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Il Sarto delle Dive, Emilio Schuberth

Intervista a Elena Perrella, dal 2006 Direttore Creativo della Maison Schubert Il Sarto delle Dive, Emilio Schuber

Il Sarto delle Dive, Emilio Schuberth

Il Sarto delle Dive Emilio Schubert. Ha vestito Sofia Loren, La Dolce Vita, Gina Lollobrigida 

Il sogno delle donne era indossare un capo di Schuberth per il giorno del matrimonio, al punto tale che il dettaglio veniva inserito nell’invito, “La sposa indosserà un abito di Schuberth”.

Emilio Schuberth è stato l’eclettico interprete dell’era dorata dell’Alta Moda Italiana, segnando un’epoca nell’immaginario femminile. Oggi ritorna, moderna e attuale per dedicare un nuovo pensiero di amore alle donne.

La Sua Storia

Figlio di un nobile di famiglia sassone e di una famosa danzatrice di flamenco spagnola, arrivò a Roma agli inizi degli anni Trenta come pittore con pochi soldi in tasca e una forte attrazione per l’eleganza e le belle donne.

Quasi per gioco cominciò a disegnare modelli di cappelli per signora.

Grazie alla sua naturale capacità comunicativa, si fece notare e fu la contessa Ratti, nipote di Achille Ratti (papa dal 1922 al 1939 col nome di Pio XI), a consigliargli di insistere, e aprire bottega, cosa che fece con la moglie, poi, un paio d’anni dopo, seguì un atelier d’Alta Moda, introducendo subito nel gusto raffinato della scuola napoletana, uno sfarzo scintillante.

Il suoi capi

Larghe gonne a ruota sovrapposte, tulle e lustrini, che ne fanno un maestro di stile per le soubrette della rivista, ma anche le semplici vestaglie e le gonne logore che Gina Lollobrigida indossa in Pane, amore e fantasia, La provinciale, La romana mostrano il suo tocco di classe, come la Dolce Vita di Fellini interamente disegnata da lui.

Nel 1951 è uno degli esponenti dell’Alta Moda e sartoria invitati da Giorgini alla celebre sfilata del 12 febbraio 1951 alla Sala Bianca di Palazzo Pitti.

La sua principale qualità

Possedeva una spontanea sensibilità comunicativa, che seppe sfruttare per attirare su di sé l’attenzione della stampa e dei media, recitando una parte istrionica nella nascente società dello spettacolo. Morì a Roma nel 1972.

Il presente

Nel 2007 un gruppo di imprenditori napoletani ha deciso di dare nuova vita alla Maison Emilio Federico Schuberth fondando EMI.

Il Sarto delle Dive, Emilio SchuberthMa come è cambiato il brand dalla nascita ad oggi?
Lo abbiamo chiesto a Elena Perrella, dal 2006 Direttore Creativo della Maison Emilio Schubert.

“Emilio Schuberth è stato il primo,indiscusso fondatore della moda Italiana. Lo troviamo nella prima sfilata Made in Italy, insieme a Sorelle Fontana, Jole Veneziani, Emilio Pucci; sfilata  organizzata il 12 febbraio 1951 a villa Torregiani a Firenze da Gianbattista Giorgini.

I suoi capi erano spettacolari ed hanno vestito le donne più belle del mondo, come Sofia Loren e Gina Lollobrigida, Rania di Giordania ed Evita Peron
Il sodalizio con il cinema ha qualcosa di unico.

Per  Cinecittà, per la Metro Gold Mayer crea i capi per le attrici nei film più belli: non c’era evento o sfilata in cui Schuberth non ci fosse.

Perfino alla Rai , nello spettacolo ‘il musichiere ‘presentato da Mario Riva, partecipa da protagonista; infatti, veste per primo le vallette in televisione e si cimenta nella veste di attore e cantante.

Schuberth è stato un precursore, è a lui, al suo modo di fare istrionico che si deve la comunicazione del vestito, lo sdoganamento dalla sartoria artigianale.Il bello e ben fatto viene comunicato, la comunicazione diventa importante, accompagna il processo creativo e così nasce la Moda.

Se pensiamo che ancora oggi la comunicazione è parte integrante del prodotto moda, dovremmo sottolineare la modernità di Emilio Schuberth.E’ lui che ha inventato il testimonial, sempre circondato da modelle e dalle donne più belle che lui vestiva.

Oggi, per creare le collezioni si lavora a partire dall’archivio storico, rispettando le caratteristiche del Marchio. Siamo molto fortunati perchè le caratteristiche riscontrate negli abiti storici gli conferiscono modernità ed innovazione”.
 
Il Sarto delle Dive, Emilio SchuberthQuali sono state le innovazioni, mantenendo la tradizione e rinnovando secondo i tempi moderni?

“Sicuramente il percorso di Emilio Schuberth racconta di innovazione intrinseca, nel senso che quello che lui ha realizzato è stato innovativo e resta di monito ed esempio alle giovani generazioni, che non hanno mai smesso di studiarlo, di conoscere il suo operato e di ispirarsi a lui per le collezioni contemporanee.

