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Raffaele Poggio: “Fiori di Ceramica è un incoraggiamento per chi sta combattendo le proprie battaglie” | Intervista (VIDEO)

In vetta alle classifiche musicali indipendenti con il nuovo singolo, il cantautore si racconta attraverso le tappe più significative della sua vita privata e artistica

Raffaele Poggio

Impegno, passione e voglia di raccontarsi sono senza ombra di dubbio le qualità che, più di ogni altra, contraddistinguono Raffaele Poggio. In seguito ad un passato particolarmente difficile, segnato da depressione ed episodi di bullismo, l’amore per l’arte nelle sue più varie sfaccettature, accompagnato dal sogno di potersi esibire un giorno su di un palcoscenico, gli ha permesso di riscattarsi e di ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nell’ormai sconfinato panorama dello show business nostrano. Nel tempo, infatti, la recitazione e la musica si sono rivelate le sue più fedeli alleate, la seconda in particolare, alla quale si avvicina da bambino ascoltando i pezzi più in voga degli anni ’80 e ’90, ed è grazie ad esse che è stato in grado non solo di farsi un nome come attore, cantautore e modello, ma anche (e soprattutto) di conoscere meglio se stesso. 

Oggi è in vetta alle classifiche musicali della sfera indipendente con la sua ultima fatica discografica Fiori di Ceramica, un inno al coraggio e alla volontà di superare ogni ostacolo disponibile sulle piattaforme digitali dallo scorso 23 febbraio, e noi abbiamo deciso di raggiungerlo telefonicamente per ripercorrere insieme a lui le tappe più significative del suo percorso di vita (privato e professionale) che lo hanno portato, tra le altre cose, alla realizzazione di questo nuovo progetto.

Buona lettura! 

Raffaele Poggio: "Fiori di Ceramica è un incoraggiamento per chi sta combattendo le proprie battaglie" | Intervista (VIDEO)
Fiori di Ceramica – Copertina ufficiale del brano per l’etichetta MoovOn, distribuito da Altafonte e prodotto, registrato e mixato da Fabrizio Cit Chiapello (Transeuropa studio) in partecipazione con Etha Studio

Raffaele Poggio – L’intervista  

Buongiorno Raffaele e benvenuto tra le pagine di VanityClass. In molti ti conoscono grazie alle tue attività attoriali, ai singoli che hai pubblicato, alle campagne di moda a cui hai preso parte e ad alcune apparizioni televisive, ma chi è l’uomo che si nasconde dietro al personaggio pubblico? Raccontaci qualcosa in più su di te. 

Sono una persona semplice, che vive consapevolmente la propria esistenza e che incentra la sua quotidianità sulla formazione, lo studio e la meditazione. Dedico molto tempo a me stesso, tant’è che seguo un percorso di mental coaching. Ciò che di più sacro c’è nella mia vita sono i miei affetti personali e quei valori che negli anni sono riuscito a rendere miei, sebbene anche l’arte ricopra un ruolo piuttosto importante. Che si tratti di recitare o produrre musica, in effetti, qualunque cosa io faccia ha sempre a che vedere con il mio vissuto, le persone a me care e le esperienze che ho avuto, siano esse positive o negative. Ciò che vivo si riversa inevitabilmente nell’arte. In altre parole, è un po’ come se il mio percorso privato fungesse da minimo comun denominatore tra tutte le mie avventure, professionali e non.  

Quando hai cominciato ad avvicinarti alla musica?

Beh, all’incirca 25 anni fa. Ho cominciato a muovere i primi passi nel torinese, prendendo parte a manifestazioni canore di cover, esibizioni nelle piazze e spettacoli in teatro. Tuttavia, la prima vera occasione l’ho avuta con il gruppo Hesphera, in collaborazione con il quale ho inciso l’album ‘I Nove Cammini’, e da lì la situazione si è evoluta. Ho intrapreso una carriera da solista, passando di etichetta in etichetta e fondando la mia attività di intrattenimento musicale. Ho esplorato diversi generi, ma nel corso dell’ultimo anno e mezzo mi sono focalizzato principalmente sulle sonorità latine, realizzando canzoni dapprima in spagnolo insieme ad un ragazzo cubano e in seguito, perlomeno fino ad oggi, in italiano. Un cambio di lingua voluto e a mio parere necessario, dal momento che la mia intenzione è quella di permettere a chiunque mi ascolti di focalizzarsi sui testi e sui contenuti che cerco di trasmettere. E questo, lasciatemelo dire, nonostante diverse canzoni, basti pensare a ‘Quedate conmigo’ e ‘Besame la boca’, abbiano raggiunto le prime posizioni delle classifiche europee degli artisti indipendenti. 

