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Pedopornografia domestica, cosa si rischia | Voce al Diritto

Pedopornografia

Buongiorno Avvocato, ho avuto una relazione con una ragazza minorenne, durata alcuni mesi e da poco finita. Lei ha diciassette anni, io ne ho da poco compiuti ventuno. Ci piaceva filmarci durante i nostri rapporti e dopo guardare insieme i video. Ora però ho paura, perché abbiamo litigato e lei mi ha detto che potrebbe anche denunciarmi per quei video, visto che lei è minorenne e io no. Rischierei di essere accusato di pedopornografia? Cosa devo fare? Quando li abbiamo girati eravamo d’accordo.

Pedopornografia domestica – Parla l’avvocato

L’articolo 600 ter comma 1 del codice penale punisce, con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 24.000 a euro 240.000 chiunque, utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico.

A prima lettura, dunque, si tratta della situazione che Lei mi descrive, in quanto ha prodotto del materiale pornografico con una minorenne, e la pena è estremamente severa. Tuttavia, quella da Lei raccontata è una situazione particolare, che viene definita, nel linguaggio in uso presso le aule dei Tribunali, come pedopornografia domestica. Con tale espressione si definiscono i video, con minori consenzienti e capaci per età di prestare consenso alla prestazione sessuale, che non vengano diffusi a terzi.

Bisogna infatti considerare che, per la legge italiana, la persona diviene normalmente capace di dare un valido consenso a prestazioni sessuali con il compimento dei quattordici anni. C’è quindi un contrasto tra una norma, l’art. 600 ter codice penale, che punisce duramente le riproduzioni pornografiche con minori e il fatto che, con il compimento dei quattordici anni, la persona minorenne può compiere atti sessuali.

Il contrasto è stato risolto dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4616, depositata il 9 febbraio scorso.

Le Sezioni Unite hanno affermato che c’è “utilizzazione” del minore, ai fini dell’integrazione del reato di produzione di materiale pedopornografico di cui all’art. 600 ter comma 1 codice penale, solo quando si accertino forme di coercizione o di condizionamento della volontà della persona minorenne, all’esito di un giudizio complessivo che tenga conto del contesto di riferimento, dell’età, maturità, esperienza e stato di dipendenza del predetto minore.

Restano invece escluse dalla rilevanza penale le condotte che siano realmente prive di offensività rispetto alla integrità psico-fisica del minorenne.

Sono invece sempre punite la diffusione verso terzi del materiale pornografico realizzato con un minore degli anni diciotto. In tali ipotesi è infatti integrato il reato di cui all’art. 600 ter commi 3 e 4 del codice penale e il minore non può mai prestare consenso alla diffusione.

Considerato quindi che la sua ex ragazza era quasi maggiorenne all’epoca dei fatti e che Lei riferisce fosse d’accordo nel filmarsi, è verosimile che le riproduzioni descritte siano lecite, a patto che non vengano da Lei condivise con altre persone.

Le consiglio comunque di rivolgersi a un legale di Sua fiducia, per raccontare nel dettaglio tutta la vicenda e verificare nello specifico se la minore fosse effettivamente in grado di prestare un valido e libero consenso alle riproduzioni. Mi permetto inoltre di consigliarLe una maggiore prudenza per il futuro, specie in presenza di minori d’età.

Filippo Testa

Scritto da Filippo Testa

Filippo Testa, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma nel 1999.
Concluso il tirocinio forense, nel 2002 supera l’esame di abilitazione di avvocato presso la Corte di Appello di Torino e viene insignito della Toga d’onore della Fondazione Torta quale iscritto all’Ordine degli Avvocati di Asti per aver conseguito il miglior punteggio all’esame di Stato.
Nel 2016 si iscrive all’Albo speciale degli avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione e alle Giurisdizioni Superiori.
Attivo in diversi ambiti del diritto, ha recentemente conseguito un Master di specializzazione in Diritto dello Spettacolo.
Da sempre attento alle tematiche di difesa delle donne vittime di violenza e stalking ed alla loro tutela in ambito giudiziario.
Convinto animalista, si batte da sempre per la protezione e il riconoscimento dei diritti degli animali e, anche per questo motivo, sostenitore della dieta vegana.

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