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La mission di Isabel Russinova

Abbattere i confini e dar voce alle donne invisibili

 

LA MISSION DI ISABEL RUSSINOVA:

ABBATTERE I CONFINI E DAR VOCE ALLE DONNE INVISIBILI

di Emilio Sturla Furnò

La mission di Isabel Russinova

Arte per riflettere su temi sociali.

È l’impegno quotidiano di Isabel Russinova, attrice, scrittrice, autrice teatrale, sceneggiatrice televisiva e cinematografica, direttore artistico di progetti di successo come il Thematic Exibition on Human Rights (T.E.H.R.).

La kermesse dedicata ai diritti umani è giunta alla sua decima edizione, che, quest’anno, ha proposto la suggestiva mostra dal titolo Le madri dimenticate del terzo millennio, in scena a Roma negli ultimi mesi del 2025 presso la centralissima Galleria La Pigna.

Nata a Sofia da padre istriano e madre bulgara, Isabel Russinova – cresciuta nella città dei suoi nonni paterni, Trieste, alla quale è molto legata e dove torna spesso – è un’artista poliedrica con una missione:

dar voce alle donne, spesso quelle invisibili, attraverso l’arte e la drammaturgia. 

Una mission che si realizza con progetti artistici che realizza assieme al marito, il regista Rodolfo Martinelli Carraresi con il quale ha fondato la società di produzione Ars Millennia Production.

Recentemente inserita tra le Marianne d’Italia per l’impegno rivolto al sostegno di principi etici ed alla divulgazione di tematiche volte al mondo femminile ed alle pari opportunità, Russinova torna in scena a marzo alla Galleria Bulgaria di Roma con una nuova esposizione, Il coraggio delle donne.

Isabel Russinova, tra le 80 Marianne d’Italia. Si reputa una “rivoluzionaria”?

Se per “rivoluzionario” si intende chi usa, alimenta o partecipa al disordine e alla violenza per arrivare ad un cambiamento, non mi riconosco certo

Io credo nella forza della parola, del dialogo, delle idee e della diplomazia

La mission di Isabel Russinova

Ma se si intende come rivoluzionario chi sostiene le proprie opinioni con l’intento di innovare e stimolare riflessioni per l’emancipazione, per promuovere la libertà per il bene comune allora si

Potrei sentirmi una rivoluzionaria, in fondo la mia vita si è svolta fino ad ora all’insegna dell’autonomia, dell’indipendenza, della curiosità, della ricerca continua di conoscenza

E voglio dire che sono stata felice quando Paola Severini,  ideatrice e curatrice del progetto Marianne d’Italia mi ha comunicato di aver pensato a me come una delle Marianne d’ Italia

Quelle donne cioè che hanno  voluto, nei campi diversi in cui hanno costruito la propria vita, indirizzarla ai principi etici in cui credono, sostenendo il bene del prossimo.

Infatti, la Marianna – nata come immagine allegorica durante la Rivoluzione Francese – incarna il simbolo universale di libertà, uguaglianza e fraternità.

Libertà, uguaglianza e fratellanza. Valori che lei riesce a far emergere sempre nelle sue scelte teatrali e cine-televisive.

Quali sono i punti di partenza, le ispirazioni da cui parte per suoi progetti artistici?

Il mio impegno è volto a raccontare, attraverso le arti, la storia e le storie di  personaggi che con la loro personalità fatta di intelligenza, coraggio, talento, hanno, in qualche modo costruito percorsi importanti per l’umanità

In particolare  sono interessata a raccontare il femminile, quello ora dimenticato, poco conosciuto o trascurato dalla storia

E lo faccio scrivendo e mettendo in scena testi per il teatro, sceneggiature per il cinema, ideando rassegne, come il mio Festival sui diritti umani TEHR, giunto alla decima edizione

O disegnando.

