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Russia-Ucraina: oggi terzo round dei negoziati per porre fine alla guerra

La guerra non si ferma: Mosca inasprisce ancor di più l’offensiva, ma nel frattempo le delegazioni si riuniscono nuovamente per negoziare.

Russia

Siamo ormai giunti a quasi due settimane dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, uno scontro che sta avendo ripercussioni a livello mondiale e che non accenna minimamente ad arrestarsi. Il weekend appena trascorso, infatti, sarebbe dovuto essere all’insegna della tregua per poter garantire l’apertura di corridoi umanitari e la salvaguardia dei civili. Sfortunatamente, però, secondo quel che riferiscono fonti internazionali, i “patti” sarebbero stati violati in più di un’occasione. In particolare, le truppe occupanti avrebbero colpito direttamente la popolazione, impedendo l’approvvigionamento di viveri o sparando persino su folle disarmate (non a caso, sono diverse le testimonianze audio-visive di cittadini morti lungo le strade), e le suddette via di fuga, fa sapere Kiev, permetterebbero di raggiungere solamente la Bielorussia e la Federazione rossa. Il tutto, inoltre, mentre Mosca ha inasprito ulteriormente l’offensiva contro le principali città del Paese, compresa la Capitale. 

Insomma, la situazione attuale non rappresenterebbe di certo un ottimo preludio a quella pace che si cerca di raggiungere. Ciò nonostante, la via diplomatica continua a fare il suo corso. Stando a quel che riporta l’Ansa, difatti, è iniziato pochi minuti fa il terzo round di negoziati tra le delegazioni di entrambe le parti, nella speranza di trovare finalmente un accordo che possa porre fine alla guerra.

Russia-Ucraina: oggi terzo round dei negoziati per porre fine alla guerra(La foto ritrae una donna riversa in strada vicino alla figlia di soli otto anni e al figlio poco più grande. Si tratta di una immagine tragica, corredata anche da un video realizzato da un professionista del New York Times, ma che dimostra quanto sia disastrosa la situazione nell’Est Europa. La famiglia, difatti, stava cercando di fuggire da Irpin per raggiungere Kiev e sottrarsi all’avanzata russa. Purtroppo non ce l’hanno fatta. Lo scatto in questione è attribuito al free-lancer Lynsey Addario ©).

In molti intervengono per la pace, ma la Russia detta le condizioni

L’attacco della Russia alla nazione confinante continua senza sosta. Nelle scorse ore, il Presidente Vladimir Putin ha fatto sapere che “l’operazione militare speciale” da lui voluta procede secondo i piani e che i suoi obiettivi verranno presto raggiunti. Al contempo, però, sul campo la situazione è sempre più drammatica. Molti sono i centri devastati dai bombardamenti e il “cessate il fuoco temporaneo”, previsto nuovamente per questa mattina alle 10, per consentire agli ucraini di lasciare lo Stato, non è stato chiaramente rispettato. A Mariupol, ad esempio, la comunità è sotto assedio senza acqua ed elettricità da giorni e a Kiev le milizie russe hanno scaricato proiettili sulle persone in fuga. Per di più, a causa della scarsità di cibo, l’Ucraina ha sospeso l’export di alcuni prodotti alimentari come carne, segale, avena e grano. 

L’emergenza bellica, dunque, si accompagna ad un’emergenza umanitaria che sta interessando un po’ tutta l’Europa. A tal proposito, l’ONU ha stimato che dallo scoppio del conflitto circa un milione e mezzo di ucraini ha lasciato il Paese, cercando rifugio all’estero, e tanti sono gli Stati (tra cui l’Italia) che stanno aprendo le porte ai rifugiati.  

Sul piano della diplomazia, invece, vari sono i fronti di trattativa aperti, ma nessuno di questi pare avere successo. Dopo il tentativo di mediazione del leader israeliano Naftali Bennett, nella giornata di ieri il Premier francese Emmanuel Macron ha avuto un vertice telefonico straordinario con Putin, ma quest’ultimo si è mostrato ben saldo sulla propria decisione di “andare avanti” e di far cessare le ostilità soltanto quando Kiev avrà accettato le sue condizioni (“denazificazione e smilitarizzazione” nonché neutralità dell’Ucraina, tra le altre). E la medesima risposta ha ricevuto il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan in una telefonata al Capo del Cremlino. Nello specifico, si legge su AdNKronos, durante il colloquio Erdogan ha insistito sull’importanza di adottare misure urgenti per un cessate il fuoco – che oltre alle ragioni umanitarie darebbe, secondo Ankara, un’opportunità per lavorare a una soluzione politica – aprire corridoi umanitari e firmare un accordo di pace. La Turchia, ha detto Erdogan, è pronta a contribuire con “mezzi pacifici”. Ma le sue richiesto, perlomeno per adesso, sarebbero rimaste inascoltate. 

Al momento, è in corso la terza riunione tra i delegati russi e ucraini a Belovezhskaya Pushcha in Bielorussia. Sul tavolo della negoziazione, i punti sono sempre gli stessi. I due precedenti incontri non hanno portato agli effetti sperati, ma il mediatore russo Leonid Slutsky ha detto che “durante il secondo round, la parte ucraina ha dimostrato capacità negoziale“. 

Restiamo in attesa di aggiornamenti. 

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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