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Il Natale si fa solidale

Nipoti di Babbo Natale, doni consegnati, Giocattolo Sospeso: sono tante le iniziative per aiutare i meno fortunati a sentirsi meno soli

Piccoli doni solidali acquistati dalla redattrice Veronica Fino

La solidarietà natalizia che sa di anima e ritorno all’umana bontà

A Natale siamo tutti più buoni

Quante volte negli anni ci siamo ripetuti e ci siamo sentiti dire, a più riprese, questa frase?

Tuttavia, in questo periodo di festività di un tuttora combattutissimo 2021, fra:

  • posizioni opposte di pro-vax e no-vax,
  • Green Pass e Super Green Pass
  • canzoncine natalizie dei virologi più televisivi,
  • sconsolanti notizie di infermiere che si fanno pagare per disperdere un vaccino su garza. (Con l’aggravante dello spreco di risorse pubbliche, soprattutto vitali, noncuranti dei tanti Paesi poveri che non ne hanno, né ne gioveranno presto)

gli italiani hanno saputo andare oltre la cattiveria.

La stessa che si è riversata fra strade, e parole filtrate e da asterischi, numeri e simboli per ovviare gli algoritmi di ban dai social media. 

La medesima acredine che fra tante parole nulla può contro lo smottamento del cuore.

La negatività del quotidiano che viene inspiegabilmente soppiantata da un più forte senso profondo di risveglio emotivo.

Una voglia di adesione a progetti concreti, piccoli aiuti per molti, che si rivelano grandi gesti per altri.

Non più, quindi, solo donazioni a grandi enti più famosi, ma reale dispiego di “tempo (quantomai dono prezioso) e mani” per i meno fortunati. Che sono molto più vicini di quanto non si possa pensare. 

La pandemia ha influito con grande impatto economico, sociale ed emotivo su ognuno di noi, portando alcune famiglie allo stremo, senza cibo, ricchi di frustrazioni e con numeri sempre maggiori di necessità di supporto psicologico. 

In forza di ciò, sono state innumerevoli le iniziative letteralmente prese d’assalto (per fortuna, aggiungiamo noi, n.d.r.) da altrettante persone. 

Natale e i mille volti della solidarietà

Anche oggi, Vigilia di Natale, si stanno prodigando operatori, volontari da sempre e, soprattutto, semplici cittadini, in modalità diverse per aiutare i più deboli.

Le iniziative sono tante: si cercano di aiutare i senzatetto offrendo loro pasti caldi, rifugio e parole di supporto. In quest’ottica, grandissimo riconoscimento va, da milanese, ai City Angels, che dal 1994, grazie al fondatore Mario Furlan, interviene in soccorso dei clochard con garbo e pazienza, portando cibo caldo, coperte, indumenti e cibo per i loro animali.

E quei cagnolini, direbbe qualcuno di loro della nostra sezione Noi Animali, sono fortunati ad avere un umano. Una persona che, nonostante tutto, non li abbandona, nemmeno in situazioni così delicate.

Quegli Angeli che intervengono dove le istituzioni optano per scelte discutibili

Purtroppo a Milano la scelta infelice del Sindaco di sgomberare la zona della Stazione Centrale buttando coperte e materassi, con la promessa di donare loro spazio ai “proprietari” all’interno dei dormitori è discutibile nella realizzazione. Vicenda spinosa, che si chiude con un solo augurio che chi si trova per strada, con grande dignità, e trova la forza di sorridere e rinnegare anche un piccolo aiuto economico (mi è successo ieri sera, davanti alla storica libreria Bocca, in mezzo ai blasonatissimi negozi della Galleria Vittorio Emanuele n.d.r.) possa essere accolto e trovare un riparo. E continuare a dare grandi smottamenti del cuore con quel sorriso che va oltre alla mascherina e la sciarpa a riscaldarli dalle fredde serate d’inverno. 

Sant’Egidio e il Mercato Solidale

Anche il Mercato Solidale si è occupato di partecipare, insieme con la Comunità Sant’Egidio, laica, ma profondamente legata allo spirito caritatevole della Chiesa, lo stesso che ha guidato Papa Francesco. Quest’ultimo è sceso in campo personalmente, “di nascosto”, durante la notte, come un parroco di quartiere, ad aiutare i volontari.

Il loro operato è quello di aiutare, offrire un pranzo di Natale (con green pass) e portare in dono indumenti caldi, un piccolo regalino, e del cibo per queste persone così apparentemente dimenticate, invisibili ai più.

