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Umberto Callegari alla guida della Cooperativa Terre d’Oltrepò

La grande cooperativa vinicola aumenta la redditività per ettaro a vantaggio dei produttori

Umberto Callegari, protagonista di una carriera internazionale di grande prestigio, emerge come figura di spicco nella gestione strategica e nella generazione di risultati operativi in contesti complessi. 

Umberto Callegari alla guida della Cooperativa Terre d'OltrepòLa missione di Terre D’Oltrepò è quella di creare un polo vinicolo industriale integrato e sostenibile, in grado di catalizzare e valorizzare le risorse inespresse del territorio. Il rilancio del Gruppo si concentra principalmente sull’incremento della capacità produttiva e industriale, con un focus particolare sulla qualità del processo produttivo e la valorizzazione di nuovi servizi per le cantine, grazie anche alla grande presenza di Pinot Nero nella zona.

Le esperienze internazionali

Il precedente ruolo di Umberto Callegari come Chief Digital Officer (CDO) Consulting Services per l’Europa occidentale presso Microsoft è stato caratterizzato dalla capacità rsggiungere obiettivi do grande successo.

La sua leadership è stata evidente nelle altre posizioni di rilievo in aziende come Octo Telematics, dove ha ricoperto il ruolo di Group Vice President Digital, contribuendo a riposizionare l’azienda nel panorama dell’IoT e della piattaforma digitale e come Director Digital strategy EMEA in Monitor Deloitte, ha combinato strategia e agilità startup, solidificando modelli di business in un ambiente in continua evoluzione. In Accenture, Umberto ha guidato il team di Accenture Multimedia Agency, contribuendo all’offerta di strategie digitali su scala internazionale anticipando l’esplosione delle tecnologie mobile.

La sua esperienza si estende anche alla fondazione di startup innovative, come Wallife piattaforma per educare, misurare e mitigare i potenziali rischi sociali e personali delle nuove teconologie, Octo U, prima community al mondo sullo smart and connected mobility ed Hireable Analytics, che ha introdotto innovazioni nel campo delle analisi di carriera e sviluppo professionale. Questo sottolinea passione, orientamento ai risultati e versatilità nei diversi settori oltre che capacità di generare innovazione e risultati operativi.

Umberto Callegari CEO di Terre D’Oltrepò

Recentemente nominato CEO di Terre D’Oltrepò, la più importante cooperativa vinicola del Nord Italia, Umberto Callegari si trova ora al timone di un’impresa con un enorme potenziale. Il suo approccio manageriale e strategico si riflette nella visione a cinque anni, dove prevede un completo cambiamento del modello operativo, investimenti nell’industrializzazione del gruppo e una focalizzazione su uno sviluppo sostenibile, margini accresciuti, internazionalizzazione del business e creazione di una rete di partner strategici.

Umberto Callegari alla guida della Cooperativa Terre d'Oltrepò

Ora Umberto Callegari (nella foto) è tornato nella terra dove è nato e ha trascorso i suoi primi anni.  Umberto Callegari alla guida della Cooperativa Terre d'Oltrepò“È stata una scelta di cuore” ci confida ”Essendo nato e cresciuto in Oltrepò, era logico arrivare alla più grande cantina cooperativa della Lombardia: mi ero sempre chiesto come fosse possibile che, mentre il vino italiano ha avuto uno sviluppo così incredibile nel mondo, l’Oltrepò non lo avesse ancora avuto”.

Gli impatti tangibili dell’operato di Terre D’Oltrepò sono già visibili. “Però resta il fatto che oggi non siamo in grado di fare sistema” commenta Umberto Callegari “e questo si riflette anche nel mondo del vino. Il vino italiano vale in tutto circa 14 miliardi di dollari: il primo produttore italiano, che è CIV, fa 700 milioni, il primo produttore mondiale, Castel Group che è francese, genera circa 16 miliardi di fatturato annui da solo”. 

Parlando dei cambiamenti internazionali, ha sottolineato poi il drammatico impatto delle condizioni postBrexit nel mercato UK, con accise in aumento e vendemmie sempre più calde a causa del surriscaldamento globale. “O noi creiamo un polo industriale capace di catalizzare la nostra capacità produttiva e di creare un cambiamento culturale di modello operativo passando da logiche di puro prodotto a logiche di servizio end to end, da aggiungersi all’investimento in eccellenza operativa e branding, oppure il futuro non sarà roseo, non solo per l’Oltrepò ma, credo, per il sistema del vino italiano”.

Il Pinot Nero, splendida risorsa di Terre d’Oltrepò

Oggi l’Oltrepò è una distesa immensa di dolci colline, solcate da quattro valli, dominate da castelli, torri e rocche, a dimostrazione di un solido legame tra storia e natura, tra nobiltà e vignaioli. L’Oltrepò è un insieme di 13.500 ettari vitati, un territorio dal passato nobile dove la vite da sempre fa parte del paesaggio e della tradizione. Siamo nel cuore della più vasta area in Italia vocata alla coltivazione di Pinot Nero, terza in Europa dopo Borgogna e Champagne con il 75% dei terreni dedicati alla coltivazione del vitigno.

Questo è un privilegio per il territorio, specialmente se parliamo di metodo classico da uve Pinot Nero, cioè il 75% della produzione italiana e la quarta regione al mondo per questo vitigno. “La Franciacorta è 2,200 ettari e non ha più Pinot Nero e non ha più Chardonnay; Trento non ha più Pinot Nero e non ha più Chardonnay; l’alta Langa non ha più Pinot Nero e non ha più Chardonnay” ci ricorda Umberto Callegari “Solo l’Oltrepò ha Pinot Nero, quindi, è ora di creare un polo industriale che faccia da elemento catalizzatore: tra l’altro abbiamo la possibilità di aggregare a livello culturale, perché l’Oltrepò è 13.000 ettari e altri 6.000 se consideriamo i Colli piacentini, quindi un territorio con una leva di circa 20.000 ettari che ha la possibilità di avere un unico centro industriale che faccia vino per sé, per i soci, ma soprattutto per gli altri”.

Recentemente, al Merano Wine Festival sono stati premiati numerosi vini di Terre d’Oltrepò. Umberto Callegari alla guida della Cooperativa Terre d'OltrepòTra questi, spiccano il Testarossa del 2016 di La Versa, un Pinot Nero al 100% (Premio Rosso), e la Collezione 2008 (Premio Oro). Inoltre, il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese del 2022, anch’esso al 100% Pinot Nero (Premio Oro), e il Clefi del 2019, un Riesling Renano al 100% (Premio Rosso), entrambi prodotti dalla Cantina di Casteggio.

Terre D’Oltrepò ha delineato il proprio impegno verso la creazione di una piattaforma vinicola in grado di fornire “operations as a service” per soci e partner, specialmente per il metodo classico da uve Pinot Nero, senza dimenticare la necessità di un approccio congiunto tra aziende, sindacati, associazioni e politica per realizzare la visione di Terre D’Oltrepò, capofila della prima filiera enologica integrata e circolare della Lombardia.

Paolo Brambilla

Scritto da Paolo Brambilla

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. E' direttore responsabile di Investopro.com e dirige l’Agenzia di stampa Trendiest Media www.trendiest-news.com. E' editor in chief di www.assodigitale.it

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