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Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Da sassofonista a imprenditore globale dell’enetertainment

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Da sassofonista a imprenditore globale dell’entertainment: la parabola di Mr Berin è una di quelle storie in cui passione e visione strategica si fondono fino a creare un modello di business unico.

Nato artisticamente in Germania, dove si specializza in musica classica, Berin trascorre i suoi primi anni calcando i palchi non come organizzatore, ma come musicista.

«Ho iniziato come sassofonista – racconta – fino ai 27-28 anni.

https://www.newmediaeuropeanpress.eu/2025/08/03/maxim-berin-e-il-big-art-festival-illuminano-lestate-italiana/

Quella è stata la mia prima specializzazione. Poi sentivo che avevo bisogno di qualcosa di più».

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Quel “qualcosa di più” arriva dall’incontro con il mondo del management culturale e dall’influenza del padre, celebre conduttore con cui viaggia per il mondo e scopre i retroscena dell’industria artistica.

«Vivendo la vita artistica dall’interno – spiega – ho compreso come funzionava il meccanismo e ho capito che quella sarebbe stata la mia strada».

Nascono così i primi festival musicali, inizialmente dedicati alla classica

E anche una rete di contatti che col tempo si amplia fino a includere jazz, pop e rock, con collaborazioni che spaziano da Carreras a Kissin, fino a grandi star come Will Smith e Andrea Bocelli.

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Il passo decisivo è la fondazione della Berin Iglesias Holding, oggi con sede a Monaco di Baviera e filiali in tutto il mondo.

L’azienda organizza oltre 200 eventi all’anno e ha dato vita al Big Art Festival, un format che trasforma location iconiche – dalle ville private alle piazze storiche – in palcoscenici esclusivi.

«Ci piace considerarci la Rolls Royce dell’industria degli eventi» afferma Berin, e i numeri sembrano confermarlo:

i Big Art si svolgono ogni anno in 12-14 luoghi unici, da Dubai a Forte dei Marmi, sempre con l’obiettivo di unire lusso, cultura e intrattenimento di alto profilo.

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italianaIl successo, per Berin, non è mai frutto di improvvisazione ma di serietà e attenzione al dettaglio: dall’esperienza gourmet curata da chef stellati alla selezione di artisti capaci di stupire pubblici diversi, fino all’ambientazione di gala e al dress code raffinato.

Non a caso, molti eventi della Holding diventano veri e propri happening internazionali, capaci di attrarre ospiti da tutto il mondo e di generare quell’effetto “una volta nella vita” che li rende memorabili.

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Anche le sfide più recenti, come la pandemia, sono diventate un’opportunità per ripensare i format e alzare ulteriormente l’asticella.

Dopo due anni e mezzo di stop forzato, la voglia di vivere emozioni autentiche ha alimentato un boom nel settore, portando la Holding a consolidarsi in mercati chiave come Dubai e a pianificare espansioni in Asia e Medio Oriente, da Singapore al Qatar.

Ma per Berin, al centro di tutto resta sempre la squadra:

«Da solo non potrei fare niente di tutto questo. A volte ho delle idee, ma senza il supporto delle persone fidate attorno a me non potrebbero mai realizzarsi certe serate uniche».

Una filosofia che spiega come dietro l’immagine patinata degli eventi ci sia un lavoro quotidiano fatto di relazioni, logistica e creatività condivisa.

Maxim Berin e il Big Art Festival illuminano l’estate italiana

Oggi la sua ambizione guarda lontano: far crescere il Big Art Festival come marchio globale e portare l’eccellenza del “modello Berin Iglesias” in nuovi mercati.

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Perché, come ama ripetere, «chi si ferma è perduto e i nostri sogni sono sempre e solo all’inizio».

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Francesca Lovatelli Caetani

Scritto da Francesca Lovatelli Caetani

L'autore non ha ancora aggiornato la sua biografia.

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