Da un punto di vista prettamente umano, c’è qualcosa che la musica ti ha lasciato o ti ha permesso di esprimere più di quanto abbia mai fatto la recitazione?

Diciamo che si tratta di un lavoro che va di pari passo in entrambi i settori. L’attività attoriale mi permette di attingere alle mie esperienze di vita e alle mie emozioni, il che presuppone una profonda conoscenza di sé, per portare sulla scena lo stato emotivo di un personaggio e lo stesso accade quando compongo un pezzo. Faccio riferimento al mio percorso ed esprimo ciò che provo in entrambe le situazioni, l’unica differenza sta nel fatto che in musica lo faccio intenzionalmente, mentre per quel che riguarda la recitazione si è spesso condizionati dall’esterno, ossia dal ruolo che si è chiamati a ricoprire. Poi, per carità, possono esserci sempre delle eccezioni come accaduto proprio con ‘Fiori di Ceramica’, in cui l’ispirazione è arrivata da un percorso a me del tutto estraneo. 

Raffaele Poggio: "Fiori di Ceramica è un incoraggiamento per chi sta combattendo le proprie battaglie" | Intervista (VIDEO)
Raffaele Poggio
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComuncAzione di Mauro Caldera
Credits: Federico Tardito

Parlando di contenuti ed esperienze personali, generalmente i temi che tocchi all’interno delle tue canzoni sono molto attuali. A tal proposito, cos’è che ti interessa maggiormente comunicare a chi ti ascolta?

Le persone che hanno bisogno di una spalla sulla quale piangere o coloro la cui voce non può essere ascoltata rappresentano ciò su cui focalizzo principalmente la mia attenzione. So bene cosa significa non avere qualcuno che ti ascolti e che ti supporti, soprattutto nei momenti più bui ed infelici, è accaduto anche a me. Dopo il mio divorzio, ho sofferto di depressione e ho subito mobbing sul posto di lavoro, tanto da arrivare a licenziarmi. Non avevo nessuno vicino che potesse aiutarmi, darmi affetto o comprendere ciò che provavo, per questo vorrei essere di aiuto a chi spesso è solo o è smarrito di fronte alle difficoltà, perché so di cosa sto parlando. Mi piace molto, in questo senso, confrontarmi e parlare con gli altri, condividere le mie esperienze e ricevere quelle altrui, il che alle volte, professionalmente e umanamente, può risultare davvero utile e fungere perfino da spunto di riflessione. Credo fermamente che ciascuno di noi abbia la forza per potersi rialzare in seguito ad una caduta ed è questo quello che voglio comunicare. Quel che realmente mi importa, in altre parole, è infondere coraggio in chi pensa di non potercela fare ed incarnare quello stimolo di cui si può aver bisogno per superare un ostacolo, tendere una mano e ricordare che persino il più piccolo dei gesti quotidiani può portare al più grande dei cambiamenti, in netto contrasto con l’odio imperante di cui la società attuale è satura e le cui vittime più inconsapevoli sono purtroppo le nuove generazioni. 

Un discorso che raccoglie in sé il leitmotiv di “Fiori di Ceramica”. Tuttavia, come è nato il brano?

‘Fiori di Ceramica’ è nato grazie ad una conoscenza che ho fatto lo scorso anno, in seguito ad un intervento al cuore che ho subito. Dopo aver pubblicato un post a riguardo sui miei canali social ufficiali, difatti, un ragazzo di nome Fabiano, che di professione fa l’artigiano, mi ha contattato per sapere cosa mi fosse successo. Una volta spiegatogli l’accaduto, mi ha confessato di essere un mio grandissimo fan e mi ha ringraziato poiché il mio brano ‘L’estate sei tu’ gli era stato di grande conforto durante il periodo in cui scoprì di essere affetto da leucemia. Un racconto che mi ha spiazzato e che ha portato me non soltanto a ringraziare lui per aver fatto della mia musica un sostegno in un momento di grande sconforto, ma anche a pensare di dover scrivere una canzone in merito. Tuttavia, se conoscevo la violenza in ogni sua forma, la leucemia mi era del tutto sconosciuta. Perciò, dopo avergli esposto la mia idea, gli chiesi di parlarmi meglio di quello che stava affrontando. E così, è nata la canzone che, sebbene prenda vita dal vissuto di Fabiano, non ha nulla in sé che faccia esplicitamente riferimento alla malattia. Non a caso ‘Fiori di Ceramica’, facendo riferimento a quello che dicevo poco fa, si presenta come un inno di incoraggiamento per chiunque stia portando avanti una battaglia e un monito per rammentare che la voglia di vivere la si può trovare anche quando uno meno se lo aspetta!

