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Jamie Spears propone un TSO per la figlia Britney Spears

Il padre della pop star si è recato in tribunale per chiedere che la figlia Britney venga sottoposta ad un TSO

Jamie Spears

Se nelle scorse settimane Britney Spears sembrava aver vinto qualche battaglia per liberarsi dalla conservatorship del padre, la guerra è ancora aperta. Jamie Spears, infatti, si è recato in tribunale per presentare alcuni documenti relativi alla “fragile” salute mentale della figlia. Stando a quanto riportato dai media americani, inoltre, Jamie avrebbe chiesto per lei l’esecuzione di un TSO. 

Jamie Spears propone un TSO per la figlia Britney Spears
Fonte: Web

Jamie Spears e il tentativo di interdire Britney Spears

Insomma, le cose per la Spears si complicano di giorno in giorno. La strada per estromettere definitivamente il padre dalla sua vita è ancora molto lunga. L’avvocato della performer aveva chiesto al giudice di rimuoverlo dal ruolo di tutore il prima possibile e aveva proposto un’udienza anticipata da settembre ad agosto. Tuttavia, Jamie pare aver giocato d’anticipo. Nella giornata di ieri, difatti, ha depositato in aula una documentazione nella quale dichiara che la co-tutrice Jodi Montgomery, il 9 luglio 2021, lo ha chiamato perché preoccupata per la salute mentale di Britney dopo la sua prima deposizione contro la tutela. «Britney non sta bene – gli avrebbe raccontato Jodi – e non prende correttamente i suoi farmaci. Lei è fuori controllo e non ascolta le raccomandazioni del suo team medico e si rifiuta persino di vedere alcuni dei suoi medici». 

Per di più, secondo suddetta documentazione, l’altra tutrice avrebbe proposto un trattamento psichiatrico obbligatorio (TSO). «Jamie afferma che Jodi Montgomery riteneva giusto procedere con un trattamento psichiatrico 5150 su Britney Spears – si legge su Perez Hilton –  Una procedura fatta per aiutarla a riprendersi e a tornare ad assumere i farmaci. Jodi sostiene che molte delle dichiarazioni fatte da Britney Spears in tribunale a giugno sono false. Jamie dice che questo prova che è ancora “malata di mente” e ha bisogno di ulteriori cure». 

Se tali notizie d’oltreoceano corrispondano o meno a verità, al momento, non ci è dato saperlo. L’unica cosa certa è che per l’interprete di Womanizer si prospetta un periodo ancor più difficile di quel che si temeva. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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