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Giancarlo Di Muoio pubblica il suo primo disco “Sulla strada”: “Un album terapeutico che metto al servizio di chiunque voglia ascoltarlo” | INTERVISTA

Un viaggio in musica che ripercorre le tappe fondamentali della vita dell’artista, con le sue croci e le sue delizie, le sue gioie e le sue malinconie

Giancarlo Di Muoio

Artigiano della melodia e musico-terapeuta per vocazione, Giancarlo Di Muoio è un cantautore che ha trasformato la sua più grande passione in un mestiere e in una missione. All’età di soli sei anni impara a suonare il pianoforte mentre a dodici comincia già a scrivere e a comporre, acquisendo gradualmente una più chiara consapevolezza del potere taumaturgico della musica. Una consapevolezza che si rafforza in seguito alla scomparsa del padre Gerardo, causata da un incidente sul lavoro, e che gli permette di esternare, nel tempo, tutto ciò che gelosamente custodisce all’interno del proprio cuore.

La vera svolta professionale, però, arriva grazie all’incontro fortunato con Fabio Concato, con il quale incide il singolo Amico Mio, insieme all’ EP dal titolo Giancarlo Di Muoio, e che gli fornisce la spinta necessaria a non fermarsi più. Qualche anno più tardi, infatti, pubblica Sindaco Pescatore, traccia dedicata al sindaco Angelo Vassallo morto il 5 settembre 2010, e, dopo una serie di brani e partecipazioni, decide di tornare sulle scene con Sulla strada, primo album di inediti che racconta la sua evoluzione artistica e umana attraverso gli alti e bassi della vita.  

Giancarlo Di Muoio pubblica il suo primo disco "Sulla strada": "Un album terapeutico che metto al servizio di chiunque voglia ascoltarlo" | INTERVISTA
Copertina ufficiale del disco
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione

Uscito lo scorso 12 aprile, in particolare, Sulla Strada rappresenta tutto ciò che la musica è per Di Muoio. Una fedele compagna sulla quale poter contare nei momenti difficili, uno strumento che possa fungere da spunto per una riflessione più profonda e un sicuro approdo in cui poter cercare riparo per poi ripartire più forti di prima. Insomma, un alternarsi di melodie, parlati e testi sapientemente composti dove si susseguono giornate di sole e di pioggia, complicate o leggere, ma pur sempre preziose, e che ha impiegato anni a vedere la luce. Per questo, abbiamo deciso di intervistarlo per voi, con l’intento di ripercorrere insieme a lui le tappe di un lungo viaggio chiamato “vita”.

Buona lettura! 

Giancarlo Di Muoio – L’intervista

Buon pomeriggio Giancarlo e benvenuto tra le pagine di VanityClass. Lo scorso 12 aprile è stato pubblicato “Sulla strada” (2024, SnapBeatProduction), un disco d’esordio che tu stesso hai definito “un capitolo di rinascita e ripartenza“. Perché?

Beh, si tratta di un disco di rinascita e ripartenza perché il suo fulcro centrale è la vita, fatta di tante cose belle, brutte, semplici e complicate, costellata di gioie e dolori. Un giocattolino che si deve accettare in tutte le sue parti, anche se spesso può risultare difficile. Complice di questo modo di vedere le cose, forse, che a mio avviso è in grado di donarci l’energia necessaria per poter condividere qualsiasi cosa, è stata anche l’emergenza pandemica da Covid-19, nel corso della quale cominciai a scrivere i primi brani che compongono attualmente l’album e persi mio padre. Il dolore, si sa, ci impone di fermarci e rimettere insieme i pezzi, ritrovare noi stessi e riprendere il viaggio con tutte le nostre ferite. Ed è questo ciò che rappresenta ‘Sulla strada’, un viaggio dentro e fuori la vita, dal quotidiano e personale a qualcosa di più grande ed estemporaneo, in cui ognuno può ritrovarsi e riflettere sulla unicità di un’esistenza preziosa, talvolta complicata, ma meravigliosa e da assaporare attimo dopo attimo.

Difatti, il singolo che anticipava l’album era “Dalla sera”, il cui rilascio ufficiale risale addirittura al 2021, subito dopo la pandemia…

Assolutamente. Si tratta proprio della canzone che testimonia come ciascuno di noi abbia affrontato avversità mai viste prima di allora e in che modo abbia reagito. È stato senza ombra di dubbio un periodo di interruzione e di chiusura, al quale non eravamo assolutamente. Tutto sommato, però, alla fine ci siamo rialzati e abbiamo intrapreso nuovamente il viaggio della vita. Non so se bene o male (ride), questo non tocca a me stabilirlo, ma sta di fatto che siamo andati avanti, siamo ripartiti. E ‘Dalla sera’ racconta della mia ripartenza, in seguito al lutto, all’emergenza e alla nascita di mia figlia, ma sono certo che in molti potrebbero riconoscersi nelle parole del suo testo.

A livello umano e professionale, in che modo l’interruzione causata dal lockdown e dalle restrizioni ha inciso su di te?

