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La stanza delle farfalle (2012) | Cinema Sommerso

The Butterfly Room – La stanza delle farfalle, Jonathan Zarantonello, 2012

La stanza delle farfalle

La stanza delle farfalle. Ann (Barbara Steele) è una signora dell’alta borghesia che ama collezionare farfalle. È così esperta e appassionata da aver imparato i segreti della talassemia al punto di riuscire a conservare in formaldeide una vasta collezione di farfalle variopinte.

La stanza delle farfalle (2012) | Cinema Sommerso
La stanza delle farfalle – Locandina

Nel palazzo in cui abita, fa amicizia con la figlia della sua vicina di casa, Julie (Ellery Sprayberry) una ragazzina molto gentile che le ricorda in qualche modo Alice (Julia Putnam) un’altra fanciulla che Ann aveva conosciuto diverso tempo prima durante una visita in un centro commerciale.

La ragazzina è molto affezionata all’anziana signora e passa spesso del tempo con lei. La signora, però, nasconde diversi segreti. Sua figlia Dorothy (Heather Langenkamp), ad esempio, ha deciso di rompere totalmente i rapporti con lei a causa del complicato rapporto con quest’ultima.

La storia si intreccia sempre di più quando la mamma di Julie, Claudia (Erica Leerhsen) decide di partire per il fine settimana insieme al suo capo nonché amante. Da quel momento la vita di Julie e di Ann avrà risvolti alquanto disastrosi e fuori dal normale.

La stanza delle farfalle – Thriller al cardiopalma

La stanza delle farfalle è un thriller eccezionale, al cardiopalma e terrà lo spettatore attaccato alla poltrona per un’ora e mezza di pura suspense. I colpi di scena si sprecano in questa pellicola d’annata che merita un posto d’onore e che passò in sordina quando uscì nelle sale nel 2012.

Il microcosmo descritto dal regista è visto attraverso una serie di flashback nei quali la protagonista, affabile e gentile all’apparenza, mostra un lato di sé sinistro e terribilmente raccapricciante.

La bravura del regista, sceneggiatore e produttore di questo capolavoro dell’ultimo decennio sta nel far credere allo spettatore che i comportamenti bizzarri della protagonista siano dettati da un forte senso materno.

Un cast d’eccezione e talento

Barbara Steele è un’attrice veterana (La maschera del Demonio, Mario Bava, 1960), algida, mora e dallo sguardo impenetrabile: la sua performance strabiliante, rende la pellicola di Zarantonello una vera e propria gemma del cinema thriller con venature e zampilli orrorifici.

La stanza delle farfalle (2012) | Cinema Sommerso

I comportamenti ben studiati della Steele sembrano quelli di una pantera nera dentro la giungla. Spaventosa più che mai, fulmina con lo sguardo i vicini di casa, gli operai che stanno facendo dei lavori di ristrutturazione al palazzo e persino la madre della piccola Julie.

La donna è in grado di mettere soggezione a chiunque alterando i suoi tratti somatici ed espressivi in base alla situazione nella quale si trova. I sorrisi palesemente finti e gentili, celano in realtà una becera megera completamente fuori di testa e fuori controllo.

Ray Wise (I segreti di Twin Peaks, David Lynch, 1990), nel ruolo del tuttofare Nick da sempre ricordato per i suoi ruoli da cattivo, si ritrova suo malgrado a dover affrontare un personaggio salvifico sebbene la sua interpretazione sia alquanto sottotono.

La sceneggiatura del film (scritta insieme a Paolo Guerrieri e Luigi Sardiello) è tratta dal racconto breve Alice dalle 4 alle 5 del regista e già utilizzata per il cortometraggio omonimo presentato all’International Film Festival nel 2000 e con la grande Piera Degli Esposti come protagonista.

Jonathan Zarantonello, regista vicentino, è stato in grado di riunione un cast di attori d’altri tempi per ricreare un film unico nel suo genere. Grazie a questo film, Zarantonello ha fatto incetta di premi, tra i quali ricordiamo il Nocturno Nuove Visioni Award al Trieste Science+Fiction Festival nel 2012 e il premio come miglior film al Cinestrange Film Festival di Dresda sempre nello stesso anno.

La stanza delle farfalle (2012) | Cinema Sommerso

Quando vidi per la prima volta “La stanza delle farfalle”, ne rimasi così affascinato e colpito al punto di considerarlo (e ancora oggi lo ritengo) un vero e proprio capolavoro assoluto che non smetterà mai di stupirvi.

Molto interessante è anche il ruolo interpretato dalla Langenkamp nel film. Nella parte di Dorothy, l’attrice compare in una veste insolita, quella della figlia che affronta la madre ‘orco’ per poi divenire lei stessa, in qualche modo, un mostro.

La Langenkamp viene ricordata anche per il ruolo di Nancy nella saga di Nightmare on Elm Street (Wes Craven, 1984). Qui anche lei in un ruolo ‘minore’ ma di valore proprio perché il rapporto malsano di madre-figlia si snoda per tutta la durata del film come un leitmotiv di sottofondo che entrerà di soppiatto nelle viscere degli spettatori.

Kids Should Never Grow Up…I bambini non dovrebbero mai crescere”.

Provate anche voi ad entrare in quella stanza. Sarete in grado poi di uscirne?

Buona visione.

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