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Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

La fortuna del fotografo raccontata da un grande giramondo appassionato di natura e foto aeree

Guido Alberto Rossi, milanese, rotariano, classe 1949, inizia giovanissimo la professione di fotografo. Il primo servizio fotografico pubblicato è del 1966 su Sport Illustrato, settimanale della Gazzetta dello Sport. Ha girato per il mondo sempre con la macchina al collo passando dai reportage di sport a quelli di guerra.

Grande appassionato della natura, negli ultimi anni si è dedicato principalmente alla fotografia aerea. Ha lavorato per le maggiori riviste ed editori internazionali con un attivo di 36 libri fotografici pubblicati, tra cui “L’Acqua Vista dal Cielo” fotografando da aerei ed elicotteri i mari e i corsi d’acqua dei cinque continenti.

Guido Alberto Rossi, Rotary Club Milano Villoresi

Sul sito www.guidoalbertorossi.com è disponibile un catalogo di oltre 40.000 fotografie, scattate dal 1966 a oggi. In prevalenza etniche e geografiche, le immagini sono un insieme di scansioni di vecchie foto di reportage – da poter considerare come foto storiche –, fotografie aeree interessanti e di difficile rifacimento scattate durante viaggi in località geografiche remote e le ultime immagini scattate nell’anno in corso.

Free Photos

Circa 6.000 fotografie denominate Free Photos possono essere scaricate gratuitamente in A4 per qualsiasi utilizzo, sia commerciale che privato.

La possibilità di utilizzarle gratuitamente è affiancata da una buona azione: un contributo alla lotta contro la poliomielite del progetto del Rotary Club End Polio Now.

Sicuro…la Dea Fortuna ha una sorella. La fortuna del fotografo

articolo a firma di Guido Alberto Rossi tratto da papale-papale.it con l’autorizzazione dell’autore

La Dea Fortuna popolarmente è raffigurata come una bella signora bendata che non guarda in faccia a nessuno e dispensa favori, situazioni positive etc. insomma, fa in modo che la vita qualche volta sia più facile.

Penso che questa simpatica Dea abbia una sorella che si occupa esclusivamente dei fotografi, perché è una categoria che senza poca o tanta fortuna non batterebbe chiodo e quindi senza un preciso aiuto divino sarebbe una categoria di professionisti sfortunatissimi che in alcuni Paesi verrebbero relegati nella categoria degli intoccabili e una volta morti si reincarnerebbero in ragni o qualche altro orribile essere vivente.

Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

Invece se ci fate caso i fotografi, in qualunque settore lavorino, riescono sempre a portare a casa l’immagine e di conseguenza anche la cena. (in alcuni casi anche la pelle, che non è poco).

Inoltre, questa sorella minore della Dea bendata ci vede benissimo e dispensa favori ed energia positiva su due livelli: nella parte esecutiva dello scatto e nella successiva parte commerciale. Spesso, se le piace particolarmente il fotografo/la fotografa, dà una mano in ambedue i casi.

Guido Alberto Rossi e la Dea Sorella

Non ho mai fatto alla Dea Sorella delle offerte con sacrifici umani (anche se in passato l’ho desiderato e tuttora mi piacerebbe moltissimo sacrificare alcuni esseri viventi del nostro ambiente, vedi: I proprietari delle grandi agenzie internazionali, picture editors incompetenti, non pagatori di fatture e ladri di foto).

Ammetto di averla invocata più volte e anche di averle fatto promesse di fedeltà, che poi ho sempre mantenuto ed in cambio sono stato sempre da lei aiutato.

Il più grande aiuto è stato quello di farmi nascere e vivere la professione negli anni d’oro della fotografia, (economicamente parlando). Di avermi salvato la pelle in diverse occasioni, e di avermi messo come vicino d’ombrellone, nel 1966 a San Remo, il giornalista Alberto Ballarin che quel settembre mi diede il pass per il Gran Premio di Monza di Formula Uno, mio primo servizio fotografico pagato.

E anche di avermi fatto entrare nel mondo delle grandi agenzie fotografiche, quando queste erano gestite da brave persone con grande competenza del mondo della fotografia. Infine, di avermi fatto conoscere tantissima gente simpatica in giro per il mondo.

Guido Alberto Rossi e Rolex

Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

Sono sicuro che la Dea Sorella ha la benda su un occhio solo e interviene solo quando con l’occhio scoperto vede che un fotografo ce la mette tutta. Vi racconto la storia di alcune mie foto molto “fortunate” in modo che possiate giudicare da soli se la Dea Sorella esiste.