Il mio caro amico Donato, fondatore del Mercato Solidale, ha chiesto, ove possibile, di creare dei piccoli kit comprendenti

  • una felpa o un maglione caldo e/o uno scaldacollo
  • un pacco di crackers e uno di biscotti
  • una confezione di tonno
  • succhi in brick
  • caramelle (io, ho optato per quelle alla propoli lenitive)
  • un regalino (che nel mio caso si è trattato di calzini, multivitaminico e un panettoncino)
  • per chi lo volesse, un bigliettino di auguri

E Donato ha avviato una diretta Instagram per mostrare a tutti il percorso e lo sguardi delle persone accorse, felici di essere parte di una comunità di persone “umane”. La gratificazione era tutta lì, nel sapere di aver cercato delle cose per qualcuno che davvero ne avesse bisogno e averle portate al centro di smistamento del corriere principale affinché arrivassero per tempo. 

Il Giocattolo Sospeso di Assogiocattoli

Ma il Mercato Solidale, come altri enti, non si è fermato a questo. Con il fondatore Donato, ha aderito entusiasticamente al progetto “Il Giocattolo Sospeso”.

Ispirato al famoso caffè sospeso napoletano, il processo prevede una raccolta di giocattoli da donare ai bambini che, per motivi molteplici, non avranno molti doni da ricevere.

E se è vero che il sorriso di un bambino è una luce che illumina il mondo, rinunciare all’ennesimo suppellettile da spolverare o, peggio, riciclare, è un’ottima alternativa. 

Tanti i punti di raccolta, dislocati per le città, in bar, negozi e luoghi più istituzionali, dove è stato possibile portare dei giochi, possibilmente nuovi o in buono stato. Con la consapevolezza che sarebbero finiti fisicamente nelle manine di chi li avrebbe apprezzati, li avrebbe amati. E forse crederà davvero che Babbo Natale porta doni e ha tanti elfi ad aiutarlo nell’impresa.

Presso l’Auditorium Testori del Palazzo della Regione Lombardia a Milano, invece, erano presenti gli inventori del progetto, Assogiocattoli.

Lì, una volta lasciati i giochi (contati dagli operatori), si otteneva una pergamena di ringraziamento e dei voucher di sconto per la pista di pattinaggio presente nella piazza centrale. Un vago eco di respiro di normalità, o, per meglio dire, di Natale. 

Come riporta il sito, si tratta dell’Associazione Italiana che, fondata nel 1947, rappresenta con circa 200 iscritti la quasi totalità delle imprese che operano nei settori giochi e giocattoli, prodotti di prima infanzia, festività e party. E, importante ricordarlo, durante il lungo periodo dei dpcm che ci ha accompagnato negli ultimi due anni, i giocattoli sono stati riconosciuti come bene essenziale

Rigioco

Sempre dalla proposta della comunità di Sant’Egidio, nelle piazze di molte città è stato possibile portare (e acquistare) giocattoli usati per raccogliere fondi e, giocoforza, doni da mandare ai bimbi dell’Africa più povera

Un Sorriso In Più: Nipoti di Babbo Natale

Una delle idee più belle a favore dei tanti anziani soli, sfortunatamente lontani dai propri affetti o rimasti senza più nessuno, è quella della Onlus “Un Sorriso In Più“, che da oltre 15 anni si prodiga per i più soli.

Questa stessa Associazione ha dato il via al progetto “Nipoti di Babbo Natale”, ovvero la possibilità di adottare un nonno a distanza o esaudirne un piccolo desiderio. 

Del resto, si sa che per le persone in RSA il Natale, spesso, è un periodo di sofferenza dove la solitudine viene, paradossalmente, amplificata. E questi ultimi lunghissimi mesi hanno inciso moltissimo sulle loro capacità cognitive e in particolar modo affettive.

Per questo, si è pensato a un modo affinché tutti loro potessero essere nonni di nipoti anche sconosciuti, intenti a realizzare i loro piccoli sogni. 

Che nascondono e svelano storie, spesso struggenti. 

C’è chi chiede un profumo, chi un paio di calzini, chi non riuscendo a parlare si stringe alla sua bella copertina nuova, e chi chiede solo un piccolo momento per chiacchierare, e ripensare ai tempi di quando insegnava, come la dolce storia della Signora Ortensia, 87 anni, che è stata accontentata con entusiasmo dall’attore e scrittore Giuseppe Maggio.  

