MaMo a New York; tra arte e visione, cultura e solidarietà!

Smalti, oli, colori a cera, resine, gessetti, carboncini, acrilici, tavole rinforzate, tubetti alla Armani dopo Westminster e gli Spring Studios, le straordinarie opere di Massimiliano Donnari in arte MaMo hanno ammalino anche la Grande Mela.
Non c’è freno per il cinquantenne nato imprenditore e divenuto artista eclettico e visionario
E’ riconosciuto e apprezzato grazie ai suoi lavori che stanno conquistando il plauso di esperti, scrittori, appassionati e persino di una gremita platea dello star system.

Direttamente dal suo Hangar, sito nella splendida città di Perugia, ci racconta l’ultima appassionante esperienza nella vibrante e cosmopolita NY, volano e caposaldo della pittura contemporanea.
Dal 25 al 29 marzo 2025 ho avuto l’onore di portare la mia arte nel cuore pulsante di New York, in un tour ricco di incontri, scambi e successi.
La missione è iniziata con un evento speciale organizzato dal Rotary Club Brooklyn Bridge:
un confronto stimolante tra i Rotary italiani e americani, dove ho presentato le mie opere e donato per beneficenza la litografia Rotary Queen, creata appositamente per sostenere la campagna End Polio Now.
È stato un gesto simbolico ma profondamente sentito, in segno di gratitudine per l’invito e per la causa.
Il giorno successivo, la scena si è spostata alla prestigiosa G Gallery di New York
Qui ho avuto il privilegio di esporre le mie opere sia in formato reale che digitale davanti a un pubblico di galleristi, esperti e appassionati d’arte.
Un’occasione intensa e stimolante per dialogare con professionisti del settore e condividere la mia visione creativa.

Un altro momento importante è stato l’incontro presso la Scuola d’Italia
In questa sede ho presentato il mio percorso artistico e sono stato intervistato da una giornalista del giornale il Newyorkese, approfondendo le tappe salienti della mia carriera.
Incontri mirati con figure chiave della scena newyorkese hanno completato questa fase, rafforzando la mia rete internazionale.
Il 28 marzo ha segnato il momento clou:
il gala di beneficenza della Scuola d’Italia presso l’iconico Cipriani, sulla 42ª strada, un vero tempio dell’eccellenza newyorkese.
Un evento straordinario, impeccabile nell’organizzazione e nella partecipazione, con oltre 450 ospiti tra esponenti dell’alta società, imprenditori e personalità di spicco.
La serata ha visto la presenza del Console Generale d’Italia, Fabrizio Di Michele, una delegazione di Armani, e numerosi altri imprenditori e personaggi di grande successo del panorama italo-americano.
Insieme al direttore Michael Cascianelli e al prof. Cavaliere Paolo Taticchi abbiamo vissuto una serata di grande eleganza e solidarietà.
Durante l’asta di beneficenza, ho avuto il piacere e l’onore di donare la mia opera Abraham Lincoln
Ha suscitato grande interesse e una vivace competizione tra i presenti, venendo battuta per 5.500 dollari.
Un risultato che mi ha profondamente emozionato e che rappresenta uno dei traguardi più significativi di questo viaggio.
Curiosa e affascinante coincidenza: questo straordinario tour newyorkese è stato concepito e gestito da tre perugini, tre umbri
Quasi per destino, hanno portato un pezzo di Umbria nel cuore di Manhattan, rendendo questa avventura ancora più speciale e carica di orgoglio identitario.
Il percorso si è concluso con un nuovo evento alla G Gallery, dove abbiamo presentato un progetto innovativo legato alla Fashion Queen, una mia opera del 2017.
Questo lavoro si sceglie come primo manifesto per sensibilizzare sulla sostenibilità attraverso gli NFT, proprio per la sua carica simbolica e provocatoria:
una regina Elisabetta vestita come Chiara Ferragni.
L’opera nasce da una riflessione pungente sulla comunicazione moderna:
oggi ha più impatto un messaggio della regina Elisabetta, che rappresenta millenni di storia e istituzioni?
Oppure un post di Chiara Ferragni che dura 24 ore e poi svanisce?
Un interrogativo che ha colpito per la sua attualità e che ha trovato eco anche a livello nazionale grazie all’approfondimento di Marco Camisari Calzolari su Striscia la Notizia
L’esperto del programma di Mediaset ha messo in evidenza la forza di questo progetto nel coniugare arte, sostenibilità e nuove tecnologie.
Un’esperienza intensa e arricchente, che ha confermato la mia visione:
l’arte deve oggi sapersi fare ponte tra estetica, etica e innovazione, per lasciare un segno concreto e duraturo.
https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/le-opere-di-mamo-donnari-0e3efb65


