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A Times Square si accendono le “donne soggetto” della campagna I Am per l’8 marzo

Sulla Torre Nasdaq di New York i volti di oltre trenta protagoniste dello star system mondiale: tra loro Helen Mirren, Sharon Stone, Marisa Tomei, Diane Warren e, per l’Italia, Paola Cortellesi, Bianca Balti, Federica Pellegrini e Giorgia

I am 8 marzo
di Stefano Farinetti

“Io sono” è l’affermazione potente che oltre trenta donne pronunciano nella notte dell’8 marzo attraverso la campagna I Am, il monumentale progetto ideato dalla produttrice cinematografica fiorentina Chiara Tilesi. I loro volti e le loro parole vengono proiettati sull’iconica Nasdaq Tower di Times Square, nel cuore di New York: un gesto simbolico e spettacolare che riunisce attrici, produttrici, registe, cantanti, campionesse sportive e scrittrici di fama internazionale.

L’obiettivo è chiaro: cambiare il modo in cui le donne vengono raccontate, passando da oggetto a soggetto della narrazione.

La nuova campagna I AM in occasione dell’8 marzo

Fondatrice della casa di produzione no profit We Do It Together, Tilesi è impegnata da anni in un lavoro culturale che coinvolge artiste e personalità di tutto il mondo. Tra le prime ad aderire alla campagna figurano anche premi Oscar come Helen Mirren e Marisa Tomei, affiancate nel tempo da numerosi volti della scena internazionale.

Dopo l’ultima proiezione a Roma, sulla scalinata di Trinità dei Monti, la I Am Campaign arriva dunque a New York per la Giornata internazionale della donna, arruolando anche importanti protagoniste italiane.

Il progetto, nato nel 2023, punta a contrastare la cultura dell’oggettificazione femminile – terreno su cui spesso si radica la violenza di genere – e a promuovere un cambiamento culturale concreto attraverso l’arte e la presenza nello spazio pubblico.

Ogni partecipante sceglie la propria dichiarazione identitaria: un personale “Io sono” capace di raccontare la propria essenza.

La campagna si presenta come una vera City Intervention: volti e parole vengono proiettati su monumenti e luoghi simbolici del mondo, riscrivendo idealmente una narrazione che nei secoli ha rappresentato le donne solo in minima parte, pur costituendo la maggioranza della popolazione. In questo dialogo tra architettura, memoria e presente, il passato viene interrogato e reinterpretato.

Ogni anno il progetto si arricchisce di nuove protagoniste che incarnano l’eccellenza italiana e internazionale. Tra loro Bianca Balti con “I Am Resilient”, Maria Manetti Shrem, Deborah Getta, Rita Coruzzi con “I Am Butterfly”, Giorgia con “I Am Change”, Federica Pellegrini con “I Am Disciplined” e Paola Cortellesi con “I Am Independent”.

Proprio Cortellesi, con il film C’è ancora domani, ha riportato al centro del dibattito pubblico la memoria e la dignità delle donne italiane.

Il rinnovarsi di questi volti non è soltanto una scelta artistica, ma un atto culturale: ogni donna porta la propria storia, il proprio talento e la propria identità, contribuendo a costruire una narrazione collettiva più giusta e consapevole.

L’impegno di Chiara Tilesi negli Stati Uniti prosegue anche sul fronte cinematografico. L’11 marzo, al TCL Chinese Theatre di Hollywood, ha presentato in anteprima il documentario Fasting and the Longevity Revolution, da lei prodotto.

Con Edward Norton come narratore e Barry Alexander Brown alla regia, il film esplora la scienza del digiuno e i suoi effetti sulla salute e sulla longevità, ispirandosi alle ricerche del celebre scienziato Valter Longo. Un progetto che unisce divulgazione scientifica e consapevolezza, offrendo nuovi strumenti per vivere meglio e più a lungo.

Redazione

Scritto da Redazione

La redazione di VanityClass.

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