Un’altra tematica fondamentale che si ravvisa nel singolo è sicuramente quella della condivisione, la medesima che ha portato nientemeno che alla sua creazione. Lanciando uno sguardo alla realtà attuale, quanto pensi sia importante richiamare l’attenzione su questo aspetto?

Ritengo sia importantissimo. Da un punto di vista musicale, poi, i pezzi che il mercato discografico offre ultimamente, in particolar modo in Italia, non sono altro se non pacchetti già pronti per essere venduti sotto forma di un prodotto dalla melodia orecchiabile. E fin qui non c’è niente di male, d’altronde io sono il primo ad essermi dedicato a canzoni più leggere e fresche. Quel che non condivido, invece, è che tutta la musica debba essere considerata tale, perché, in realtà, tale non è. Al contrario, è e dovrebbe rimanere un mezzo di comunicazione attraverso cui trasmettere messaggi e valori, riflessioni e discussioni pur facendo ricorso a testi che, all’apparenza, risuonano più semplici, dal momento che quello musicale è un mondo dalle infinite sfumature. 

Raffaele Poggio: "Fiori di Ceramica è un incoraggiamento per chi sta combattendo le proprie battaglie" | Intervista (VIDEO)
Raffaele Poggio
Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa 361ComuncAzione di Mauro Caldera
Credits: Federico Tardito

Avremo l’opportunità di vederti dal vivo con ‘Fiori di Ceramica’?

Me lo auguro. La scorsa estate ho fatto un bellissimo concerto a Torino in cui ho ripercorso la mia carriera per intero. Quest’anno, invece, mi piacerebbe dar vita ad un progetto di sensibilizzazione che coinvolga associazioni specializzate nello studio delle tematiche di cui mi occupo: bullismo, mobbing, leucemia e chi più ne ha, più ne metta. Mi piacerebbe che la musica si alternasse a momenti di riflessione, confessione e testimonianza. Chiaramente, si tratta di un’idea ambiziosa e difficile da realizzare, ma ce la metterò tutta per renderla un’opportunità concreta. In questo senso, ‘Fiori di ceramica’ è il tassello iniziale di un puzzle ancor più autentico, consapevole e grande, indipendentemente da quanti ascolti e numeri quest’ultimo sarà in grado di accumulare, e solamente quando sarà divenuto realtà potrò ritenermi davvero soddisfatto. Che dire, un[a pura forma d’, ndr.]‘arte che faccia bene anche a me e a chiunque abbia voglia di avvicinarvisi. 

“Un’arte che faccia bene anche a me”. Tornando per un attimo al tuo passato, quanto ti hanno aiutato la musica e la recitazione in quel periodo?

La recitazione è arrivata in un secondo momento, ma la musica mi ha aiutato tantissimo, persino negli istanti peggiori. Non mi ha mai abbandonato, è il mio amore più grande e in quanto tale vede i suoi alti e bassi, ha i suoi “do ut des”, i suoi vacillamenti. Al di là di questo, però, se c’è una cosa di cui posso star certo è che la porterò sempre con me, qualsiasi cosa decida di voler fare in futuro.

Ebbene, rivolgendoci al futuro, c’è un sogno che vorresti ancora realizzare?

Al momento, i miei unici obiettivi sono il cinema e continuare a produrre musica, studiare e perfezionarmi. Mi piacerebbe prendere parte ad un musical, il che mi permetterebbe di unire il canto alla recitazione. Ma chissà, vedremo! 

Link al video ufficiale di ‘Fiori di Ceramica’: 

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Diego Lanuto

Scritto da Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza'. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti e testate giornalistiche on line tra cui Metropolitan Magazine, ATuttoNotizie, M Social Magazine e Spyit.it. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa. Attualmente è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e addetto stampa del progetto "L'Amore Dietro Ogni Cosa - Andrea Crimi canta Simone Di Matteo".

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