Doveroso un riferimento e la riconoscenza alle scuole di moda e a quel patrimonio di umana conoscenza che ancora, ogni giorno, racconta di quello che è stato; cito , una per tutte, la storica della moda Bonizza Giordani Aragno.

Quindi l’innovazione è conoscere e riconoscere la storia nella contemporaneità.
Non è banale, studiare il passato per comprendere il presente e proiettarsi nel futuro, costa impegno, fatica”.
 

Il Sarto delle Dive, Emilio SchuberthEmilio Schubert raggiunse presto tutte le mete chiavi dell’epoca, come Parigi, New York, Berlino; in Oriente prese ispirazioni dai colori, ma rimase sempre fedele ai cardini del Made in Italy che in quegli anni, anche grazie a lui, si stavano delineando. Quali sono i prodotti cult del brand?

“Emilio Schuberth fa pensare sicuramente all’abito, e non solo a quello da gran sera come, invece si pensa comunemente .

L’abito Emilio Schuberth è stato declinato in tante tipologie, da cocktail, da sposa, da giorno , ma anche per il total look.

Sicuramente il profumo Schu di Schuberth ha occupato uno spazio significativo nel panorama moda; infatti la pubblicità del profumo è stata disegnata da Renè Gruau
e, inoltre, compare in una scena del film di Fellini , La Dolce Vita”.

 
Il Sarto delle Dive, Emilio SchuberthCome vede il mercato del lusso oggi?

“Il lusso, oggi  come ieri, è vincente, rappresentato dalla ricercatezza e dall’originalità,non necessariamente costoso; il lusso è discrezione.

Oggi più che mai i valori del lusso devono essere ben leggibili nel Brand.
Scelgo quel profumo , quel profumo è lusso, perchè il brand è lusso.

Dopo questo Tsunami, tutti hanno voglia di vivere, di esserci e la moda diventerà ‘il lusso’.
Il lusso non è il costo alto, ma il bello e ben fatto che fa sentire bene; è il brand che deve dare l’idea del lusso con i suoi valori.Ciò che è Heritage oggi è lusso”.
 
Come è cambiato il brand e ha subito un cambio di lifestyle nell’era post covid?

“Nelle persone si è sviluppata una consapevolezza del valore del benessere, del valore del tempo bello e ben speso. si torna a guardare al se e la moda ‘serve’ questo modo di sentire.

L’abito diventa di nuovo importante, il sentirsi unici, il desiderio di ‘lusso’ di ‘superfluo’ secondo me aumenterà e noi dovremo rimboccarci le maniche per dare prodotti dalla forte identità e rigorosamente Made in Italy. Questa è la sfida che raccoglie il marchio Emilio Schuberth.

Un marchio nato nel dopoguerra , tempo diverso ,ma con tante analogie con quello che stiamo vivendo oggi”.
 
Cosa ne pensi delle influencer della moda e c’è una donna in particolare oggi che potrebbe rappresentare il tuo brand come simbolo di bellezza?
Tra i progetti futuri cosa c’è nel tuo cassetto segreto?

“Schuberth fu il primo ad andare in televisione e vestire con i suoi abiti le ‘schow girls’  di quel tempo, il primo a vestire donne dello star system, delle istituzioni, gettando le basi della moderna comunicazione della moda.

Le sue testimonial sono state le donne più belle del mondo, da Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Ava Gardner,Brigitte Bardot ,Rita Haywort, Rania di Giordania, Maria Pia di Savoia, Principesse e donne istituzionali ; è anche grazie a loro che è diventato famoso in tutto il mondo.

Oggi ancora di più il brand di  moda per comunicare valori ha bisogno di testimonial.
Credo che la differenza fondamentale oggi sia il pubblico consumatore; infatti, la moda deve parlare contemporaneamente ai millennials , ai giovani, ai meno giovani e tutti coloro che sono desiderosi di protagonismo.

La questione meriterebbe un approfondimento adeguato; dico solo che il tempo cambia e anche il digitale sta influenzando il nostro modello/stile di vita, l’influencer è figlia di questo tempo.

Il tempo manca? Bene,  con Instagram e Facebook, nonchè Youtube o Twitter entriamo immediatamente in contatto ……il concetto stesso di velocità, oggi, è cambiato. Secondo me per la moda rimane fondamentale la foto sulla rivista su carta patinata, il redazionale.

Con l’utilizzo esclusivo degli influencer si finisce per appiattirsi. Secondo me l’influencer ha un merito inequivocabile , fa conoscere il prodotto, tutto il resto va costruito con canoni’classici’ per raccontare il prodotto, il brand con tutta la sua forza identitaria.

Per Emilio Schuberth sceglierei volentieri una donna iconica come Sofia Loren, che resta nel tempo la sua testimonial, insieme a Gina Lollobrigida ed a tante altre, come la Lorella de Luca di Poveri ma Belli, ma oggi vestirei Emma Marrone per la musica e perché’ impegnata sul sociale, come testimonial sceglierei Emma Stone.

Due Emma quindi! Il sogno -non tanto nel cassetto!-è realizzare un film sulla vita e sulla moda di  Emilio Schuberth!”

https://emilioschuberth.it

Francesca Lovatelli Caetani

Scritto da Francesca Lovatelli Caetani

L'autore non ha ancora aggiornato la sua biografia.

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