Mio padre è venuto a mancare in piena emergenza, perciò le due cose insieme hanno un po’ revisionato la mia vita e il mio modo di vedere le cose. Oggi presto maggior attenzione ai piccoli gesti quotidiani e a tutto ciò che prima, magari, davo per scontato o reputavo futile. Sicuramente le aspettative ci sono, come è anche giusto che sia, ma non hanno più quell’importanza che attribuivo loro in passato. E chissà, forse è proprio questo l’insegnamento che ne ho tratto, insieme alla possibilità di scoprire un lato di me che non conoscevo. D’altronde, quando ti accade qualcosa di spiacevole, si sa, ci si ferma e si comincia a riflettere, andando alla ricerca di quegli aspetti che si potrebbero cambiare, ridefinire o migliorare qualora ve ne fosse necessità. Ho provato un dolore immenso, ma al contempo sono riuscito a trovare la forza. L’essere musicista e musicoterapeuta, poi, mi avrà certamente aiutato ed è per questo che uno dei miei obiettivi è quello di poter mettere ‘Sulla strada’ al servizio di chiunque voglia ascoltarlo e abbia il coraggio di affrontare ciò che la vita gli ha riservato. 

Giancarlo Di Muoio pubblica il suo primo disco "Sulla strada": "Un album terapeutico che metto al servizio di chiunque voglia ascoltarlo" | INTERVISTA
Giancarlo Di Muoio
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione

In più di un’occasione hai fatto riferimento al “fermarsi” e al “riflettere”, tematiche che si potrebbero riscontrare in “Cammino da solo”, in cui canti dell’importanza di fare delle scelte in solitudine. Parlaci del brano. 

‘Cammino da solo’ racconta dell’importanza di fare passi anche in solitudine, di fare delle scelte consapevoli, di imparare a star bene con se stessi per poter stare meglio con gli altri, che sia per far ritorno a casa o in qualunque altro luogo si possa star bene. C’è un’atmosfera di nostalgia e solitudine che si riallaccia perfettamente al file rouge che lega ogni traccia del disco. 

In questo viaggio che ci porta ad ascoltarci e a riflettere, c’è anche un riferimento al mondo che ci circonda. Nello specifico, “Fantasma maledetto” fa riferimento ad una società che contrasta l’individualità. Perché, secondo te?

‘Fantasma maledetto’, che è la traccia che apre il disco, non fa solamente riferimento, ma rappresenta la nostra società attuale. Viviamo in una realtà che corre, che ci bombarda di informazioni, che ostacola lo sviluppo di un senso critico individuale, che punta all’omologazione e che può addirittura farci sentire degli inetti o sbagliati se viaggiamo contro corrente. Per questo, assume ancora più importanza la necessità di ciascuno di ritornare sui suoi passi e percorrere la propria strada, che molto spesso differisce da quella pensata per noi dalla società esterna. In altre parole, la canzone è un invito a ritrovare quel Sole che abbiamo dentro di noi e che ci rende unici e inimitabili. 

“Il tema di Amélie”, invece, presente solo musica e niente parole. Come mai?

Questa melodia io l’ho scritta prima che nascesse mia figlia, era ancora nel grembo materno. Quando è arrivata, poi, gliela canticchiavo spesso per farla addormentare. Ho deciso di non inserire alcun testo un po’ perché sembrava quasi una ninna nanna e un po’ perché avrei voluto dire tante di quelle cose a mia figlia che alla fine non sono riuscito a mettere insieme neanche una parola per l’emozione. In fondo, non serve dire molto per celebrare l’arrivo di una nuova vita, alle volte basta l’amore!

Giancarlo Di Muoio pubblica il suo primo disco "Sulla strada": "Un album terapeutico che metto al servizio di chiunque voglia ascoltarlo" | INTERVISTA
Giancarlo Di Muoio
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComunicAzione

Sei musicoterapeuta e con il tuo lavoro hai aiutato molte persone. Ma quanto è stata per te terapeutica la musica?

Moltissimo. Sin da quando iniziai a suonare pianoforte a sei anni e poi a scrivere musica a 12, mi è stata di grande aiuto. Chiaramente, all’inizio ne ero inconsapevole sebbene chi fa musica faccia terapia agli altri e a se stesso. A tal proposito, ho già portato ‘Sulla strada’ tra i banchi di scuola per lavorare con i ragazzi sulle emozioni e sui sentimenti. Ho la fortuna di essere un musicoterapeuta e questo mi permette di avere quello strumento di condivisione e comprensione in più da poter donare agli altri che è la musica. 

Al di là dei banchi di scuole, ti vedremo anche in tour?

Certo. Ci saranno delle presentazioni in Lombardia prima dell’estate e mi sto organizzando per mettere su delle performance dal vivo nel Centro e Sud Italia a partire da giugno. Non vedo l’ora di poter condividere il mio disco con quante più persone possibili. Sono molto contento! 

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Diego Lanuto

Scritto da Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza'. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti e testate giornalistiche on line tra cui Metropolitan Magazine, ATuttoNotizie, M Social Magazine e Spyit.it. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa. Attualmente è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e addetto stampa del progetto "L'Amore Dietro Ogni Cosa - Andrea Crimi canta Simone Di Matteo".

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