in

Studenti, manifestazioni di protesta in molte città italiane

Gli studenti di ogni parte della penisola stanno cercando di far sentire la propria voce attraverso alcune manifestazioni in diverse città

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a presidi e cortei da parte di studenti in varie città, da Milano a Roma. Una delle motivazioni più importanti che li hanno spinti a scendere in piazza è quella dell’alternanza scuola-lavoro. Ma più in generale, le cause  sono legate a tutte quelle situazioni in cui gli studenti iniziano a lavorare come parte del loro progetto formativo. Ci sono state tensioni a Torino dove sono rimasti feriti 7 agenti durante gli scontri con i manifestanti, che hanno tentato di irrompere nella sede di Confindustria in modo molto violento. E anche a Napoli si sono verificate situazioni analoghe. Le proteste erano legate soprattutto alla morte di Lorenzo Parelli, un diciottenne che ha perso la vita mentre svolgeva un apprendistato previsto dal suo corso di studi in un centro di formazione professionale.

“Non si può morire di scuola-lavoro”, il messaggio degli studenti in piazza

Quello della  sicurezza degli alunni è un argomento piuttosto scottante del quale si parla incessantemente da settimane. Oltre a Parelli, un altro ragazzo, questa volta di 16 anni, è morto in provincia di Fermo e questo ha inasprito fortemente il dibattito. Il giovane, difatti, è rimasto coinvolto in un incidente stradale fatale mentre era alla guida di un furgone di una ditta di termoidraulica presso cui stava facendo uno stage.

Sulla questione si è espresso il responsabile della scuola del Fronte della Gioventù Comunista, il quale ha dichiarato:

Non si può morire di scuola-lavoro. […] No ad una scuola che insegna ai giovani che è normale lavorare gratis, senza diritti e sicurezza. […] Cosi non si combatte la disoccupazione, ma si formano nuovi schiavi”.

Gli studenti manifestano perché vogliono essere più tutelati. Non a caso, stando alle parole dei rappresentanti d’Istituto delle scuole torinesi, costoro si rifiutano di accettare la mancanza di dialogo e l’assenza di una visione sul futuro dell’istruzione.

A Milano, invece, le manifestazioni sono partite da Piazza Cairoli per poi passare al centro della città, bloccando e deviando in alcuni casi il traffico, concludendosi in Piazza Fontana.

Anche a Roma ci sono state dimostrazioni. Durante i cortei della capitale, i partecipanti hanno chiesto l’abolizione immediata dell’alternanza scuola-lavoro, in quanto non tiene conto della profonda crisi psicologica e pedagogica che stanno vivendo gli alunni, che chiedono le dimissioni del ministro dell’istruzione Bianchi.

Manifestazioni similari si sono registrate anche a Napoli, Bari, Cosenza e Palermo.

Elettra Lamborghini – Capricci da star