in

“Piano Mattei”, l’asse Europa-Africa e il “ponte italiano” di Giorgia Meloni

Un pacchetto di iniziative che mira a favorire la cooperazione tra continente africano e Italia, facendo di quest’ultima un ponte strategico nel Mediterraneo

Piano Mattei

Si è concluso poco fa, con il discorso tenuto da Giorgia Meloni a Palazzo Madama, il vertice “Italia-Africa. Un ponte per una crescita comune” incentrato sul Piano Mattei e svoltosi oggi a Roma. Un incontro molto atteso e che, stando alle parole della Presidente del Consiglio dei Ministri, pare aver dato i suoi frutti. Il progetto costituisce, infatti, perlomeno negli intenti, il punto di partenza per una nuova metodologia di cooperazione, che riporterebbe la nostra penisola al centro dello scacchiere mediterraneo fungendo da ponte strategico, nonché un insieme di azioni mirate nel campo agricolo, dell’energia, della sanità, dell’educazione, dell’istruzione, delle infrastrutture, dell’alimentazione e dell’acqua, volte ad innescare e a favorire lo sviluppo del continente africano con conseguenti vantaggi anche per il nostro Paese. 

In cosa consiste il “Piano Mattei”

Teorizzato dalla destra sin dal suo insediamento al Governo, il Piano Mattei sembra aver quindi preso forma. Esso rappresenta l’obiettivo primario della Presidenza italiana del G7 e i suoi scopi sono molteplici. Difatti, sulla base di un approccio presentato come “innovativo” e “non predatorio“, che farà coincidere gli interessi del sistema Italia e gli investimenti delle nostre aziende con le esigenze della controparte, uno dei punti chiave è quello di generare quanta più ricchezza possibile in Africa in modo tale da garantire alla sua popolazione il diritto a non migrare. Ma per far sì che ciò accada, sarà necessario coinvolgere il maggior numero di nazioni disposte a prender parte a quest’iniziativa di incremento dei partenariati con l’Italia per nuovi investimenti in Africa, in cambio di nuove fonti di approvvigionamento energetico e della gestione dei flussi migratori. 

"Piano Mattei", l'asse Europa-Africa e il "ponte italiano" di Giorgia Meloni
Fonte: Web

Al momento, è noto che la Tunisia sarà al centro di una politica rivolta all’istruzione, il Kenya per i bio-combustibili, per l’accessibilità alla sanità in Costa D’Avorio e il Mozambico per l’energia. Tuttavia, è altrettanto certo che anche l’Egitto, il Marocco, l’Algeria, la Repubblica del Congo e l’Etiopia saranno tra i primi Stati ad essere interessati dai macro-progetti pilota, i quali potranno contare su un fondo monetario di partenza di ben 5,5 miliardi di euro “tra crediti, operazioni a dono e garanzie: circa 3 miliardi dal fondo italiano per il clima e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo“, ha specificato Meloni. Un disegno ben studiato, dunque, che oltre ad intensificarsi in zone sempre più vaste del continente seguendo “un cronoprogramma preciso e ben delineato […] e una logica incrementale“, servirebbe perfino ad arginare le infiltrazioni della Russia e della Cina nell’area, intensificatesi a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina

Le dichiarazioni di Meloni

Fino ad ora, inoltre, gli accordi transnazionali si sono concentrati esclusivamente sul contrasto al traffico illegale di esseri umani tra le due sponde del Mar Mediterraneo e quella di un’autentica cooperazione si è rivelata una mancanza che, nel tempo, ha evidenziato con crescente urgenza la necessità della creazione di un dialogo che avesse dei risvolti concreti. A tal proposito, Meloni ha sottolineato che: 

