Giuseppe De Lorenzo: il successo in chiave healthy
Healthy food, innovazione e ambizioni europee. Così Giuseppe De Lorenzo racconta il successo di Frankie’s e il valore aggiunto dell’ingresso di Fabio Fognini nel progetto.
Dal primo punto vendita aperto a Milano nel 2018, Frankie’s ha avviato un percorso di crescita costante. Oggi, infatti, il brand guarda con decisione sia al mercato italiano sia a quello internazionale.
Specializzato nell’healthy fast food, Frankie’s ha saputo intercettare una tendenza ormai consolidata. In particolare, propone un’alimentazione veloce, sana e di qualità.
Alla guida del progetto c’è Giuseppe De Lorenzo, CEO e cofondatore dell’azienda. Insieme al suo team ha sviluppato un modello replicabile, capace di espandersi attraverso punti vendita diretti e franchising.
Tra le novità più importanti figura l’ingresso in società del tennista Fabio Fognini. Inoltre, sono previste nuove aperture con l’obiettivo di portare il marchio nelle principali città europee.
In questa intervista, Giuseppe De Lorenzo ripercorre la nascita del progetto. Successivamente, approfondisce le sfide affrontate, i punti di forza e le strategie future.

Come nasce il progetto?
«Il progetto nasce nel 2018 insieme al mio socio Stefano. Inizialmente, aveva aperto il primo punto vendita in Polonia.
Successivamente, abbiamo deciso di replicare il format a Milano. Così, nel 2018 è stato inaugurato il primo locale in Corso di Porta Ticinese».
Come si è sviluppata la crescita del brand?
«Dopo la prima apertura è arrivato il secondo punto vendita in Via Sile 18. Successivamente, abbiamo inaugurato anche quello di Via della Moscova 39.
A breve, apriremo un nuovo locale in Corso Buenos Aires. Oggi, contiamo diversi punti vendita diretti a Milano.
Inoltre, siamo presenti in franchising in Polonia e a Dubai. Infine, è prevista una nuova apertura anche a Brescia».
Giuseppe De Lorenzo: il successo in chiave healthy
Quanti soci siete oggi?
«Tra i soci figura anche Fabio Fognini. Tuttavia, non partecipa alla gestione operativa quotidiana.
Io e João siamo invece i soci attivi. In particolare, ci occupiamo dello sviluppo del brand e dell’area operativa.»
Come è avvenuto l’ingresso di Fabio Fognini?
«Fabio è mio cognato. Oltre al legame familiare, abbiamo ritenuto che fosse perfettamente in linea con il progetto.
È uno sportivo professionista. Di conseguenza, rappresenta valori come benessere, salute e stile di vita equilibrato, gli stessi su cui si fonda Frankie’s».
Quale valore aggiunto può offrire Fabio Fognini?
«L’esperienza maturata da Fabio nello sport professionistico rappresenta un importante valore aggiunto. Inoltre, il suo percorso internazionale amplia la nostra visione.
Il suo network e la sua immagine sono coerenti con i valori del brand. Per questo motivo, contribuiscono a rafforzarne il posizionamento».