Tante piccole grandi storie di cuore

C’è Giorgio, che scrive “Mi chiamo Giorgio, e per me il Natale è legato a ricordi tristi. Ricevere un regalo per me significherebbe tornare a sorridere e gioire di questa festa. Sarebbe bello ricevere un orologio in metallo, mi farebbe pensare a quando facevo l’imbianchino, e allora sì che dovevo sempre tenere ben presente il tempo! Ringraziandovi di cuore già da ora, auguro a tutti un buon Natale”. A questa richiesta, hanno risposto i “nipoti di Babbo Natale” scrivendo lui di essere stati colpiti e commossi, e pertanto di aver cercato di regalare un sorriso per rendere il suo Natale un po’ speciale. Con l’augurio che ogni minuto visto trascorrere doni a Giorgio un attimo di felicità.

C’è la Signora che ha chiesto come grande dono di compleanno e Natale un pensiero da Papa Francesco, che le ha inviato la sua benedizione, che mostra con grande orgoglio. 

C’è anche la storia di Giusy, che ha scelto di portare un dono alla Signora Anna, che è stata per anni chiusa in collegio, e poi vent’anni chiusa in una casa di riposo, poi finalmente accolta da una struttura gestita falle suore, che hanno raccontato alla giovane ragazza che quando Anna era arrivata era terrorizzata da tutto, in quanto brutalmente malmenata e mangiava con le mani. 

E sapere che una splendida giovane donna con i lunghi capelli castani e un bel cappellino alla francese ha dedicato parte del suo tempo per lei l’ha fatta sentire davvero amata, serena. Felice.

E lo stesso sguardo emozionato e gioioso traspare negli occhi di Giusy. Che ha trovato un’amica, una confidente, la promessa di una carezza futura pronta a sfiorarle il viso… Di quello che è una nonna. 

Solo nel 2021 sono stati 7.824 i desideri realizzati, grazie anche alla rete di case di riposo aderenti, e alle tante operatrici che si sono prodigate per gli ospiti. La volontà è quella di donare “una piacevole sensazione di non essere dimenticati, di essere scelti da uno sconosciuto che si prende a cuore la tua felicità, è una speranza, uno sguardo al futuro”. 

Il Dolce Natale del Comitato Maria Letizia Verga, PizzAut e Coop per gli amici animali 

Oltre alle tante idee citate come esempio virtuoso, ci sono le proposte dei deliziosi cioccolatini solidali del Comitato Maria Letizia Verga, che si occupa dello studio e della cura della leucemia infantile. Si può anche donare con degli auguri virtuali, a fronte di un’offerta a partire da 5 euro. Coop ha scelto di aiutare la lodevole brigata dei ragazzi di PizzAut nella vendita dei loro panettoni, elegantemente riposti in scatole di latta a marchio Maina. 

Nello specifico, PizzAut è una Onlus che si occupa di promuovere l’integrazione dei ragazzi affetti da spettro autistico con il fine di offrire loro un lavoro a tutti gli effetti.

Da qui, è nato un laboratorio di inclusione sociale coordinato da operatori, psicologi, addetti a percorsi riabilitativi atti a incentivare l’autonomia e la socialità dei ragazzi.

Il risultato, al momento, più grande ottenuto è l’avvio di una pizzeria di successo nel milanese con lo stesso nome, dove impera lo slogan: “nutriamo l’inclusione”. E, chissà che in futuro non si possano aprire altre sedi.

Alimenta l’Amore

Come altri marchi, Coop Lombardia ha voluto pensare agli amici a quattro zampe a supporto di Enpa e canili, con la campagna “Alimenta l’amore“. 

L’intento –si legge sul sito– è “creare maggiore sensibilità sul tema del benessere e sul rapporto uomo e animale, sentito ormai da un numero sempre maggiore di persone.
Gli animali fanno parte della storia evolutiva dell’uomo: ritrovare un equilibrio con loro e la natura è diventata una necessità, per la nostra stessa sopravvivenza.”

Oltre alla colletta alimentare fissa nei supermercati lombardi a marchio, per Natale è stato creato un calendario apposito per APA, voluto fortemente dai volti storici dello Zoo di 105 come Marco Mazzoli, il cui cane Zak è in copertina. Le foto ritraggono 12 piccoli angeli pelosi salvati dal massacro di Yulin. 

Inoltre, è possibile acquistare il secondo volume illustrato “Doggy 2” di Bruno Bozzetto.

