Veera Kinnunen: La sfida nascosta del maestro di ballo

In The Deep il viaggio artistico di Veera Kinnunen
a cura di Stefano Farinetti
Ha iniziato a viaggiare ballando a soli 13 anni e da allora non si è più fermata. Veera
Kinnunen racconta il suo percorso artistico: una vita in equilibrio tra sfide e successi, una carriera vissuta tra palcoscenici nazionali ed internazionali.
Un viaggio lungo una vita.
Adoro questa definizione. La mia carriera è sempre stata in continua evoluzione e mi piace descriverla come ‘interessante’.
Ringrazio di essere diventata, nel tempo, una cittadina del mondo, una vera Globe-Trotter con le scarpette da ballo sempre nel trolley, questo mi ha aiutato ad affrontare molte difficoltà che la vita propone.

Se mi guardo indietro la mia carriera è davvero lunga perché ero una bambina quando ho iniziato a danzare.
Ho sempre avuto un rapporto particolare con la parola “casa”.
Sono nata in Svezia, amo il Giappone, in Australia mi trasferirei domani se non fosse così lontana.
Ho una grande facilità ad adattarmi ed i confini per me sono solo simbolici.
Quando ha capito che la danza poteva diventare un lavoro?
Dopo la scuola pensavo di iscrivermi all’Università, non immaginavo che la danza potesse essere il mio futuro.
Poi è arrivata un’offerta per entrare nello spettacolo Burn the Floor, una tournée in giro per il mondo. Avevo solo tre giorni per decidere se accettare questo contratto, ho fatto la valigia e sono partita per Singapore.
Da quel momento ho capito che la danza mi aveva scelta.
Dieci anni con BallandoLuca Alcini: Vi spiego la regia di Ballando con le Stelle con le Stelle

Ballando con le Stelle non rappresenta solo un’esperienza professionale, ma ha
segnato la mia vita: una nuova casa in un Paese diverso, un figlio italiano.
Un capitolo importante.
Quale personaggio del più famoso Dance Show del sabato sera le è rimasto nel
cuore?
Senza esitazione è One Tapia con cui ho ballato e vinto nel 2017.
Lavorare con lui mi ha letteralmente cambiato la vita. Le mie lezioni di danza si sono trasformate in momenti di condivisione.
Ho cambiato la prospettiva della vita apprezzandone ogni dono ed ho capito che non esistono limiti e barriere.
Qual è la difficoltà che i concorrenti riscontrano nell’imparare a ballare così
velocemente?
E’ importante supportare l’aspetto psicologico dei concorrenti.
La tecnica e l’allenamento sono fondamentali ma non bastano.
Ogni concorrente affronta le difficoltà in modo diverso e l’apprendimento non è uguale per tutti.
Serve trovare la giusta chiave di lettura per incentivare i personaggi, infondo bisogna essere anche un pò psicologi, capire quali sono le debolezze ed i punti forti.
La diretta televisiva è una sfida emotiva impegnativa che può determinare il successo o l’insuccesso di una performance.
Il lavoro più complesso è supportare e motivare i nostri allievi.
Quali sono gli obiettivi futuri?
Oggi i miei sogni sono diventati realtà, infatti In The Deep sono sia la coreografa che la produttrice.
Saremo a Milano, all’EcoTeatro, dal 4 al 6 aprile con Maykel Fonts,
dal 10 al 12 aprile con Pasquale La Rocca e dal 13 aprile con Samuel Peron.
In ThenDeep racconto la vita di Cher, una donna che aveva deciso di vivere nel buio, un’anima complicata, travagliata.
Un episodio la porterà a rinascere e a prendere per mano la bambina del passato e a riconciliarsi con lei, riprendendo a nuotare nel mare della vita abbandonando tutte le paure, spingendosi in profondità sempre maggiori.
Una storia di rinascita che riguarda molte donne.

Quanti sacrifici ha dovuto affrontare?
Se volevo intraprendere la carriera artistica dovevo studiare molto e sapevo che
dovevo essere pronta a sacrificare alcune cose. Da bambina ho dovuto rinunciare ad alcune amicizie, ho saltato delle feste, non giocavo come tutte le mie coetanee.
Mi allenavo prima di andare a scuola, studiavo e nel tardo pomeriggio continuavo
ballare, alcune volte fino a mezzanotte.
Non rimpiango nulla di quello che ho fatto perché la danza nella mia vita è il Valore aggiuntivo.
La disciplina e la consapevolezza del mio corpo mi hanno resa una donna sicura e centrata.
Come ha trovato il giusto equilibrio tra famiglia e vita privata?
Sono un volto noto della televisione ed ho scelto di proteggere la Famiglia dalla
sovraesposizione mediatica.
Mio figlio e il mio compagno vanno protetti e li amo in privato, non pubblico sui social scene di vita famigliare, ogni tanto posto una loro foto perché sono troppo belli e sono orgogliosa di loro.
Un consiglio ai giovani ballerini.
Lo studio è tutto. La carriera di un ballerino inizia prestissimo ed il percorso è duro.
Bisogna dedicarsi alla formazione e al rigore soprattutto dai 10 ai 15 anni.
La scelta del maestro è essenziale, determina il futuro di un danzatore.
Non esitate di investire per il vostro futuro
https://www.instagram.com/veerakinnunen?igsh=MWU4aWlwZGh2ZWRncw==