Cosa distingue Frankie’s dalla concorrenza?
«Frankie’s è il primo healthy fast food in Italia a offrire una gamma così ampia di prodotti. In questo modo, ogni cliente può creare un pasto equilibrato senza rinunciare al gusto.
Inoltre, il nostro punto di forza non riguarda solo il cibo. Abbiamo infatti creato un ambiente accogliente e informale.
Le persone si sentono a proprio agio. Così, entrano a far parte della nostra quotidianità».
Quali sono i vostri prodotti di punta?
«Il nostro core business è rappresentato da juice e smoothie. Tra questi, il bestseller è il Green Detox.
È preparato con sedano, spinaci, zenzero, limone, cetriolo e mela. Inoltre, è molto apprezzato dai clienti.
Un altro prodotto molto richiesto è l’Acai Bowl. Infatti, rappresenta una valida alternativa salutare a dessert e gelati.
Riscuotono grande successo anche wrap, sandwich e insalate. Per questo, l’offerta riesce a soddisfare esigenze molto diverse».
Giuseppe De Lorenzo: il successo in chiave healthy
Come selezionate i fornitori?
«La disponibilità costante delle materie prime è fondamentale. Per questo motivo, selezioniamo fornitori che garantiscano qualità e continuità.
Prestiamo grande attenzione anche alla stagionalità. Di conseguenza, proponiamo un menu estivo e uno invernale».
Qual è stata la chiave della crescita?
«Abbiamo scelto di crescere con gradualità. Infatti, non abbiamo mai rincorso un’espansione troppo veloce.
Le opportunità non sono mancate. Tuttavia, abbiamo aperto nuovi locali solo quando eravamo certi di mantenere elevati standard qualitativi.
Inoltre, abbiamo investito nella strutturazione dei processi. Così, anche chi non ha esperienza può gestire il format dopo un adeguato periodo di formazione».
Perché avete scelto Corso Buenos Aires?
«Corso Buenos Aires rappresenta perfettamente il nostro target. Infatti, è caratterizzato da un intenso passaggio pedonale e dalla presenza di numerosi uffici.
Ogni locale ha una propria identità. Ad esempio, Corso di Porta Ticinese è molto legato al turismo dei Navigli.
Via Sile si rivolge soprattutto agli uffici del centro direzionale. Mentre, Corso Buenos Aires intercetta una clientela molto trasversale».
Qual è lo scontrino medio?
«Lo scontrino medio è di circa 12-13 euro. Allo stesso tempo, cerchiamo di mantenere prezzi accessibili.
Naturalmente, non rinunciamo mai alla qualità e alla freschezza delle materie prime.»
Quali sono le principali sfide all’estero?
«La sfida principale è mantenere gli stessi standard di qualità. Inoltre, è fondamentale garantire un servizio uniforme e il controllo dei costi.
Non vogliamo snaturare il format. Al contrario, intendiamo replicarlo con coerenza in ogni mercato».
Quanto conta il franchising?
“Il franchising rappresenta oggi un elemento centrale della nostra strategia. Infatti, abbiamo sviluppato un sistema facilmente replicabile.
Anche chi non ha esperienza nella ristorazione può gestire un punto vendita. Naturalmente, seguendo procedure ben definite».
L’investimento minimo?
«Uno dei vantaggi del format è l’assenza della canna fumaria. Inoltre, bastano spazi compresi tra 50 e 60 metri quadrati.
L’investimento iniziale parte da circa 40-50 mila euro. Tuttavia, può arrivare fino a 80-90 mila euro, in base alle caratteristiche del locale».

Giuseppe De Lorenzo: il successo in chiave healthy
Come si è evoluta la vostra proposta?
«Monitoriamo costantemente le nuove tendenze del mercato. Ad esempio, abbiamo introdotto il matcha.
Inizialmente non era presente nella nostra offerta. Oggi, invece, viene proposto in smoothie, bowls e altre varianti.
In questo modo, cerchiamo di anticipare le richieste dei consumatori».
Il Made in Italy quanto conta?
«Per noi il Made in Italy significa ricerca continua dell’eccellenza. In particolare, nella scelta delle materie prime e nella cura dei dettagli».
Dove immaginate Frankie’s tra cinque anni?
L’obiettivo è consolidare la presenza in Italia. Successivamente, vogliamo espanderci nelle principali città europee.
Tuttavia, preferiamo parlare di crescita sostenibile. Piuttosto che fissare un numero preciso di aperture».
Valutate altre partnership?
«Siamo sempre aperti a nuove collaborazioni. A condizione che, però, siano coerenti con la nostra filosofia aziendale e apportino valore al brand».
Come descriverebbe Frankie’s in una frase?
«Frankie’s è il fast food salutare che unisce gusto, qualità e benessere. Allo stesso tempo, non rinuncia alla velocità».