Sempre per i cagnolini meno fortunati, si è pensato a “adotta un nonno“, ovvero a suggerire l’adozione di un cane anziano fornendo gratuitamente cibo a chiunque decida consapevolmente di donare gli ultimi anni felici di un pelosetto. 

Anche la stilista, di recente eletta imprenditrice dell’anno, Elisabetta Franchi, e la sua Fondazione omonima per animali, insieme all’aiuto di Lily’s Kitchen e partner come Monge, si sono impegnati per gli animali in difficoltà, donando cibo e coperte per garantire la sopravvivenza di molti animali nei rifugi. 

Con l’auspicio di trovare presto una casa per tutti loro. 

Il tempo del Natale

Le proposte di celebrare offrendo un dono a qualcuno sono ormai numerosissime.  

E non importa che sia fatto con le nostre mani, selezionato e inviato, con un biglietto che ci rappresenti, racconti il nostro nome.

Importa, piuttosto, il veicolare un messaggio universale di augurio a qualcuno al di fuori della nostra comfort zone di persone.

Pensare e forse chiedersi a chi appartenga quel volto, come sia quella voce. Come reagirà a quel nostro pensierino.

Come già menzionato, quelle che hanno riscosso maggior successo sono quelle che ci appaiono concrete, tangibili e immediate, dirette a quelle persone che vogliono aderire per aiutare.

Ci pare di donare come al più lontano degli sconosciuti come fosse il più dolce dei nostri amici e parenti. Chi ci tocca, chi più è in difficoltà. Basta un gesto, un pensiero che possa donare la consapevolezza di non essere soli, in particolare in un periodo delicato ed toccante come il Natale.

Una parola che richiama immediatamente alle festività, al calore, e alla nascita del Gesù Bambino per i Cristiani.

Tuttavia, il Natale, l’atmosfera che accoglie e scalda le città con le sue luci e i profumi non è solo da intendersi come festa religiosa. È, forse, ascrivibile ad un rito collettivo, nonché un’esigenza di appagamento umano nel ricevere, ma soprattutto nel donare. 

Roberta Carpani e il Natale: “abbiamo bisogno di riti”

Per spiegare al meglio il bisgono umano di un periodo celebrativo come questo cito le parole della Professoressa Roberta Carpani, Docente di Drammaturgia presso l’Università Cattolica di Milano: 

Non è per gli altri, ma per noi stessi: abbellirci, adornarci, aver cura di noi, dare splendore alle nostre relazioni, sancire la differenza, segnare il confine di un giorno diverso, non quotidiano, un giorno di festa.
Il tempo è il flusso su cui si staglia la nostra vita individuale e comunitaria.

La festa è quella tappa in cui riassumiamo il tempo e la nostra esperienza in esso, celebriamo i nostri valori fondativi (che siano laici o religiosi), istituiamo una eccezionalità che richiama alla memoria i nostri fondamenti e manifesta la consapevolezza del chi siamo qui e ora.
Abbiamo bisogno di feste intense, autentiche, radicalmente diverse dal quotidiano.

Feste visibili, percepibili, feste che ci tolgano dallo scorrere indistinto del tempo.
Abbiamo bisogno di riti, di gesti, parole, azioni, canti, risate, scambi.

Il Natale è una festa per i Cristiani ma è anche una grande occasione di festa per tutti quelli che vogliono viverne lo spirito di amore e gioia, senza altre connotazioni se non quella universalmente umana.
Forse è una buona occasione. Chi vuole, ci può provare.

A Natale ci si dovrebbe ricordare delle storie, del cuore, delle storie di cuore. 

E sarebbero tante che meriterebbero di essere raccontate. Per non farci risucchiare dal caos e dall’acredine, dalla pochezza umana. Per farci smuovere, per farci ricordare che veniamo al mondo con la vita stessa che è un dono al mondo. 

E ciò che accomuna tutto ciò che è stato scritto finora verte sul valore del tempo.

Che a Natale assume un altro significato. Anzi, un più alto significato.

(E se proprio non avete idee per un regalo last second, sappiate di non avere, di per certo, scuse -n.d.r.)

Ed è con questa immagine del tempo speso per altri, di mani che incartano, spacchettato, scrivono, leggono, trasmettono, e emozionano, che concludo con l’augurio sincero per questo periodo di festività. Che possa questo essere per noi tutti un rigenerato, rispettoso alleviato e Buon Natale. 

Ricordando gli ultimi, noi per primi.

 

A cura di Veronica Fino

 

 

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