La mission di Isabel Russinova

E’ da poco andata in scena la mia mostra personale Le madri dimenticate del III millennio, presso la Galleria La Pigna a Roma, o scrivendo libri, come il mio ultimo libro Virinoj Angeloj Leoninoj, antologia di figure di donne sempre per Armando Curcio editore.

Le mie ispirazioni sono il valore e l’intensità di persone che hanno dedicato la loro vita per gli altri, per lasciare qualcosa che possa essere utile al prossimo

E lo hanno fatto attraverso il loro talento di artista o la genialità di scienziato o  di mistico o di eroe o più semplicemente con la loro umanità.

Cosa la colpisce delle storie delle donne che sceglie per essere raccontate al pubblico?

Le loro scelte, la capacità di guardare al prossimo e a se stessi senza limiti, quel pensiero libero e la volontà di ascolto così importante che rende l’uomo migliore

E che dobbiamo lottare perché sia sempre obiettivo, guardando soprattutto ai giovani che sono il futuro e la sopravvivenza dell’uomo.

È sempre più necessario non perdere la memoria del nostro passato. Quali sono i rischi di dimenticare?

La nostra memoria è un grande bene che dobbiamo difendere ad ogni costo scavando nella storia per far riaffiorare ciò che rischia di essere dimenticato, anche rileggendo quello che i vincitori hanno cancellano dei vinti. 

La nostra storia, la nostra memoria sono l’unica bussola per futuro, per non perderci, per non ripetere gli errori del passato, per essere consapevoli della storia di questo nostro meraviglioso pianeta che lotta tra il bene e il male e che purtroppo l’uomo spesso maltratta. 

Nel suo lavoro di attrice e drammaturga lei torna spesso a proporre storie del mondo balcanico. Perché questa scelta?

Sicuramente deriva dal desiderio di scavare e approfondire il mondo che mi appartiene per nascita

Io vengo da est, mamma bulgara, nonna con origini greco/turche, padre istriano di antica famiglia mitteleuropea così, naturalmente sono curiosa ed attratta da storie di quei popoli

Premettendo però che noi, tutti uomini del pianeta terra, siamo  un solo popolo nonostante le nostre infinite diversità

Un popolo da sempre in cammino e la storia ricchezza rientra proprio in questo continuo movimento che ci ha permesso di conoscere e mescolare tante tradizioni, lingue, religioni, aprendo la capacità della nostra intelligenza proprio attraverso la conoscenza di più mondi.

L’uomo deve continuamente costruire ponti ed alimentare la propria conoscenza e curiosità, chiudersi non fa altro che atrofizzarcele nostre potenzialità

Ma la parte buia dell’uomo, per egoismo, pigrizia, avidità di ricchezza materiale continua a fare le guerre, a rubare, a truffare ad offendere il prossimo

E’ la nostra condanna e l’unica arma per difenderci è la cultura, per questo viene da sempre osteggiata dai potenti guerrafondai. 

In che modo possiamo essere realmente liberi?

La libertà risiede dentro di noi, nasce dal rispetto verso il prossimo e verso noi stessi, si alimenta con la curiosità di conoscenza che ci permette di riconoscere bellezza e spiritualità, che sono gli strumenti necessari per il nostro benessere interiore, è quello che ci fa sentire liberi.

Per le donne risulta ancora più difficile essere libere?

La donna deve ancora combattere le sue battaglie per la propria emancipazione, troppi luoghi della terra la vede oppressa, emarginata, perseguitata, offesa.

In occidente dal secolo scorso la donna ha fatto passi molto importanti

Ma deve stare attenta perché ciò che ha ottenuto non è scontatamente per sempre, se dovessero cambiare alcuni equilibri l’emancipazione della donna potrebbe tornare indietro

E’ già successo, la storia lo racconta.

Anche in questo caso è la cultura, la formazione, la scuola ad avere un ruolo determinante, è li che si forma la mentalità che costruisce il nostro futuro.

Alla sua figura artistico-professionale Le è stato spesso riconosciuto il ruolo di “attivista”. Qual è il segreto per far riflettere lo spettatore?

