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Mario Draghi chiude le porte a tutti i partiti

L’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana ha escluso una sua discesa in campo politico al termine del mandato.

Mario Draghi

Il governo targato Mario Draghi ha compiuto un anno di vita lo scorso 13 febbraio 2022. Si tratta del 60° esecutivo della Repubblica Italiana ed il terzo della XVIII legislatura, definito per le sue caratteristiche un “esecutivo di unità nazionale”, raccogliendo una ampia maggioranza dalle sinistre fino alla Lega di Matteo Salvini. Il suo Governo nasce con due obiettivi principali: il superamento della pandemia e il riavvio della ripartenza del Paese. In molti, però, vorrebbero una discesa in campo politico alla fine del mandato. Cosa che, stando alle sue parole, non accadrà. 

Il futuro lavorativo di Mario Draghi

Pochi mesi fa, a dicembre, Mario Draghi si era definito come “un nonno al servizio delle Istituzioni”. E di recente, la conferenza stampa sulla riforma del CSM, ha assicurato che il suo esecutivo andrà avanti fino alla fine della legislatura. In più, ha escluso la possibilità di diventare il federatore di un centro politico o fazione partitica. A tal proposito è diventata “virale” la sua rivelazione rivolta alle forze politiche fatta in quell’occasione:

Ho visto che tanti politici mi candidano a tanti posti in giro per il mondo, ma vorrei rassicurarli, che se decidessi di lavorare un lavoro me lo trovo da solo”.

Così ha di fatto replicato in modo molto netto ai tanti “corteggiamenti” arrivati in questi giorni dalle varie forze politiche.

La sua posizione prima dell’elezione del Presidente della Repubblica e il cambio attuale di opinione

Diversa è stata la sua posizione prima della elezione del Capo dello Stato. Qualche settimana fa, infatti, non escludeva la sua candidatura al Quirinale. Tuttavia, ciò non è avvenuto a causa dei veti dei partiti, che hanno preferito l’immobilismo con la rielezione di Sergio Mattarella.

Al contrario, oggi Draghi si dichiara non più disponibile per qualsiasi futuro le forze politiche abbiano in mente per lui. Anzi, vuole concentrarsi esclusivamente sul suo mandato di Governo, per proseguire ed affrontare importanti sfide per l’Italia.

I problemi attuali dell’Italia che Draghi vuole risolvere

D’estrema attualità il problema del “caro energia”, che se non arginato in tempo, avrà gravi conseguenze per imprese e cittadini. Numerose aziende hanno deciso ormai di non evadere commesse già acquisite, a causa dei costi energetici, in quanto non ne ricaverebbero alcun profitto ma solo perdite.

Altro tema importante è quello dell’inflazione. Il dato in costante crescita, difatti, sta aggredendo il potere d’acquisto e il tenore di vita degli italiani e potrebbe penalizzare la competitività delle imprese. Ricordiamo, a questo proposito, che il Pnrr è un piano d’investimento che ha il fine di contrastare ed in parte risolvere le gravi conseguenze pandemiche.

I progetti da attuare

Già nel suo primo anno di governo Mario Draghi definiva i progetti, infrastrutturali e non, finanziati con il Recovery Plan Europeo, oltre 220 miliardi di Euro complessivi messi a disposizione dell’Unione Europea, che l’Italia potrà spendere solamente sulla base di progetti ben definiti nell’ambito del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Queste sfide importanti vengono affrontate da “Supermario” con grande energia e estrema competenza.

Basti pensare che affida subito nel marzo 2021 al Generale Figliuolo il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza Covid19 per portare a compimento la campagna vaccinale, ottenendo risultati eccellenti. E continua poi coinvolgendo le strutture governative ,a partire dai ministeri fino alle realtà locali per mettere a punto un complicato lavoro di messa a punto di progetti di opere pubbliche, di 45 da definire tassativamente entro giugno.

Agli occhi dell’ Europa e del mondo, Draghi è l’uomo dal “quale non si può prescindere” (“the lender of last resort”). La sua presenza ai vertici dello Stato è stato ed è un elemento di stabilità e garanzia per i mercati e per l’ immagine italiana, e il fatto che sia rimasto a Palazzo Chigi è una soluzione che alla fine accontenta tutti.

Ad un anno di distanza possiamo dire senza ombra di dubbio che siamo stati estremamente fortunati ad avere al vertice un’eccellenza come Draghi, arrivata al Governo, in uno dei momenti più cupi e drammatici della ns. storia politica e sociale.

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