La campagna stampa della Rolex per il mondo del golf: Era una giornata straordinaria, sia come luce che come visibilità, decido di andare con il mio Cessnino a fotografare il Monte Rosa per il libro L’Italia dal Cielo, giriamo intorno alle montagne per un paio d’ore, scatto tutto quello che mi serve, giriamo la prua per il rientro a Milano. In una delle tre macchine fotografiche ho ancora una decina di scatti nel rullino (ovviamente era pellicola) e siccome i rullini sono come i maialini, non si scarta niente.

Mi guardo in giro alla ricerca di un soggetto qualsiasi tanto per finire bene la giornata, quando sorvolando il golf club di Monticello (Cassina Rizzardi prov. CO) vedo dei signori che giocano su un green (prato rasato e perfetto intorno alla buca), la luce è ottimale e quindi dico a Enzo (amico e pilota) di fare un paio di giri intorno, così finisco il rullino.

L’agenzia pubblicitaria della Rolex

Le foto vengono bene e valgono la pena di essere archiviate. Passa qualche mese e l’agenzia pubblicitaria della Rolex manda nella mia agenzia fotografica un art director a cercare delle foto di golf, lui guarda tutto quello che c’è disponibile e sotto l’influenza dalla Dea Sorella, sceglie la mia foto di Monticello tra le centinaia di foto di golf presenti in archivio.

Con un piccolo intervento di Photoshop disegnano la corona Rolex al centro del green e la mia foto diventa: campagna stampa, cartello vetrina, poster etc. non solo in Italia, ma in vari altri Paesi.
Allora i diritti di riproduzione delle foto in base agli utilizzi costavano cari.

Guido Alberto Rossi e Samsonite

Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

Belgio – Campagna stampa e affissione Samsonite

Sono in Vietnam agli inizi degli anni 90’ per realizzare il libro fotografico Vietnam (Touring Club) quando un bel giorno percorrendo una strada provinciale nei pressi di Da Nang mi capita d’incontrare un ciclista venditore ambulante di ceste di paglia che arranca con un enorme carico. E’ illuminato da una bellissima luce pomeridiana, lui giustamente pedala sulla destra della strada quindi devo superarlo e trovare un posto per aspettarlo e scattare.

Lo supero di qualche centinaia di metri, salto giù dalla macchina mi metto nel fosso con la macchina fotografica a bordo asfalto e aspetto che arrivi, ho pochi secondi per fotografarlo, quando mi passa davanti scatto 4 o 5 fotogrammi e siccome con la pellicola a differenza del digitale non sapevi subito cosa avevi scattato, ripeto l’operazione altre tre volte, intanto lui pedala guardando dritto davanti, senza osare distrarsi e non mi degna neanche di uno sguardo.

Le valigie Samsonite

Sono sicuro di avere qualche scatto buono e finisco gli agguati. La foto è divertente e merita di essere immessa nel circuito internazionale dell’agenzia. Finisce anche a Bruxelles dove viene scelta per la campagna stampa e affissione delle valigie Samsonite, ancora una volta grazie Dea Sorella.

Guido Alberto Rossi e Q8

Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

Foto di barca a vela con spinnaker bianco, campagna Q8

Ho lavorato molto per le riviste di nautica e di conseguenza seguivo le più importanti regate veliche scattando di tutto di più. In genere le riviste preferivano gli spinnaker colorati e gli ingaggi tra barche. Stranamente, però, vedo una barca con lo spinnaker tutto bianco e gli scatto qualche immagine. (oggi mi viene il dubbio che era colorato ma la Dea Sorella l’ha modificato). Qualche mese dopo mi telefona l’agenzia pubblicitaria della benzina Q8 e mi chiede se ho una foto di barca a vela con spinnaker bianco. Bingo, ce l’ho! Piace e finisce su tutte le pompe di benzina dei distributori Q8 sparsi per l’Italia. Sempre grazie alla Dea per diversi anni puntualmente l’agenzia rinnovava i diritti di utilizzo dello spinnaker bianco.

La Dea Sorella

Potrei citare tantissimi altri casi dove la Dea Sorella è intervenuta. Ha fatto venir fuori il sole quando pioveva o fornito un ombrello a Jack Brabham durante le prove del Gran Premio di Montecarlo del 1970. Ciò mi ha permesso di scattare la mia prima foto che ha varcato i confini nazionali. Ma il colpo grosso della Dea è stato farmi conoscere la mia concorrente. Laura Ronchi, questo il nome, è diventata la mia compagna e che dopo tanti anni mi sopporta ancora.
Quindi io ci credo e dico grazie Dea Sorella.

Guido Alberto Rossi e l’arte della fotografia

 

 

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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