Per esempio raccontando storie capaci di valorizzare l’umanità dei protagonisti, noi siamo sempre gli stessi, passano gli anni, i secoli, ma siamo sempre noi, con le nostre fragilità, sensibilità

Capaci di amare, odiare, sacrificare, angeli o demoni 

E se, raccontando una storia o un personaggio riesci taccare il cuore di chi ascolta una musica, di  chi  legge un libro, di chi  segue un film o una pièce o osserva i particolari di quadro, avrai  ottenuto la sua attenzione che l’ avrà portato a riflettere a pensare e sarà più ricco di una sapere.

Non è sola nel suo lavoro, ma ha al suo fianco suo marito, regista e giornalista di successo.

Quali sono i punti in comune che permettono di realizzare le vostre idee? E quali gli ostacoli di condividere vita e lavoro?

Con Rodolfo abbiamo costruito una vita insieme, trentaquattro anni di convivenza, due figli meravigliosi con i quali siamo riusciti a creare una bella intesa, tanti progetti di vita affrontati insieme

Possiamo raccontare tanti momenti belli ma anche momenti difficili e anche dolorosi, come nelle vite di tutti, dai quali siamo sempre usciti insieme.

https://thedailycases.com/marianne-ditalia-il-coraggio-delle-donne-intervista-ad-isabel-russinova/

Fondamentalmente la nostra intesa è sempre stata salda perché c’è un grande rispetto e stima tra noi, ci amiamo, ma soprattutto ci rispettiamo e stimiamo

Per questo, davvero non ricordo un litigio ma solo confronti, scambio di vedute, ma senza mai mettere la propria ragione sopra quella dell’altro, ma trovando sempre una strada di dialogo e costruzione.

Tra i suoi tanti progetti, ne ha qualcuno che ricorda particolarmente e che Le ha dato più soddisfazione realizzare?

Ho amato tutti i personaggi e le storie che ho scritto frutto di  ricerca storica, di riflessioni in cui nasce sempre una sorta di transfert con il personaggio, che a volte ti porta anche al  tormento nel cercare di essere il più possibile dentro la verità

Un tormento che continua quando capita di portarlo anche in scena

Non è possibile, quindi non amarli tutti; se dovessi però proprio scegliere forse direi Olympe de Gouges, attrice, drammaturga, donna di grande intelligenza e coraggio che seppe amare, inventare, rischiare, che fu madre, amante, rivoluzionaria

Si batte per i diritti alle donne, la liberazione degli schivi e, con determinazione abbracciò la rivoluzione di Robespierre

Ma sentendosi tradita perché nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino non aveva menzionato la donna

Allora lei non esitò a contrastarlo e scrisse La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina e per questo fu condannata a morte, dalla stessa rivoluzione e dagli stessi uomini che aveva sostenuto.

Quali sono i nuovi progetti per il 2026?

Continueranno le presentazioni ai Festival e gli eventi dedicati al docufilm Eva degli Iris, con protagonista Eva Mameli Calvino, scienziata internazionale, prima botanica italiana, ornitologa

Madre, tra l’altro, di Italo Calvino, donna di grande valore e spessore umano; ecco un’altra figura che ho amato scrivere ed interpretare.

In teatro sarò ancora in scena con Duse, come vento soffiato dal mare mi racconto, il mio testo che anima la Duse, considerata la più grande attrice del novecento

Donna con temperamento e personalità davvero speciali che ho cercato di proporre sottolineando gli aspetti meno conosciuti, quelli legati al suo impegno di attivista per i diritti della donna

Ma anche di manager, di attrice rivoluzionaria e coraggiosa nel valorizzare la drammaturgia contemporanea e autori allora considerati scomodi, come Ibsem, Dumas e di  imporre il teatro verità, che cambierà il modello di recitazione.

Poi, si ci sono molti progetti in cammino ma su quelli è meglio, per scaramanzia, tenere ancora il top secret.

 

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Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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