L’esponente di Fratelli d’Italia Filippo Marra interviene sulle polemiche che hanno coinvolto il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue dichiarazioni sul generale Roberto Vannacci. «Chi ha servito l’Italia pagando un prezzo così alto merita rispetto. La divisa è una responsabilità che accompagna per tutta la vita».
Il dibattito politico e mediatico si accende attorno alla figura del tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, rimasto gravemente ferito nel 1993 durante la missione italiana in Somalia. A Mogadiscio, nel corso della battaglia del Pastificio, Paglia riportò ferite gravissime mentre era impegnato nei combattimenti al fianco dei suoi commilitoni, perdendo l’uso delle gambe.
Una storia personale e militare che lo ha reso, negli anni, un simbolo di dedizione alle istituzioni, coraggio e spirito di servizio. Negli ultimi giorni, tuttavia, il suo nome è finito al centro di un acceso confronto, soprattutto sui social, dopo le dure parole pronunciate nei confronti del generale Roberto Vannacci.
Paglia ha infatti contestato pubblicamente alcune posizioni del generale, sostenendo che determinate dichiarazioni possano arrivare a «macchiare l’uniforme» e non siano rappresentative dei valori che, a suo giudizio, dovrebbero caratterizzare le Forze Armate.
Parole che hanno alimentato il confronto politico e provocato numerose reazioni, alcune delle quali particolarmente dure.
Sulla vicenda interviene Filippo Marra, esponente di Fratelli d’Italia, che esprime piena solidarietà a Gianfranco Paglia e invita a riportare il dibattito sul terreno del rispetto delle istituzioni e della storia personale di chi ha servito lo Stato.
Filippo Marra: «Le polemiche contro Paglia sono ingenerose»

Dott. Marra, come giudica le polemiche che hanno coinvolto Gianfranco Paglia?
«Le trovo francamente fuori luogo e, in alcuni casi, profondamente ingenerose. Parliamo di un uomo che ha servito l’Italia con onore, pagando un prezzo altissimo in prima persona. Paglia non è soltanto un militare: è il simbolo concreto di cosa significhi mettere la Patria davanti a sé stessi».
Paglia è stato criticato per le sue posizioni su Vannacci. Come interpreta questo scontro?
«In democrazia il confronto è legittimo, anche duro. Paglia ha espresso un’opinione, forte ma coerente con una visione precisa dell’etica militare. Quando dice che l’uniforme non va “macchiata”, richiama un principio fondamentale: le Forze Armate devono restare un presidio di unità e credibilità, non terreno di divisione politica».
Filippo Marra sulle critiche social: «Servono misura e rispetto»
Una parte significativa delle polemiche si è sviluppata sui social network, dove le dichiarazioni di Paglia hanno generato commenti, reazioni contrapposte e critiche sono state molto dure.
«Purtroppo oggi i social amplificano tutto, spesso senza memoria e senza rispetto. Si dimentica facilmente chi si ha davanti. Qui non stiamo parlando di un commentatore qualsiasi, ma di un uomo che ha rischiato la vita al fianco dei suoi commilitoni. Serve più misura, più rispetto e meno superficialità».
Lei ha parlato spesso del valore della divisa. Cosa significa in questo caso?
«Significa che la divisa non è un abito che si indossa e si toglie. È una responsabilità che ti accompagna per tutta la vita. Anche quando si è in congedo o in pensione, si resta militari nello spirito, nei valori, nel senso del dovere. Paglia incarna esattamente questo: un servitore dello Stato che continua a rappresentare quei principi ogni giorno».
Quindi piena solidarietà a Gianfranco Paglia?
«Assolutamente sì. La mia, e credo quella di molti, è una solidarietà piena e convinta. Non si può accettare che chi ha dato tanto all’Italia venga attaccato con leggerezza o strumentalizzato. Il rispetto per uomini come Paglia dovrebbe essere un punto fermo, al di là delle appartenenze politiche».
In conclusione, cosa insegna questa vicenda?
«Che dovremmo recuperare il senso delle istituzioni e della memoria. Gianfranco Paglia ci ricorda cosa significhi servire lo Stato davvero. E ci ricorda anche che certi valori – onore, disciplina, sacrificio – non sono negoziabili. La divisa, come ho detto, non si toglie mai».
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