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Simone Di Matteo contro l’orrore di Lanusei: “Chi distrugge una vita, distrugge se stesso”

L’Irriverente scrittore e giornalista, dopo lo spiacevole atto che ha portato alla morte di un gattino in Sardegna, non si risparmia nei confronti degli autori del gesto

Simone Di Matteo

Sempre pronto a scagliarsi contro le ingiustizie della nostra contemporaneità, Simone Di Matteo all’interno di un articolo pubblicato sulla testata newsprima.it, si è fortemente espresso sulla triste vicenda che ha visto protagonisti tre minorenni Cagliaritani intenti a gettare un gattino nero da una rupe di un comune della Sardegna. L’Irriverente giornalista e scrittore, ci ha restituito, attraverso il suo testo, uno spaccato di quella che è la quotidianità dei giorni d’oggi. Una quotidianità fatta di violenza, trasgressione, abusi e soprusi di cui i fatti sardi di questi giorni sono solo l’ennesima dimostrazione. 

Le parole di Simone Di Matteo

Che la stupidità fosse una delle qualità che più caratterizza quella che dovrebbe essere la generazione del domani – così scrive Di Matteo nella sua rubrica – non era di certo una novità. A cosa possono essere paragonati molti dei giovani d’oggi, piccole e rarissime eccezioni a parte, se non a delle tonte prefiche intente a piangere sul latte da loro stesse versato? Si lamentano della situazione politica attuale, ma poi non adempiono al proprio dovere di andare a votare. Che ne sanno loro che il diritto al voto lo abbiamo conquistato con il sudore della fronte! Si lagnano della mancanza di lavoro, ma pregano Dio di non trovarlo mai perché, si sa, la maggior parte di loro vive come solamente i parassiti sanno fare, ossia sulle spalle di chi del lavoro conosce veramente il significato.”

Parole forti, ma che descrivono alla perfezione la condizione giovanile attuale. Lo scrittore si interroga su quali siano le possibili cause di un tale atteggiamento, privo di empatia nei confronti di qualunque altra forma di vita differente da quella umana. Il che, senza giri di parole, evidenzia la pericolosità della realtà attuale. In più, si chiede di chi possa essere la colpa, se dello Stato o se di una mancata educazione impartita dalla famiglia tra le altre cose. Il tutto, per concludere con un’invettiva che non risparmia nulla, soprattutto agli autori di un gesto così ignobile. 

“Prendersela con un animale – conclude Simone Di Matteo– è la forma più estrema della vigliaccheria, della crudeltà, della mediocrità, dell’ignoranza e dell’inciviltà umana. Maltrattare un essere senziente per cultura, capriccio o noia non è simbolo di forza, qualcosa di cui farne un vanto, ma il sintomo di un disturbo che andrebbe curato con urgenza e di cui, purtroppo, ne è afflitta l’intera società. Quando penso al povero micio ucciso brutalmente, lanciato in un dirupo, da quel gruppo di bestie a Lanusei, in Sardegna, penso all’educazione che non hanno avuto, alle attenzioni che non hanno ricevuto, all’amore che non capiranno, alla schifosa indifferenza che anche i più piccoli provano verso il prossimo. Quando penso agli orrori della nostra contemporaneità, l’estinzione mi sembra l’unica soluzione ai nostri mali, perché quando non siamo in grado di prenderci cura di una vita, forse non meritiamo nemmeno la nostra”. 

 

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Scritto da Redazione

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