«L’Europa e il mondo intero non possono ragionare di futuro senza tenere in considerazione l’Africa. […] L’obiettivo che ci siamo dati è dimostrare che siamo consapevoli di quanto il destino dei nostri due continenti […] sia interconnesso e pensiamo sia possibile immaginare e scrivere una pagina nuova, una collaborazione da pari a pari lontana dall’impostazione predatoria ma anche caritatevole. […] [L’Africa, ndr.] è soprattutto un continente che può e deve stupire. Ma per farlo ha bisogno di essere messo alla prova e di poter competere ad armi pari nel contesto globale. […] Ci siamo confrontati su molti temi e sono contenta che abbiamo trovato molti punti di contatto. Abbiamo ancora davanti un cammino molto lungo, considero questa giornata una ripartenza, l’inizio di una stagione nuova. […] Il Piano Mattei non è un piano di buone intenzioni, ma di obiettivi concreti e realizzabili che vanno verificati passo dopo passo. […] [Al contrario, ndr.] è un piano concreto di interventi strategici, concentrato su poche priorità di medio lungo periodo, istruzione e formazione, salute e agricoltura, acqua ed energia. Abbiamo individuato alcune nazioni africane del quadrante subsahariano e nordafricano». 

Per tale ragione servono investimenti per la creazione della ricchezza, ha ribadito il Presidente, che passano dalla formazione di professionisti da inserire nel mondo del lavoro. Ed è in quest’ottica che l’Esecutivo italiano ha in cantiere un rafforzamento dei rapporti tra il sistema scolastico italiano e quello africano. Un’intenzione in merito alla quale Meloni ha rivelato:

«[…] Nelle prossime settimane avvieremo missioni operative. Non abbiamo una scatola chiusa da presentare, ma un’idea da condividere. […] Il vertice ha raggiunto lo scopo prefissato, essere un momento di condivisione, dialogo, di scambio di opinioni fra l’Italia e le nazioni africane. E grazie alla vostra presenza numerosa qualificata, che dimostra l’interesse verso la posizione italiana, possiamo dire che è stato un successo. Lo dobbiamo soprattutto a voi, ai vostri contributi e alla vostra partecipazione. […] La condivisione è uno dei principi cardine del Piano Mattei i lavori di questo vertice saranno determinanti per arricchire il percorso. […] [Ho, ndr.] riscontrato una concreta volontà da parte di tutti di scrivere una nuova pagina basata su una cooperazione strutturale lontana dall’approccio predatorio che per troppo tempo ha impedito all’Africa di progredire».

Del medesimo avviso gli esponenti dell’Unione Africana (UA) presenti al summit, tra i quali vanno annoverati il presidente tunisino Kais Saied, quello keniano William Samoei Ruto, il capo di Stato del Mozambico Filipe Jacinto Nyusi, il premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibah e il Presidente dell’UA Azil Assoumani, che ha affermato: 

«Mi congratulo con il primo ministro italiano per il successo di questo vertice sia nella forma che nel contenuto. […] Questo vertice ha fatto avanzare la visione della cooperazione tra Africa e Italia nelle sue basi fondamentali per rispondere alle sfide che hanno davanti e che devono essere raccolte nell’ambito di questa cooperazione. L’Italia è un Paese fratello. Nessuno può contestare gli investimenti che l’Italia sta facendo in Africa. Nutriamo grandi speranze».

"Piano Mattei", l'asse Europa-Africa e il "ponte italiano" di Giorgia Meloni
Fonte: Web

Infine, anche il Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha voluto esprimere la propria opinione in merito alla posizione italiana, dicendosi “grata all’Italia, per aver posto la cooperazione con l’Africa al centro della sua politica estera e della sua Presidenza del G7. Il nuovo Piano Mattei rappresenta un importante contributo a questa nuova fase della nostra partnership ed è complementare al nostro European Global Gateway“.

Per rimanere aggiornati sulle ultime news, seguiteci su: Facebook, Instagram e Twitter

Diego Lanuto

Scritto da Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza'. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti e testate giornalistiche on line tra cui Metropolitan Magazine, ATuttoNotizie, M Social Magazine e Spyit.it. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa. Attualmente è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e addetto stampa del progetto "L'Amore Dietro Ogni Cosa - Andrea Crimi canta Simone Di Matteo".

Sandra Milo

Sandra Milo, muore a 90 anni la musa di Fellini

“REESTOGREEN”, dal 13 febbraio il nuovo format tv