SALUTE DEI RENI E DIAGNOSI CHE CAMBIANO
Parte da Milano la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, promossa da Sobi Italia con il patrocinio di Progetto DDD ETS, FIR, SINEPE e SIP.
Un progetto che prende forma nel presente, ma guarda con decisione al futuro della medicina. Quando prevenire significa riscrivere il futuro
Dopo la prima tappa, infatti, il percorso continua, trasformandosi in un viaggio itinerante tra Bari, Torino, Bologna, Palermo e Roma.

Un movimento che attraversa le città, e allo stesso tempo attraversa la consapevolezza collettiva.
Al centro, le malattie renali croniche e rare, tra cui la C3G e la IC-MPGN primaria. Patologie invisibili all’inizio, ma capaci di cambiare radicalmente la vita.

da sinistra: Maura Ravera, Domenico Santoro, Elena Meli, Antonio Mastrangelo, Maria Lorena Ruzza, Claudia Robustelli, Carina Fiocch
SALUTE DEI RENI E DIAGNOSI CHE CAMBIANO
È qui che si inserisce la visione del professor Domenico Santoro, voce autorevole di questa rivoluzione silenziosa.
Professore che cos’è la C3G perché oggi rappresenta una sfida così complessa?
La C3G è una malattia renale ultra-rara, legata a un’alterazione del sistema immunitario. La proteina C3 diventa iperattiva, e finisce per colpire i reni invece di proteggerli.
In particolare, danneggia i glomeruli, i filtri fondamentali per la funzione renale. E proprio per questo, può portare a un progressivo peggioramento clinico.
Quali sono le cause scatenanti delle patologie renali? Quali fattori possono innescare queste malattie, e perché risultano così difficili da individuare?
Le cause sono eterogenee, e spesso multifattoriali. Possono esserci componenti genetiche, oppure alterazioni del sistema immunitario.
Tuttavia, in molti casi, non esiste una causa chiaramente identificabile. Ed è proprio questa incertezza, a rendere la diagnosi più complessa e tardiva.
Perché la salute dei reni viene sottovalutata? Come mai, ancora oggi, la prevenzione renale non è al centro dell’attenzione?
Perché queste patologie sono silenziose, e non danno segnali evidenti nelle fasi iniziali. Il paziente non percepisce sintomi, e quindi non attiva un percorso di controllo.
Questo porta a diagnosi tardive, quando il danno è già avanzato. E quindi è più difficile da gestire, sia dal punto di vista clinico che umano.
Come è migliorata la diagnostica e quali prospettive offrono le cure? Negli ultimi anni, cosa è cambiato davvero, tra diagnosi precoce e nuove opportunità terapeutiche?
Oggi la diagnosi può partire da strumenti semplici, come un esame delle urine. Segnali come ematuria e proteinuria, possono essere i primi campanelli d’allarme.
Inoltre, la ricerca sul sistema del complemento, ha aperto nuove prospettive terapeutiche. Intervenire sulla proteina C3, infatti, consente di rallentare la progressione della malattia.
E quindi di migliorare la prognosi, preservando la qualità di vita dei pazienti. La campagna CL3AR si inserisce in questo scenario, tra conoscenza scientifica e responsabilità sociale.
Un invito a non ignorare i segnali minimi, e a costruire una cultura della diagnosi precoce.
Perché oggi la vera differenza, non è solo nella cura, ma nella capacità di intervenire in tempo, quando il futuro è ancora aperto.


