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Influencer marketing. Che risultati dovrebbe aspettarsi un’azienda?

L’organizzazione di una campagna di influencer marketing richiede professionalità

Influencer marketing. Che risultati dovrebbe aspettarsi un’azienda?
— a cura di Massimiliano Sighinolfi, Partner Eurosirif — 

Influencer marketing

Influencer marketing. Che risultati dovrebbe aspettarsi un’azienda?Un argomento sempre sulla bocca di tutti è sicuramente quello che riguarda il mondo degli influencer. I pareri sono contrastanti e divisi tra chi pensa siano persone che non lavorano e chi ne riconosce la professionalità e rilevanza (nella foto Massimiliano Sighinolfi)

Se ne parla ovunque e spesso, ma chi sono esattamente gli influencer? In un contesto aziendale, quali risultati potresti aspettarti da una collaborazione con loro?

Facciamo chiarezza.

Chi è l’influencer?

Per definizione, l’influencer è un personaggio popolare seguito da un pubblico ben definito di persone (in genere sui social network) alle quali è in grado di veicolare delle informazioni condizionandone le abitudini.

L’influencer è prima di tutto un “leader di opinione” e le persone che lo seguono costituiscono un gruppo fidelizzato (anche detto community) molto attivo che interagisce su alcuni argomenti specifici.

Esistono diversi tipi di influencer per ogni nicchia: si passa dal lifestyle e viaggi per poi arrivare alla divulgazione scientifica, al digital, al food, al giornalismo, agli sport estremi e così via…

Ma questa figura può davvero essere utile per promuovere la tua azienda o il tuo brand? Quali risultati può portarti?

Prima di rispondere a queste domande, dobbiamo valutare una corretta strategia di influencer marketing.

Cos’è l’influencer marketing?

L’influencer marketing è un insieme di attività che prevedono il coinvolgimento di uno o più influencer per comunicare i valori di un brand spesso recensendo dei prodotti e fornendo un’opinione a riguardo.

Lo scopo del brand è quello di avere una referenza talmente importante e popolare al punto di riuscire a trasmettere una maggiore credibilità, un senso di sicurezza e di farsi conoscere da un ampio pubblico potenzialmente interessato.

Tuttavia, dietro a queste attività si cela spesso molto scetticismo da parte dell’imprenditore che, se da un lato può essere incuriosito a sperimentare nuovi approcci, dall’altro non sa come valutare o scegliere l’influencer adatto. Ad alimentare questa diffidenza si aggiungono le innumerevoli delusioni subite dai suoi colleghi. Infatti, capita spesso di sentire delle persone che hanno investito in pubblicità con diversi influencer ma senza un ritorno dell’investimento positivo.

In contrapposizione, sono anche molti gli imprenditori che ottengono degli ottimi risultati da questo tipo di attività e ad oggi sono sempre in numero maggiore coloro che accolgono questo mondo riconoscendone il potenziale.

Allora perché in alcuni casi l’influencer marketing funziona e in altri no?

Forse la questione non dovrebbe concentrarsi solo sull’influencer marketing in sé, ma su come questo venga approcciato dalla tua azienda. Infatti, per condurre un progetto di questo tipo (e farlo funzionare) è necessario possedere una visione, considerarlo una priorità e sviluppare una strategia ben definita. Ma questa è un’altra storia. 

La campagna di influencer marketing

L’organizzazione di una campagna di influencer marketing è un lavoro parecchio impegnativo che, se non svolto con la professionalità dovuta, rischia sia di causare dei danni al brand che di far perdere budget e molto tempo.

La strategia di comunicazione

Per la buona riuscita di una campagna di influencer marketing è fondamentale che quest’ultima segua una linea di comunicazione coerente con quella principale del brand.

È molto importante creare un calendario editoriale inserendovi le date di pubblicazione, le tipologie di pubblicazione, le bozze degli script sull’argomento, la previsione delle performance e, prima di tutto, la definizione dell’obiettivo target da raggiungere.

Soffermandoci su quest’ultimo punto, ricorda che senza un obiettivo misurabile non sarai mai in grado di capire se ritenere la campagna un successo o un fallimento.

E ora arriva la domanda da 1 milione di euro: Come posso prevederne le performance?

La risposta è semplice: chiedendo agli influencer una reportistica sui dati di campagne simili precedenti e, nel caso in cui non ne avessero mai fatte, domandando loro un report dei dati generici (come visualizzazioni, tasso di interazione dei loro utenti ecc.).

Una volta ottenuti i dati, dovranno essere studiati in modo tale da ottenere una previsione delle potenziali performance (ovviamente si tratta di una previsione indicativa e non certa).

L’immagine dell’azienda o del brand

Ti fideresti mai di una pagina online non gradevole esteticamente, con poche interazioni, una bassa frequenza di pubblicazione, che ti reindirizza ad un sito mal funzionante e con caratteristiche ancora peggiori? Non penso proprio, vero?

È irrealistico pensare che una campagna di influencer marketing sia performante se prima di tutto non curi l’immagine del tuo brand sui social e, più in generale, online.

Influencer. La visibilità

Ricorda che l’influencer compie il suo lavoro una volta che ti ha portato la giusta visibilità. Se poi però la tua immagine aziendale non viene promossa correttamente online, è tutta visibilità sprecata (per non dire deleteria).

Prepara sempre il terreno prima di agire!

La scelta dell’influencer

Come puoi scegliere l’influencer più adatto a te? Non basta ovviamente guardare quante persone visualizzano i suoi contenuti o il suo numero di seguaci. Infatti, il criterio principale per poter scegliere un influencer è la sua nicchia di appartenenza, che deve essere condivisa o per lo meno coerente con la tua.

Ha più senso pubblicizzare un nuovo accessorio per la pesca attraverso un influencer calciatore con 1 milione di follower o un micro-influencer di settore con 30.000 seguaci?

In rapporto al budget speso e al potenziale profitto, sicuramente sarà il micro-influencer di settore la scelta migliore. Nonostante il calciatore parli sicuramente ad un pubblico più vasto, quest’ultimo è anche più generico e difficilmente con interessi specifici inerenti al tuo settore.

Il micro-influencer, d’altra parte, raggiungerà molte meno persone ma presumibilmente molto più interessate all’argomento che tratti!

Inoltre, è più probabile che un seguace di un influencer appartenente ad una nicchia specifica e dettagliata lo ritenga un esperto attendibile nel settore a differenza di un personaggio pubblico più generico. Dal momento che il pubblico da più credibilità ad un esperto e ai prodotti che consiglia piuttosto che ad un semplice e palese messaggio pubblicitario veicolato da un profilo non coerente; puoi dedurre come il micro-influencer di settore possa trasferire al prodotto la sua stessa credibilità.

Una strategia più completa

In definitiva, l’influencer marketing è sicuramente un approccio molto interessante ed efficace per tante realtà, ma solo se implementato correttamente all’interno di una strategia più completa. Diventa inutile e deleterio se invece viene affrontato con un approccio amatoriale, poco professionale e senza una strategia di base.

Ma in quale settore puoi raggiungere dei risultati importanti senza professionalità e pianificazione?

Autore: Massimiliano Sighinolfi, Partner Eurosirif

(Foto di copertina: laura-chouette-IivFrTVUpEw-unsplash)  

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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