Dopo il successo de Il Viaggio e dei singoli Farfalle e Autoritratto, la talentuosa pianista e compositrice Veronica Rudian è tornata ad emozionare il pubblico con il suo nuovo album Endless, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dallo scorso 17 gennaio. Un’opera che fonde sonorità pop melodiche con accenti rock, creando una miscellanea musicale intima e avvolgente che si sposa perfettamente con l’intento che l’artista ha voluto associare a questo nuovo progetto.
Con Endless, infatti, Rudian si mette per la prima volta completamente a nudo, raccontando, attraverso i sei brani che compongono il disco, le diverse sfaccettature di sé. C’è il lato dolce, quello malinconico, il ribelle e perfino l’imprevedibile. Insomma, tutto ciò che compone l’imperscrutabile animo di una giovane ligure il cui più grande sogno è sempre stato quello di “fare musica”. Un viaggio emotivo senza fine, che abbiamo deciso di ripercorrere insieme a lei.
Buona lettura!
Veronica Rudian – L’Intervista
Buon pomeriggio Veronica e bentornata tra le pagine di VanityClass. Sono passati diversi anni dall’ultima volta che ci siamo sentiti, in occasione della pubblicazione del tuo disco “Luce” (clicca QUI per recuperare l’intervista). Cos’è cambiato da allora?

Beh, che dire, io sono una persona che è sempre in continua evoluzione. Sono parecchio curiosa e muoio sempre dalla voglia di imparare, conoscere e apprendere qualcosa di nuovo. Dalla release di “Luce” ad oggi, a pensarci bene, molte aspetti sono cambiati, tanto della mia vita personale quanto di quella professionale. Nel voler rimanere fedele a me stessa, ogni volta mi riscopro diversa e vengo a conoscenza di nuovi lati del mio essere. Ed è proprio ognuno di questi che, oggi, ho deciso di far conoscere a chiunque abbia il piacere di ascoltarmi. “Endless”, infatti, è arrivato esattamente nel momento in cui, per la prima volta in assoluto, ho scelto di parlare di me e dei miei vari lati differenti. Capirai, il mio segno zodiacale è il Gemelli e si sa che i nati sotto la loro aura sono un po’ strani (ride). Scherzi a parte, il mio intento è quello di far entrare l’ascoltatore nel mio mondo, di avvicinarlo al mio modo di essere, sia come persona che come musicista.
Ti sei appena definita una persona “in continua evoluzione” sotto più punti di vista. Si è evoluto anche il tuo rapporto con la musica?
Senza ombra di dubbio. Dal punto di vista tecnico, quando ero bambina, il mio primo approccio è stato con la musica classica. Crescendo, poi, ho trovato nuove strade per esprimermi e una di queste è stata la scrittura musicale, sebbene fosse uno stile completamente diverso dall’approccio che ho attualmente. Ad oggi, posso affermare con assoluta certezza e convinzione che il mio è uno stile molto più libero rispetto al passato, ancora più personale e perfino semplice all’ascolto. Voglio che sia così, soprattutto perché chi si avvicina alle mie composizioni deve recepirle in maniera immediata e diretta.
Perché hai scelto soltanto oggi di parlare di te stessa?
Perché, di solito, è molto più semplice farlo con la scrittura, con una canzone, con una poesia o con un testo. Con la musica, invece, è sempre difficile cercare di farsi capire, non ci sono parole. Per questo ho voluto provarci, facendo ricorso alle note dei sei brani di ‘Endless’. E devo dire la verità, ho già avuto riscontri abbastanza positivi. Con ‘Horus’, ad esempio, una delle tracce, credo di esser stata in grado di raggiungere il mio scopo e chi lo ha ascoltato me lo ha confermato, perché sono state tante le persone che mi hanno confessato di essere riuscite ad immedesimarsi in ciò che ho composto. E questo, non lo nascondo, è davvero bello!
Hai già nominato “Horus”, le altre tracce di “Endless” sono “Farfalle”, “Autoritratto, “Stardust”, “Mirrors” e “Silence”. Ad ognuna di esse è associata una parte di te…
Proprio così. Ad esempio, ‘Farfalle’ rappresenta la felicità, la gioia, il mio essere solare. Poi c’è ‘Stardust’, che è incarna un po’ il lato più trasognante e più dolce. ‘Mirrors’ lo associo alla parte più stravagante, bizzarra e addirittura ribelle di me, cosa che accade anche in ‘Autoritratto’. ‘Silence’, invece, che chiude il disco, è quel lato di me più malinconico, nostalgico e che si lascia cullare dai ricordi.
C’è uno di questi brani al quale ti senti più affezionata?
In realtà mi sento legata ad ognuno di essi, perché sono tutti una parte di me. Tuttavia, se proprio dovessi sceglierne uno, direi che il mio preferito è ‘Farfalle’, simbolo di una persona allegra e solare, che sa affrontare i momenti più bui ed infelici in maniera positiva. D’altronde, cerco sempre di farmi vedere come una persona spensierata, felice e amante della vita in qualsiasi momento, comunque vada e nonostante tutto.
Ed è una risposta ai colpi della vita che non tutti sono in grado di dare. Ti vedremo in live sulle note di “Endless” nei prossimi mesi?
Assolutamente sì. Ci saranno sicuramente degli appuntamenti a partire da questa primavera. Non voglio svelarvi troppo perché stiamo ancora definendo gli ultimi dettagli, ma posso dirvi con orgoglio che aprirò il concerto del cantautore Alberto Fortis e suonerò “Endless” nella sua interezza. Perciò, restate sintonizzati perché le date arriveranno molto presto!
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