma per entrare in quel loro stesso mondo. I video dei cantanti del passato possono essere uno spunto per ragionare su qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui si è pensato fino a quel momento. Ciascuno poi, però, costruisce il suo percorso crea il suo bagaglio personale, mantenendo la propria identità.

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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