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Stress test bancario di luglio 2021: qualche sospiro di sollievo

Coefficiente patrimoniale CET1 buono per le 89 banche vigilate dalla BCE. Non però per Monte dei Paschi di Siena

Per le banche dell’Eurozona la pandemia ha avuto effetti meno gravi della crisi finanziaria globale del 2007/2008, secondo quanto scrive a proposito dello stress test Fabrizio Goria su La Stampa. “Merito di una solidità intrinseca più elevata, che ha permesso di navigare nelle acque tempestose degli ultimi 18 mesi”.

Gli stress test

In effetti gli stress test di Banca Centrale Europea (BCE) e European Banking Authority (EBA) hanno evidenziato una resistenza significativa per gli istituti di credito dell’area euro.
Le banche italiane si posizionano poco sotto la media europea e in generale “il sistema bancario dell’area dell’euro è resiliente anche in uno scenario macroeconomico difficile” conclude Fabrizio Goria.

Il dato più significativo che è stato rilevato è un coefficiente patrimoniale CET1 finale abbastanza buono per le 89 banche vigilate dalla BCE. Il tutto in uno scenario avverso che a fine 2023 è stimato al 9,9%, in calo di 5,2 punti percentuali rispetto al 15,1% di partenza.

Il Monte dei Paschi di Siena

Peccato par Il Monte dei Paschi di Siena, che invece non ce l’ha fatta. Anche se alcune indiscrezioni, trapelate durante la settimana scorsa, avevano fatto sperare in esiti positivi.

Infatti, il deficit sarebbe inferiore ai 2,5 miliardi di euro e dunque in grado di essere coperto dal piano sul capitale messo a punto da Mps, questo elemento non è sembrato convincente. Quindi è difficile parlare ora di una proroga della privatizzazione al 2022.

Banca Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo, vedrebbe nella situazione di oggi il suo capitale spazzato via in una grave crisi economica. Secondo gli stress test europei che hanno prodotto risultati relativamente deboli anche per Deutsche Bank e Société Générale.

Nello scenario peggiore del test compiuto dall’Autorità bancaria europea, il rapporto tra valore delle azioni e attività ponderate per il rischio, nel caso di MPS, è sceso dal 9,86% a meno dello 0,1%. Ciò ha reso di fatto la banca assolutamente insolvente in questo scenario particolarmente negativo. Il calo ipotizzato nella simulazione era del 3,6% del Prodotto Interno Lordo dell’UE e un tasso di disoccupazione del 12,1%.
Ora forse la proposta formulata da UniCredit di acquistare parti notevoli della banca in difficoltà, potrebbe arenarsi.

UniCredit

L’amministratore delegato di UniCredit Andrea Orcel ha affermato che qualsiasi acquisizione non deve influire sulla posizione del capitale di UniCredit. “Qualunque siano gli effetti quando mettiamo insieme i due pezzi, il nostro CET1 deve rimanere allo stesso livello di prima”. Inatti UniCredit è andata molto meglio sotto lo stress test, con il suo CET1 ratio passato dal 15,14% a un accettabile 9,22%.

Secondo lo scenario, altri grandi istituti di credito hanno subito forti deterioramenti nei loro bilanci. Il coefficiente patrimoniale di Deutsche Bank è sceso dal 13,63% al 7,43% e quello di Société Générale è sceso dal 13,16% al 7,54%.

Che cos’è lo stress test bancario

Uno stress test bancario è un’analisi condotta in scenari ipotetici progettati per determinare se una banca ha abbastanza capitale per resistere a uno shock economico negativo. Questi scenari includono situazioni sfavorevoli, come una profonda recessione o un crollo del mercato finanziario.

Sebbene il significato degli stress test dell’EBA sui bilanci delle banche non possano essere ridotti a un semplice “positivo-negativo”, i risultati sono importanti perché le autorità di vigilanza li utilizzano per calcolare se le banche hanno bisogno di aumentare il capitale e quanto possono pagare in dividendi.

José Manuel Campa, presidente dell’EBA, durante questi ultimi test ha dichiarato al Financial Times: “L’industria deve essere prudente e attenta nel valutare le posizioni che ha nei confronti dei settori e delle controparti particolarmente colpite dal Covid. È importante riconoscere tempestivamente il potenziale deterioramento della qualità del credito”.

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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