L’universo di Antonioni in mostra
Mi sono sempre preoccupato di dare, attraverso un particolare impegno figurativo, una maggiore suggestione all’immagine
Per far sì che un’immagine composta in un determinato modo, aiutasse me a dire quello che volevo dire con quell’inquadratura
E aiutasse lo stesso personaggio a esprimere quello che doveva esprimere
Sono le parole di Michelangelo Antonioni tratte dall’articolo La malattia dei sentimenti pubblicato nel 1961 sulla rivista Bianco e Nero.
E’ già una dichiarazione di intenti, di poetica.
Il cinema di Antonioni pone al centro il mondo interiore dei personaggi raccontato con meno parole possibili, anzi fa a meno delle parole.
la parola si dissolve, rientra nel tutto unico dell’inquadratura o della sequenza (Guido Fink)
E’ una gioia sapere che da oggi esiste un luogo dove poter scoprire, conoscere, ammirare questo grande artista che è considerato uno dei padri della cinematografia moderna.
Alla città di Ferrara lo stesso regista e sua moglie Enrica Fico avevano affidato un patrimonio di 47.000 unità comprendente pellicole, appunti, sceneggiature originali
Ma anche fotografie, manifesti, premi, disegni e dipinti di Antonioni, lettere e altro prezioso materiale.
Un patrimonio culturale immenso che trova finalmente e concretamente la sua destinazione grazie al progetto ideato da Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque française su input di Vittorio Sgarbi e in collaborazione con Enrica Fico.
I locali dell’ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari sono stati completamente ridisegnati dal prestigioso studio internazionale Alvisi Kirimoto
Hanno creato un percorso espositivo senza interruzioni in sintonia con i celebrati piani sequenza di Antonioni.
Dalle origini alla maturità artistica, raggiunta con la trilogia L’Avventura, La notte, L’ eclisse a cui si dovrebbe aggiungere anche Deserto Rosso, tutti con l’indimenticabile Monica Vitti.
Poi la parentesi internazionale con film come Blow up, Zabriskie Point e Professione: reporter . Non si poteva tralasciare la produzione pittorica del regista con i paesaggi delle Montagne incantate.
La visita si conclude poi con un vasto ambiente polifunzionale per approfondire alcuni aspetti significativi del cinema di Antonioni attraverso rassegne cinematografiche, seminari, eventi e mostre.
Sarà un viaggio bello ed emozionante all’interno dell’ universo complesso e profondo di un uomo, un artista che ha indagato con sguardo lucido i sentimenti e l’animo umano.
Il progetto ha l’autorevole sostegno di comitato d’onore a cui hanno aderito Gian Luca Farinelli, Thierry Frémaux, Wim Wenders, Alfonso Cuarón, Jonas Carpignano, Walter Salles
Irène Jacob, Sophie Marceau, Giorgio Tinazzi, oltre a Enrica Fico, Dominique Païni e Vittorio Sgarbi.
Spazio Antonioni Corso Porta Mare 5 44121 Ferrara
a cura di Anna Maria Di Francesco

