Risale a poche ore fa la notizia secondo la quale il giornalista, scrittore e Direttore Responsabile de LOpinione.com Simone Di Matteo, noto per il suo impegno contro ogni forma di emarginazione, violenza e censura, e reduce, tra le altre cose, dell’assegnazione del premio Segni di Pace per la promozione di una cultura improntata alla pace, ha posato pubblicamente insieme a due attiviste pro‑Palestina e pro-Gaza nel bel mezzo di Piazza Duomo a Milano. Un gesto simbolico, ma che ha immediatamente richiamato l’attenzione e a corredo del quale l’Irriverente opinionista, come consuetudine “fuori dal coro”, ci ha tenuto a sottolineare: “Un popolo che ha subito un genocidio non dovrebbe mai permettersi di commetterne uno a sua volta!“.
Il sostegno di Simone Di Matteo alle vittime di Gaza
Chi lo conosce, seppur solo nelle sue vesti di personaggio pubblico e penna d’autore, sa benissimo che quello di oggi non è un caso isolato per cavalcare un improbabile trend del momento. Difatti, egli si è sempre battuto contro qualsiasi forma di ingiustizia, nella speranza di poter riuscire a prestare la propria voce a chi non ne ha una per difendersi o per sostenere le proprie ragioni. E anche stavolta, impossibile negarlo, non è stato da meno.
Sventolando la bandiera della Palestina, con alle spalle il Duomo del capoluogo lombardo, Di Matteo ha appoggiato apertamente la causa di Gaza, in nome delle migliaia di vittime innocenti morte a causa del delirio di onnipotenza di pochi, ricordandoci che il tempo dell’indifferenza e del tacito consenso è ormai finito. Bisogna necessariamente intervenire e fermare quest’inutile massacro. Ha persino allontanato alcuni fan che volevano scattare selfie con lui, dichiarando: “Oggi non sono io il volto da mostrare. Oggi è il momento di Gaza. È il momento del dolore ignorato, degli innocenti cancellati nel più assoluto silenzio”.
Una voce per chi non ne ha
“Io scrivo, parlo e mi espongo perché chi è sotto le bombe, – ha affermato in proposito – chi vive nei campi profughi o nei sotterranei dei media occidentali, non può farlo. E questo silenzio disumano deve finire. Impariamo a chiamare le cose con il proprio nome. Questo è un genocidio e non può essere giustificato per nessuna ragione al mondo. Non si PUO’ E NON SI DEVE tacere davanti all’orrore solo perché ci fa comodo o per mera paura di venire censurati o risultare impopolari agli occhi di chi ci vorrebbe tutti allineati alla narrazione imperante.” E poi, rivolgendosi direttamente alla classe dirigente ha dichiarato:
“Mi vergogno per i nostri politici. Mi vergogno per il silenzio delle cancellerie europee. Se Netanyahu commette crimini di guerra, e le prove ci sono tutte, allora va trattato come tale. E chi resta in silenzio, non è affatto neutrale. Anzi, è soltanto un complice, uno dei troppi!”
Nel mondo dello spettacolo e della cultura, purtroppo, sono stati davvero in pochi quelli che hanno deciso di esporsi e prendere posizione, e Di Matteo è uno di questi. “Se chi ha visibilità non la usa per denunciare il male, allora a che serve? – ha aggiunto – Chi ha la possibilità di parlare su un palcoscenico e rivolgersi ad un ampio bacino di utenza o spettatori e non sfrutta tale opportunità, farebbe sicuramente prima e meglio a far scendere il sipario!”.


