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MiFID 2: le linee guida ESMA e la funzione di compliance

Tutelare gli investitori con severità o dare più spazio agli intermediari?

MiFID 2

La direttiva MiFID -Markets in Financial Instruments Directive- ha disciplinato dal 2007 al 2017 i mercati finanziari dell’Unione europea. Dal 2018 è entrata in vigore in tutta l’Unione la nuova direttiva MiFID 2. Ma la materia è in continua evoluzione.

MiFID 2

Nel giugno 2020 l’ESMA -European Securities and Markets Authority– ha pubblicato le nuove linee guida su alcuni aspetti dei requisiti della funzione di compliance della Direttiva MiFID 2.

Il 6 aprile 2021 le linee guida sono state tradotte nelle varie lingue ufficiali dell’UE per trovare applicazione dopo due mesi, cioè proprio in questi giorni, anche in Italia. Dell’importanza dell’ESMA abbiamo già parlato in queste pagine due settimane fa. Qui il link all’articolo precedente.

Ora però l’argomento si complica un po’

Le linee guida, sebbene mantengano invariati obiettivi e principi generali sulla materia, riaffermano con forza la centralità della funzione di compliance nel sistema dei controlli interni e ne dettagliano ulteriormente la disciplina prevedendo alcune novità di rilievo:

1) la necessità di specifiche conoscenze, competenze ed autorità in capo ai componenti della funzione;
2) l’importanza della massima autonomia e indipendenza del responsabile compliance rispetto al responsabile degli obblighi di salvaguardia dei beni dei clienti;
3) la previsione di una sezione ad hoc della relazione annuale della funzione di compliance dedicata al processo di product governance adottato.

MiFID 2, la compliance

In generale con il termine “compliance normativa” (in italiano anche conformità normativa) si intende la conformità a determinate norme, regole o standard. Questo vale in particolare nelle aziende, dove la compliance indica il rispetto di specifiche disposizioni impartite dal legislatore. Oppure, la capacità di attenersi a regole che le società stesse si sono date per ottimizzare il proprio lavoro.

Ultimamente, ad esempio, si è molto parlato di essere “GDPR compliant”. Ossia, essere conformi al Regolamento europeo per la protezione dei dati, conoscerne e rispettarne i princìpi. Ma in termini finanziari il concetto di “compliance” è un po’ più complesso, e, come dicevamo, in continua evoluzione.

Dopo la crisi del 2009 “compliance” è diventata una delle parole più usate nei bilanci delle società quotate. Tanto per scherzare un po’ sull’argomento, sappiate che se prendiamo due relazioni di bilancio a caso nel 2020, quella di UniCredit usa il termine “compliance” 165 volte, quella di Intesa SanPaolo addirittura 251 volte.

Gli “orientamenti” dell’ESMA

Gli “orientamenti” pubblicati dall’ESMA intendono chiarire l’applicazione di determinati aspetti dei requisiti relativi alla funzione di controllo della conformità (appunto, la compliance) alla luce della Direttiva MiFID 2, nonché alcuni aspetti di dettaglio.

In concreto si tratta dell’istituzione di pratiche di vigilanza coerenti, efficienti ed efficaci all’interno del Sistema europeo di vigilanza finanziaria e nell’applicazione del cosiddetto “framework MiFID 2” che ne ha esteso e rafforzato i compiti di monitoring e reporting.

Il personale degli intermediari

Anche in materia di requisiti di conoscenza e competenza del personale degli intermediari addetto alla consulenza, la Consob nel marzo 2021 ha emanato un provvedimento, questa volta semplificativo, della disciplina del “Regolamento Intermediari”.

Del resto, già nell’ottobre 2018 l’Autorità di Vigilanza italiana aveva preannunciato l’intenzione di procedere a una verifica dell’impatto della normativa. Il motivo è che essa stessa, in sede di recepimento in ambito nazionale, aveva introdotto una serie di norme più severe, aggiuntive rispetto ai principi generali stabiliti a livello comunitario dalla MiFID 2 e dagli Orientamenti ESMA. Ciò rendeva un po’ limitata l’autonomia decisionale dei soggetti abilitati.

Insomma, l’obiettivo ora è di migliorare la posizione competitiva dell’industria “bancaria” italiana, fermo restando l’obiettivo primario della tutela degli investitori. Sarà possibile non deludere queste aspettative sotto molti aspetti contrastanti? Lo sapremo fra pochi mesi.

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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