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Simone Di Matteo attacca il “Borat Rossonero” di Milano

L’Irriverente scrittore e opinionista si è scagliato contro il tifoso del Milan vestito da Borat che in questi giorni sta facendo ampiamente discutere

Simone Di Matteo

Domenica scorsa si è disputata la finale del Campionato di calcio italiano. L’evento ha visto il Milan battere la squadra avversaria e salire direttamente sul podio dei vincitori. Neanche a dirlo, i risultati della partita hanno mandato in visibilio la tifoseria nostrana, la quale si è letteralmente scatenata. Manifestazioni, sfilate, fuochi pirotecnici e festeggiamenti vari hanno animato l’intera penisola, generando, come c’era da aspettarsi, svariate polemiche. Tra le cose che hanno fatto più discutere, in particolare, c’è stato il giro sul tettuccio di un’automobile per le strade di Milano dell’ormai noto “Borat Rossonero”, un certo Lorenzo Francesconi, vestito per l’appunto solamente di un borat, il quale ha attirato su di sé innumerevoli critiche, in primis da parte dell’Irriverente scrittore e opinionista, nonché nostro caporedattore, Simone Di Matteo

Simone Di Matteo attacca il "Borat Rossonero" di Milano
Fonte: Web

Le parole di Simone Di Matteo contro il Borat di Milano

Noto al grande pubblico e agli utenti del web per la sua penna tagliente e la sottile ironia, Simone Di Matteo non risparmia niente e nessuno. Sono molti, infatti, coloro che finiscono al centro del suo mirino all’interno delle rubriche satiriche che settimanalmente cura. E questa volta, nondimeno, le sue dure parole hanno colpito il Borat milanese, che negli ultimi giorni sta facendo ampiamente discutere. 

Gli esseri umani – scrive nel suo ultimo articolo per il portale M Social Magazine –  nonostante siano gli animali più intelligente del nostro pianeta e si presume dell’intero Sistema Solare, o di quello che a noi è conosciuto, sono comunque capaci di compiere imprese talmente stupide, distruttive e riprovevoli che nessun altro sarebbe in grado di fare“. Insomma, già dall’incipit si intuisce quanto sia forte la critica dell’ex viaggiatore di Pechino Express. Ciò nonostante, le sue dichiarazioni hanno riscontrato il favore di tanti utenti del web.

Domenica sera a Milano […] – ha poi continuato – gli Ultras del Milan avevano invaso ogni anfratto della città per festeggiare rumorosamente lo scudetto appena vinto. Certo, potrebbe essere tanto scontato quanto banale domandare ai tifosi scesi in piazza per quale motivo la gente riesca a manifestare accoratamente una vittoria, che per alcuni (per non dire svariati) versi può essere considerato un futile vezzo, ma poi per far valere un proprio diritto, di qualsivoglia natura esso sia, oltre che a lamentarsi inutilmente, riescono giusto a nascondersi dietro una tastiera. Le battaglie si fanno nella vita non sui social network, ma purtroppo la nostra sconclusionata generazione di idolatranti sembra averlo dimenticato“.

E ancora: “Al di là di questo, inoltre, ciò che ha maggiormente suscitato il mio disgusto, al contrario di molti che potrebbero considerarla perfino una “bella visione”, è stato l’insensato giro sul tettuccio di un’automobile di un “sexy-tifoso” vestito da Borat, tale Lorenzo Francesconi che su Instagram si fa chiamare “Il Borat Rossonero”, in altre parole uno di quei buoni a nulla che presto vedremo approdare chissà dove, che ha mandato letteralmente il web in delirio. Non so cosa ne pensiate voi, ma quello che non riesco a comprendere è perché quando si tratta di calcio e calciatori tutto è possibile e tutto è concesso, mentre per quei casi in cui ci si dovrebbe realmente mobilitare o magari mostrare il proprio supporto nessuno trova il coraggio di fare niente, se non di ammantarsi di un perbenismo bigotto che ormai risulta essere solamente anacronistico. Basti pensare a quell’infinità di persone che ancora si scandalizzano per i Gay Pride e i loro eccessi a suon di “Il Pride è volgare” o “Il Pride è un circo, una pagliacciata”. Eppure, checché ne dicano i ben pensanti, coloro che vi prendono parte lo fanno nella speranza di potersi vedere garantiti dei diritti che non solo sono sanciti dalla Corte di Ginevra, all’interno della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ma che, in quanto DIRITTI, dovrebbero essere riconosciuti a PRIORI. Non lo fanno mica per divertimento o per dare una pessima immagine di sé, a differenza di quanto successo in occasione della finale del Campionato“!

Per carità – conclude – nemmeno a me piacciono gli eccessi, ma un eccesso rimane tale indipendentemente dal contesto in cui lo si voglia inserire“.

E voi, che cosa ne pensate? Siete d’accordo oppure in disaccordo con il suo punto di vista?

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Scritto da Diego Lanuto

Diego Lanuto, classe 1996, studente laureando in "Lingue, Culture, Letterature e Traduzione" presso l'Università di Roma 'La Sapienza', amante della scrittura e non solo. Appassionato di danza, lettura, cinema, spettacolo e tanto altro!

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