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Internet Down, cause ed effetti del blocco mondiale della rete

Nelle scorse ore c’è stato un vero e proprio down delle principali piattaforme social e non solo, che ha causato non pochi problemi in tutti il mondo

Internet down

Nella giornata di ieri si è verificato un vero e proprio internet down in tutto il mondo. A partire dalle 17.30 (ora italiana), infatti, per la durata di 7 ore circa, è stato impossibile accedere alle principali piattaforme social di Mark Zuckerberg. E non solo. Diversi sono i siti sui quali sono state riscontrate delle problematiche e persino alcune compagnie telefoniche hanno riportato dei malfunzionamenti. Pertanto Facebook, Instagram e WhatsApp non erano gli unici a risultare inaccessibili. Stando ad alcune ricerche condotte dagli addetti ai lavori, pare che le cause del blocco planetario non siano collegate ad un semplice crash o sovraccarico della rete, ma di ben altra natura.

Internet Down, cause ed effetti del blocco mondiale della rete
Fonte: Web

Internet down e social banishment

C’è chi li usa per lavoro, chi per mettersi in mostra e chi per comunicare con amici e parenti. Oggi chiunque fa utilizzo della rete, in particolare dei social network. Sin dalla loro invenzione, brevi blackout o crash sono sempre stati all’ordine del giorno, ma non si era mai registrato un blocco di tale portata. 

Alle 19:00 l’account ufficiale di Facebook ha informato gli utenti del problema su Twitter. “Siamo a conoscenza del fatto che al momento alcune persone stanno riscontrando problemi con le nostre app e i nostri prodotti – si legge nel tweet – Stiamo lavorando per riportare le cose alla normalità il prima possibile. Grazie per la vostra pazienza“. E proprio Twitter è stato uno dei protagonisti delle scorse ore. Il diretto competitor di Zuckerberg, difatti, ha registrato il numero più alto di persone connesse nello stesso istante dal giorno della nascita della piattaforma. 

I motivi dietro al down

Secondo quanto si apprende da Repubblica e Il Fatto Quotidiano, sembra che Whatsapp, Instagram e Facebook non fossero presenti sul web. Vale a dire, completamente eliminati. La causa del disagio sarebbe da attribuire ad un cambiamento di configurazione interno all’azienda. Insomma, tutta Internet era impossibilitata a trovarli. Al contempo, vari indirizzi e pagine hanno smesso di funzionare.  

I computer convertono siti web come Facebook.com in indirizzi numerici (IP), attraverso un sistema che un esperto contattato dal New York Times paragona alla rubrica di un telefono. “Il problema interno che si è verificato in Facebook – spiega John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudflareè stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi”. Dunque, è come se improvvisamente fossero stati cancellati i percorsi che consentivano agli utenti di accedere ai server. Per risolvere il problema, Mark e i vertici di Facebook pare abbiano inviato una numerosa squadra di tecnici nei data center di Santa Clara, per resettarli manualmente.

Il team di esperti è stato costretto ad intervenire, perché secondo la reporter Sheera Frenkel, i dipendenti dell’azienda di Mark “non sono stati in grado di entrare negli edifici questa mattina per iniziare a valutare l’entità dell’interruzione perché i loro badge non funzionavano per accedere alle porte. Questo perché tutti i sistemi di accesso agli edifici sono regolati dagli stessi server che sono in down”.

Pericolo hacking e truffe

Sfortunatamente, però, queste non sono le sole cose a cui si è dovuto far fronte. A poche ore dal down, hanno anche iniziato a circolare strane email che promettevano di riattivare gli account disabilitati. Di questo tipo di truffe ne ha parlato anche il Disinformatico: “Non fidatevi di eventuali messaggi o mail che invitano a cliccare da qualche parte per riattivare i vostri account. I truffatori approfitteranno sicuramente del panico causato da questo collasso e invieranno messaggi-esca che porteranno a siti-trappola che somigliano alle schermate di login dei social di Zuckerberg ma sono in realtà delle copie che rubano le password”. A tal proposito, è stata diramata un’allerta per vendita di dati. 

Per fortuna, almeno per ora, sembra che l’allarme sia rientrato. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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