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Russia-Ucraina, le manovre del G7 contro la Federazione di Putin

Nella giornata di ieri ha avuto luogo una riunione straordinaria del G7, nel corso della quale sono state prese importanti decisioni in seguito all’invasione dell’Ucraina ad opera della Russia

Russia

La guerra tra Russia e Ucraina continua la sua corsa. Durante la notte i bombardamenti hanno devastato i dintorni della capitale Kiev e nella mattinata di oggi è giunta la notizia che le truppe moscovite, dopo esser penetrate nel distretto di Oblon, si troverebbero a circa 9 km dal Parlamento. Insomma, l’avanzata russa non accenna ad arrestarsi e Vladimir Putin rimane fermo sulle sue posizioni. Non a caso, il Presidente del Cremlino ha fatto sapere che le operazioni militari dureranno finché lui lo riterrà necessario. Nel frattempo, però, la compagine occidentale è all’opera per preparare un pacchetto di risposte che, seppur in maniera graduale, verranno varate molto presto.

Alcune di queste, ad esempio, sono state discusse nella riunione straordinaria del tardo pomeriggio di ieri del G7. E stando a quanto riferisce l’Ansa, sarebbero in arrivo importanti manovre finanziarie che avranno un impatto sulle casse di Mosca pari a circa 3 trilioni di dollari. 

Russia-Ucraina, le manovre del G7 contro la Federazione di Putin

La condanna del G7 all’invasione ucraina della Russia

Si è tenuto alle 15 del 24 febbraio scorso il vertice d’urgenza del Gruppo dei Sette, il forum intergovernativo composto dai sette maggiori Stati economicamente più avanzati del pianeta, per discutere delle misure da attuare in seguito all’invasione dell’Ucraina ad opera della Russia. Il consiglio ha fortemente condannato le azioni di Putin e ha rinnovato il suo sostegno al Presidente Volodymyr Zelens’kyj e al suo popolo. Tra i punti all’ordine del giorno, in particolare, l’approvazione di «sanzioni economiche e finanziarie coordinate e severe». 

Sembrerebbe, difatti, che i leader del G7 siano pronti ad intervenire sui mercati dell’energia globali per porre fine alla crisi che sta mettendo in discussione l’ordine internazionale. Tale piano di coordinazione congiunto, inoltre, non riguarderebbe solamente Mosca, ma anche la Bielorussia, coinvolta nell’invasione e per questo richiamata a rispettare i suoi obblighi. A confermarlo è stato proprio il Presidente USA Joe Biden, fa sapere l’Ansa, il quale ha dichiarato che: 

È una guerra premeditata da mesi. Per settimane abbiamo avvisato che sarebbe successo. Putin ha scelto la guerra ingiustificata e pagherà le conseguenze, la democrazia è più forte. Oggi aggiungeremo nuove sanzioni. Abbiamo di proposito disegnato queste sanzioni per massimizzare l’impatto sulla Russia e minimizzarlo sugli altri paesi alleati. La Nato non è mai stata così unita. Limiteremo la possibilità della Russia di far parte dell’economia globale. Diventerà un paria sulla scena internazionale. Tutti i paesi sono pronti a dar corso a sanzioni. Oggi colpiamo le banche russe per 3 trilioni di dollari. E siamo preparati a fare di più“. 

Le parole di Boris Johnson

Dello stesso parere è il Premier britannico Boris Johnson, che ha annunciato ammende pecuniarie “mai viste”. In più, ha affermato tali misure prevedranno il congelamento degli asset della banca statale russa VBT, una delle più importanti, e “l’esclusione totale” delle banche moscovite dal sistema finanziario britannico, “il più grande d’Europa“. In aggiunta, pare che vi sia l’intenzione di limitare persino la quantità di denaro che i cittadini russi potranno depositare sui proprio conti correnti in Regno Unito. Il tutto mentre verranno implementate nuove restrizioni e “stringenti controlli sulle esportazioni“. “Continueremo senza rimorsi la nostra missione di escludere la Russia dall’economia mondiale” ha spiegato. 

La disponibilità del Cremlino a trattare, ma solo a determinate condizioni

Sebbene i risvolti delle ultime ore lascerebbero presagire il contrario, il Capo di Stato russo potrebbe essere favorevole a trattare delle condizioni. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, i cui portavoce hanno fatto presente che le sanzioni non convengono a nessuno, men che meno alla Russia. Il gigante dell’Est, difatti, non può permettersi di essere escluso dal mercato globale, perciò ci sarebbe la disponibilità a trovare un compromesso. “[Putin, ndr.] è disponibile ad avviare colloqui con la leadership Ucraina per discutere dello status neutrale del Paese – rende noto – […]. L’obiettivo di Putin è quello di raggiungere la demilitarizzazione dell’Ucraina e il Presidente russo è pronto a iniziare negoziati solo se la controparte accetta questo principio“. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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