SLEGATA!, un progetto di Barbara Benedettelli dedicato alle donne che attraversano una fase di ricostruzione personale.

Le donne che ricominciano a cinquant’anni.
Per molto tempo abbiamo raccontato questa fase della vita come un tramonto. Sempre più donne la stanno vivendo come un nuovo inizio.
Per generazioni ci è stato insegnato che esistono età giuste per ogni cosa. L’età per studiare, quella per sposarsi, quella per avere figli, quella per costruire una carriera.
Poi, quasi senza accorgercene, arriva un momento in cui la società smette di parlarci di futuro e comincia a parlarci di conservazione.
Come se la parte più importante della vita fosse ormai alle spalle. Eppure qualcosa sta cambiando.
Dice Barbara Benedettelli: “Negli ultimi anni ho incontrato sempre più donne tra i cinquanta e i sessant’anni che stanno attraversando una trasformazione profonda.
Alcune escono da matrimoni durati decenni. Altre si trovano improvvisamente sole dopo che i figli hanno lasciato casa.
Altre ancora scoprono che il lavoro costruito negli anni non le rappresenta più.
Ci sono donne che affrontano la menopausa e i cambiamenti del corpo, ma anche donne che per la prima volta si chiedono chi siano davvero al di là dei ruoli che hanno interpretato per tutta la vita.
SLEGATA!, un progetto di Barbara Benedettelli
La narrazione dominante continua spesso a descrivere questa fase come una perdita. Perdita della giovinezza, della fertilità, di un’identità consolidata, di una sicurezza acquisita.
Ma osservando la realtà emerge un quadro molto più complesso. Per molte donne questa non è soltanto una stagione di chiusura.
È una stagione di ridefinizione. Per la prima volta hanno meno bisogno di dimostrare qualcosa.
Conoscono meglio i propri limiti. Hanno imparato a distinguere ciò che desiderano davvero da ciò che hanno fatto per compiacere gli altri.
Possiedono un patrimonio di esperienza che nessuna giovinezza può sostituire. Naturalmente non è una fase semplice. Ogni cambiamento importante porta con sé paura, incertezza e fatica.
Ci sono giorni in cui tutto sembra più difficile. Giorni in cui il passato appare più rassicurante del futuro. Ma è proprio in questi passaggi che molte donne iniziano a costruire una relazione diversa con sé stesse.
Non più fondata sul dovere. Non più fondata sull’approvazione. Non più fondata sul sacrificio permanente.
Negli anni ho maturato la convinzione che esista una profonda differenza tra sentirsi sole e sentirsi intere. La prima è una condizione che può fare paura. La seconda è una conquista.
E spesso le due cose vengono confuse. Una donna che ricomincia dopo i cinquant’anni non sta necessariamente recuperando qualcosa che aveva perso.
Molto spesso sta finalmente incontrando una parte di sé che non aveva mai avuto il tempo di ascoltare.
È anche da questa osservazione che è nato un SLEGATA!, un progetto dedicato alle donne che attraversano una fase di ricostruzione personale.
Non un percorso motivazionale e nemmeno una promessa di felicità immediata, ma un metodo che accompagna la donna attraverso le diverse fasi del cambiamento, dalla decisione iniziale fino alla costruzione di una nuova stabilità.
All’interno di questo percorso, che si avvale di una app al momento disponibile solo per IOS e scaricabile su Apple Store, hanno trovato spazio anche le Ancore:
poster che riportano frasi brevi in prima persona e che rappresentano una sorta di promemoria identitario.
“Sono mia”, “Non sono rotta. Sono in costruzione”, “Mi accolgo, mi tengo, mi amo” oppure “Mi reggo da sola”.
Frasi semplici che nascono da una constatazione altrettanto semplice: nei momenti di passaggio le persone hanno bisogno di ricordare a sé stesse chi stanno diventando.
I poster si trovano sul sito del brand slegata.com e le immagini rappresentano donne di ogni tipo.

Forse il vero cambiamento culturale che stiamo osservando riguarda proprio questo. Sempre più donne rifiutano l’idea che la loro storia sia già stata scritta.
Sempre più donne considerano i cinquanta o sessant’anni anni non come una conclusione, ma come un punto e a capo. Un inizio consapevole e deciso.
https://slegata.com/
Non un ritorno alla giovinezza. Qualcosa di molto più interessante.L’inizio di una stagione finalmente scelta.
“Come nasce questo progetto”. “SLEGATA! nasce nei primi e nelle prime settimane in cui io mi ritrovo a vivere da sola dopo la separazione da mio marito e dopo 25 anni insieme a 57 anni e 58 ad agosto non è una cosa semplice.
I primi tempi sono stati difficili, anche perché già comunque venivo da due lutti e molto gravi e altre vicende che mi facevano stare male, quindi ho dovuto raccogliere tutte le forze per poter ricominciare da me stando in piedi e possibilmente da sola.
Per indole cerco sempre di vedere il bene nel male. Mia madre mi diceva non guardare non guardare il bicchiere mezzo vuoto guarda sempre quello mezzo pieno.
E io penso che guardando il bicchiere mezzo pieno posso trovare le risposte alla sofferenza dentro di me.
Nelle prime settimane avevo degli alti e dei bassi nei bassi, sentivo la necessità di rinforzi che mi dicessero, sei forte vai avanti ti sei scelta e così via.
Ho cercato poster motivazionali li ho trovati solo in inglese e così li ho creati in italiano. Ogni poster, ogni frase, arriva dal mio percorso per ricominciare.
Arriva dalla mia necessità di darmi forza e come mai ci sono molte donne che in età matura si trovano a dove cominciare da se stesse.
Ho cominciato a studiare l’intelligenza artificiale, altrimenti non non avrei potuto pagare modelle così diverse come quelle che appaiono nei poster.
Donne normali, donne di ogni forma donne in ogni momento della loro esistenza.
Da lì mi sono resa conto che che potevo creare anche un’app pur non conoscendo il codice ho cominciato a creare l’app a febbraio e il 23 maggio era sull’App Store il 23 maggio perché ho voluto dedicare a SLEGATA! a mia madre morta quel giorno di due anni fa troppo presto.
La prima donna slegata, anche lei divorziata, che ho mai conosciuto.


