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Marco Bellavia: dal bullismo degli inquilini di Cinecittà all’abbandono del GfVip

La depressione, un nemico per molti inesistente e in virtù del quale, per gli stessi, siamo noi la causa dei nostri mali

Marco Bellavia

“Ma tu perché si’ Vip?” si domanderebbe dall’alto della sua stazza Maurizio Sorge, quell’omone di quasi due metri che fa il paparazzo per professione, mentre osserva, dall’altro lato della sua macchina fotografica, alcuni dei concorrenti di questa nuova edizione del Grande Fratello Vip. Quello che mi chiedo io, invece, dopo aver letto la nota su Twitter del padre di tutti i reality in merito all’abbandono di Marco Bellavia, e dopo aver osservato il comportamento osceno di quasi tutti gli inquilini della casa più spiata d’Italia, senza che nessuno mettesse fine a quei commenti inopportuni e a quelle azioni schifose volte a denigrare il prossimo che mi fanno soltanto accapponare la pelle, è: Ma voi che persone siete?!

Se da un lato, lo sdegno potrebbe scagliarsi contro quel branco di lupi da “(tele)camera”, dall’altro, il mio dissenso va contro chi, con nonchalance, non soltanto li sceglie come protagonisti di uno show televisivo alla portata di chiunque, ma permette addirittura loro di essere dei pessimi esempi che andrebbero seguiti assolutamente, fosse anche solo per quello che rappresentano a livello umano, ossia il nulla sottratto al niente, e che per molti versi andrebbero perseguitati e allontanati da un qualsivoglia tipo di schermo! Io li metterei davanti ad uno specchio, così, giusto per mostrargli quanto ancora debbano imparare e quanto misera sia in realtà la loro essenza. 

Il malessere di Marco Bellavia, l’impudenza dei suoi compagni di gioco e l’apparente indifferenza della macchina del GfVip

Marco Bellavia, a dispetto di ogni cosa, sorride ed è educato. Molti lo fanno e in tanti lo sono. Specialmente gli invisibili, coloro che per certa gente sono da deridere, da evitare, da escludere, da non tenere in considerazione. Sorridono gli invisibili, direbbe qualcuno. Ma è proprio dietro a quei sorrisi che si nasconde un grande male altrettanto invisibile, quella condizione di melancolia interiore che non può essere spiegata a gesti o a parole, ma che andrebbe semplicemente ascoltata, e perché no, magari persino provata per poterla comprendere fino in fondo.

Marco ha sofferto in passato di depressione e forse ne soffre ancora. Purtroppo, però, da troppi ignoranti quest’ultima non è considerata neanche una malattia. Anzi, al contrario, viene vista come un “nemico immaginario”, in virtù del quale saremmo noi stessi la causa delle nostre sciagure. O perlomeno, considerate le loro indelicatissime esternazioni, è quel che penserebbero quei vipponi, sebbene “pipponi” suonerebbe più appropriato, che al momento si stanno godendo qualche giorno di immeritata popolarità tra le mura di Cinecittà, 

“È colpa tua se sei depresso”, affermano. “La colpa è tua se non riesci a stare in mezzo agli altri”. “È colpa tua se all’improvviso la tua mente è assalita da infinite problematiche e insicurezze che non fanno che rendere doloroso e insopportabilmente negativo ogni singolo istante”. E ancora, “è colpa tua se chi ti sta di fronte non riesce a capirti, in fondo non riesci a farlo nemmeno tu”. “È colpa tua se non riesci a trovare il sole dentro e fuori di te”. Certo, dal momento che non è osservabile o percepibile ad occhio nudo, non è una macchia di inchiostro su un bel vestito firmato o la sbavatura di un make-up miracoloso in grado di trasformare i più temibili mostri nelle più desiderabili delle principesse, allora non esiste. Eppure, miete continuamente vittime, alla stregua di una qualunque altra pandemia.

E così, capita che per quella “colpa” inesistente c’è chi mette fine alla propria vita. È successo ieri, accade oggi e, finché continueremo a far finta che la colpa sia degli altri, succederà anche domani. Sempre. Marco è solamente uno degli infiniti esempi che si potrebbero fare e spero vivamente che continui a splendere altrove. Se lo merita. Un po’ come Manuel Vallicella che, a causa dell’indifferenza di troppi, ora non c’è più. Alla fine, non si è “belli” unicamente sotto i riflettori, ma gente priva di empatia, umanità e solidarietà non è in grado di comprenderlo. E chissà, forse non lo sarà mai.

Penso al tuttologo sempre pronto a mettere bocca su ogni cosa senza sapere nulla Giovanni Ciacci. Alla “presunta” psicologa Francesca Antonaci, meglio nota con il soprannome di Gegia, che rischierebbe di essere radiata dall’albo per le sue irripetibili affermazioni su Marco. Penso alla sposa eternamente innamorata e puntualmente single Pamela Prati. Alla classica figlia di papà che non si è guadagnata nulla di quello che possiede Ginevra Lamborghini. A quella che doveva essere il riscatto per chiunque venga emarginato, ma che si è rivelata essere tutto ciò che critica, Elenoire Ferruzzi. In altre parole, a tutte quelle menti eccelse che infestano la casa più spiata d’Italia e si arrogano il diritto di sentenziare con leggerezza sulle problematiche altrui. Penso a quanto debbano essere tristi e vuote le loro vite per non accorgersi di quello che esiste oltre quell’ego smisurato. 

Mi auguro che il Grande Fratello si assuma la responsabilità di ciò che è accaduto e che non si renda complice di questo scempio televisivo. La produzione dovrebbe sostituire l’intero cast con persone nuove, che abbiamo davvero qualcosa di sensato e bello da raccontare, incluso Marco Bellavia, e che non siano capaci soltanto di riempirsi la bocca di sterili paroloni. Perché, diciamocelo chiaramente, non si sacrifica la dignità in nome dell’audience!!! 

Simone Di Matteo

Scritto da Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo.

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