Violenza sulle donne no grazie
Il parere degli Avvocati Chiara Baiocchi e Martina Montanari

La violenza domestica è un tema molto delicato e purtroppo di grande attualità;
dopo la Giornata contro la Violenza sulle Donne e i continui casi di cronaca, sempre in aumento, con 50mila donne uccise in un anno nel mondo, abbiamo chiesto un parere agli Avvocati Chiara Baiocchi e Martina Montanari
http://studiolegalechiarabaiocchi.it/
Si occupano prevalentemente di diritto di famiglia, impegnate da anni nella difesa dei diritti dei singoli e delle famiglie, e offrono assistenza legale su temi delicati come separazioni, divorzi, violenza familiare e di genere, codice rosso, affidamento e adozione, e diritto penale.
Le due professioniste soventemente, tra l’altro, organizzano e svolgono la funzione di relatrici e moderatrici in numerosi convegni, fra i quali vogliamo segnalare quello dal titolo come “Senza Consenso”, Immagini Rubate, Corpi violati, diritti negati e conseguenze psichiche per riflettere sulle nuove forme di violenza digitale e sulle loro profonde implicazioni umane, giuridiche e sociali, che si è tenuto a Rimini recentemente.
“La violenza domestica non riguarda solo le percosse”-sottolinea l’Avv. Chiara Baiocchi
“si parla di violenza domestica quando una persona, all’interno di una relazione affettiva o familiare, esercita controllo, potere o abuso sull’altra.
Può essere violenza fisica, psicologica, sessuale, economica o verbale
Spesso inizia in modo sottile, con atteggiamenti di controllo o isolamento della vittima, e tende a peggiorare nel tempo”.
Molte vittime fanno fatica a denunciare, perché?
“Le ragioni sono complesse” risponde l’Avv. Montanari
“La vittima può provare paura, vergogna, dipendenza economica o emotiva, oppure essere manipolata al punto da sentirsi colpevole.
Spesso c’è anche la speranza che l’altra persona cambi.
Inoltre, se ci sono figli o una rete familiare che non sostiene, la situazione diventa ancora più difficile”.
Violenza sulle donne no grazie
Quali sono i segnali che possono far capire che si sta vivendo (o assistendo) una situazione di violenza domestica?
“Alcuni segnali comuni sono: isolamento dagli amici e dalla famiglia; paura costante di “far arrabbiare” il partner; controllo su telefono, spostamenti o soldi;
umiliazioni, insulti o minacce; presenza di lividi o lesioni non spiegate; cambiamenti di umore o perdita di autostima.”
Inoltre”, continua l’Avv. Montanarii, “Anche i bambini che assistono alla violenza subiscono gravi conseguenze emotive.
Si parla in questo caso d violenza assstita.”
Che fare, quindi?
“Il primo passo,” spiega l’Avv. Baiocchi, “ è chiedere aiuto.
Esistono centri antiviolenza, linee telefoniche gratuite (come il numero nazionale 1522 in Italia, attivo 24 ore su 24), e servizi sociali che offrono supporto psicologico, legale e logistico.
È importante non affrontare tutto da soli e pianificare con attenzione l’uscita dalla situazione, per garantire sicurezza.
Chi è testimone, poi, può svolgere un ruolo cruciale.
È importante non giudicare la vittima né forzarla a reagire, ma ascoltarla, offrirle supporto concreto e indirizzarla ai servizi competenti. In caso di pericolo immediato, bisogna contattare subito le forze dell’ordine.”
Continuano le professioniste,
“Nella società serve educazione al rispetto e all’uguaglianza fin da piccoli, campagne di sensibilizzazione, formazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro
Inoltre, le istituzioni devono garantire protezione, fondi e percorsi di recupero per le vittime
Ma anche programmi per chi perpreta violenza, per interrompere il ciclo.
La violenza domestica non è mai colpa della vittima.
Uscirne è possibile, ma serve coraggio e supporto.
Nessuno deve sentirsi solo: chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza!
La violenza non è mai un destino, ma un’ingiustizia da combattere con la conoscenza, la consapevolezza e la solidarietà”.


